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Sentenza

Sentenza del 17/05/2017 n. 12239 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il contribuente ha impugnato una cartella di pagamento di complessivi 396.137,03 euro, relativa a IVA, IRPEF e IRAP per gli anni 2003-2006, emessa sulla base di un ruolo straordinario per asserito fondato pericolo per la riscossione ai sensi degli articoli 11 e 15-bis del D.P.R. n. 602/1973. Ha sostenuto che la cartella fosse carente di motivazione perché non indicava concretamente gli elementi posti a fondamento del pericolo e che la Commissione tributaria regionale avesse omesso di pronunciarsi adeguatamente sui motivi di appello, limitandosi a richiamare la sentenza di primo grado.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi di ricorso. Il primo era formulato in modo promiscuo e indistinto, combinando censure riconducibili a diversi numeri dell’articolo 360 c.p.c., tra cui omessa pronuncia, violazione di legge e omessa motivazione. Il secondo era parimenti inammissibile perché prospettava come violazione di legge una censura relativa alla motivazione apparente. La Corte ha comunque precisato che le doglianze sarebbero state infondate: la CTR aveva adeguatamente richiamato e condiviso la motivazione della CTP, ritenendo sufficiente l’indicazione del ruolo straordinario per fondato pericolo e ammissibile la prova del periculum anche nel corso del giudizio. È stata inoltre esclusa la cessazione della materia del contendere, poiché la successiva definitività degli accertamenti consentiva la riscossione integrale solo a partire dalle relative sentenze d’appello e non eliminava la questione della legittimità della precedente emissione del ruolo straordinario. Il ricorrente è stato condannato alle spese del giudizio di legittimità, liquidate in 6.000 euro oltre eventuali spese prenotate a debito.

Norme richiamate

  • D.P.R. n. 602/1973, artt. 11 e 15-bis

    ruolo straordinario per fondato pericolo per la riscossione

    La riscossione mediante ruolo straordinario può essere adottata quando sussiste un fondato pericolo per la riscossione. Secondo la motivazione recepita dalla Corte, è sufficiente che la cartella indichi l’emissione del ruolo straordinario per fondato pericolo, mentre gli elementi concreti del periculum possono essere dimostrati anche nel corso del giudizio.

  • D.Lgs. n. 546/1992, art. 68

    il tributo, gli interessi e le sanzioni vanno riscossi per l’intero in pendenza di giudizio, una volta emesse le sentenze d’appello favorevoli all’amministrazione

    La riscossione integrale conseguente alle sentenze d’appello favorevoli all’amministrazione può essere richiesta dalla data delle sentenze stesse, non anteriormente.

  • D.Lgs. n. 472/1997, art. 18

    La norma è richiamata insieme all’articolo 68 del D.Lgs. n. 546/1992 per individuare il momento a partire dal quale può procedersi alla riscossione integrale di tributi, interessi e sanzioni dopo una decisione d’appello favorevole all’amministrazione.

  • Art. 360, comma 1, c.p.c.

    I motivi di ricorso per cassazione devono essere ricondotti con precisione allo specifico vizio denunciato. La formulazione cumulativa e indistinta di censure appartenenti a diversi numeri dell’articolo 360 c.p.c. può determinare l’inammissibilità del ricorso.

  • Art. 112 c.p.c.

    principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato

    L’omessa pronuncia deve essere dedotta come specifico vizio processuale; non può essere confusa con una generica denuncia di violazione di legge o di insufficienza della motivazione.

  • Art. 132, comma 2, n. 4, c.p.c. e art. 118 disp. att. c.p.c.

    La sentenza può motivare per relationem richiamando la decisione di primo grado, purché ne esponga le argomentazioni essenziali e dichiari di condividerle, indicando comunque la propria effettiva ratio decidendi.

  • Art. 111, comma 2, Cost.

    principio della ragionevole durata del processo

    La Corte può evitare attività processuali ulteriori, come l’integrazione del contraddittorio, quando il ricorso è manifestamente inammissibile e tale attività non inciderebbe sull’esito del giudizio.

Massime di principio

  • In caso di impugnazione di una cartella fondata su ruolo straordinario, la contestazione della motivazione deve indicare specificamente perché la cartella non consenta di comprendere l’esistenza del fondato pericolo; la mera doglianza generica può non essere sufficiente.
  • Gli elementi concreti del pericolo per la riscossione possono, secondo l’impostazione accolta nella sentenza, essere provati anche durante il giudizio e non necessariamente devono essere descritti in modo analitico nella cartella.
  • Nel ricorso per cassazione ogni censura deve essere incardinata in modo chiaro nello specifico vizio previsto dall’articolo 360 c.p.c.; la sovrapposizione indistinta di omessa pronuncia, violazione di legge e vizio motivazionale comporta il rischio concreto di inammissibilità.
  • La motivazione per relationem è ammissibile quando il giudice d’appello richiama in modo comprensibile le ragioni della sentenza di primo grado e manifesta una valutazione adesiva, indicando anche la propria ragione decisiva.
  • La successiva conferma degli avvisi di accertamento non rende automaticamente priva di oggetto la contestazione della precedente riscossione straordinaria: resta verificabile se, al momento dell’emissione della cartella, sussistessero i presupposti e i limiti temporali per la riscossione.
  • Quando la riscossione integrale dipende da una sentenza d’appello favorevole all’amministrazione, il relativo effetto temporale decorre dalla data di quella decisione, salvo specifiche disposizioni applicabili.

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