Cassazione Penale, Sentenza n. 19409/2026 del 28/05/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Compiano ha proposto istanza di ricusazione nei confronti di tutti i componenti del collegio della Corte d'appello di Venezia perché i medesimi avevano adottato, in distinti procedimenti di esecuzione relativi a confische disposte con sentenza definitiva (per reati fiscali), ordinanze in cui erano state svolte valutazioni sul rapporto tra le somme rinvenute nei caveaux della NES spa e il patrimonio della società. Tali valutazioni avrebbero inciso sulla questione centrale del processo pendente (se le somme fossero entrate nel patrimonio della società, rilevanti per bancarotta distrattiva, oppure fossero riconducibili a depositanti, rilevanti per appropriazione indebita). Il ricorrente ha inoltre censurato la decisione adottata "de plano" dalla Corte territoriale richiamando l'art. 127 c.p.p. e ha dedotto vizio di motivazione.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha confermato la legittimità della decisione "de plano" di inammissibilità dell'istanza di ricusazione ai sensi dell'art. 41, comma 1, c.p.p., quando l'istanza sia manifestamente infondata, e ha ritenuto che le ordinanze emesse nei procedimenti esecutivi attengono a reati e fatti diversi (reati fiscali) e limitate alle questioni esecutive relative alla confisca; esse non hanno pronunciato sul merito del processo penale pendente né formulato un giudizio sulla responsabilità penale di Compiano che possa integrare una causa di incompatibilità o ricusazione. La Corte ha dunque escluso qualsiasi pregiudizio all'imparzialità e il ricorso è stato rigettato, con condanna del ricorrente al pagamento delle spese.
Norme richiamate
art. 41 cod. proc. pen., commi 1 e 3
L'art. 41, comma 1, autorizza il collegio a decidere senza ritardo, anche mediante procedura camerale de plano, sulle istanze di ricusazione manifestamente infondate; il comma 3 disciplina invece il giudizio di merito con forme e contenuti diversi quando non ricorrono le condizioni per decidere immediatamente.
art. 127 cod. proc. pen.
La Corte ha escluso che la procedura de plano per le istanze manifestamente infondate implichi richiamo alle forme dell'art. 127; la decisione in camera di consiglio non viola il contraddittorio, garantito anche dalla possibilità di deduzioni scritte.
art. 37, comma 1, cod. proc. pen.
Le cause di ricusazione sono di stretta interpretazione; la sola connessione probatoria o la precedente partecipazione del giudice a decisioni su fatti diversi non costituiscono di per sé causa di ricusazione. Occorre che vi sia, in concreto, una manifestazione "indebita" del convincimento o l'identità del fatto storico.
art. 111 Cost.
Il principio del giusto processo garantisce l'imparzialità del giudice, ma non implica che ogni valutazione preventiva in altri procedimenti su fatti diversi determini automaticamente ricusazione: la giurisprudenza interpreta restrittivamente le cause di ricusazione per preservare la funzione giurisdizionale.
Massime di principio
- La decisione "de plano" di inammissibilità di un'istanza di ricusazione è legittima quando l'istanza risulti manifestamente infondata; in tali casi non è necessario un contraddittorio orale se è stato rispettato l'avviso e la possibilità di deduzioni scritte.
- La mera partecipazione di un giudice a procedure diverse che riguardano lo stesso soggetto non costituisce di per sé causa di ricusazione: rileva l'identità del fatto storico e l'esistenza di una valutazione di merito "indebita" e non necessaria ai fini della decisione.
- Le decisioni incidentali o esecutive, anche se contengono valutazioni di merito relative a questioni connesse, non determinano automaticamente incompatibilità se non si è pronunciato sul merito del processo critico e non vi è stata una preclusione dell'autonomia valutativa nel successivo giudizio.
- Per ottenere la ricusazione occorre dimostrare concretezza e specificità del pregiudizio: non bastano legami soggettivi o probatorî tra procedimenti, serve provare che il giudice abbia espresso un convincimento non necessario e non funzionale all'esercizio delle sue funzioni in quell'altro procedimento.
- Nel valutare ricusazioni su questioni tecniche (es. natura di somme/beni), la distinzione tra reati storicamente diversi (es. reati fiscali vs bancarotta) e la finalità del provvedimento (esecuzione/confisca vs accertamento di responsabilità penale) è centrale per escludere conflitti di imparzialità.
- Se si teme pregiudizio per decisioni pregresse, la strategia utile è documentare e dimostrare specifiche frasi, motivazioni o pronunce in cui il giudice abbia espresso un giudizio sulla colpevolezza non necessario alla decisione precedente; altrimenti la ricusazione probabilmente sarà dichiarata manifestamente infondata.
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