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Sentenza

Sentenza n. 8558/2026 - Roma, Sezione 5

per l'accertamento dell'illegittimità del Provvedimento di diniego dell’istanza di accesso agli atti del 5 settembre 2025, presentata al fine di prendere visione e copie dei , documenti relativi a n. 9 aspiranti ( con punteggio inferiore) nominati in ruolo da GRADUATORIA ATA 24 mesi a.s. 2025/2026- Provincia di Frosinone- di cui all’art. 554 del Decreto Legislativo 297 del 1994- Profilo di Collaboratore Scolastico.

Giustizia amministrativa202514910

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. VSentenzaAccesso agli atti

Atto impugnato: diniego dell'istanza di accesso agli atti del 5 settembre 2025, relativa ai documenti di nove aspiranti nominati in ruolo con punteggio inferiore nella graduatoria ATA 24 mesi per l'anno scolastico 2025/2026

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (candidata in graduatoria)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto un ricorso per l'accertamento dell'illegittimità del diniego opposto dall'amministrazione scolastica alla richiesta di visione ed estrazione di copia degli atti relativi a nove aspiranti, con punteggio inferiore, nominati in ruolo dalla graduatoria ATA 24 mesi della provincia di Frosinone, per il profilo di collaboratore scolastico. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha osteso tutti gli atti richiesti. La ricorrente ha quindi dichiarato di non avere più interesse alla prosecuzione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere, insistendo tuttavia sulle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, poiché gli atti richiesti erano stati integralmente ostesi dall'amministrazione. Nonostante l'estinzione, ha regolato le spese secondo il criterio della soccombenza virtuale, ritenendo il ricorso manifestamente fondato in relazione all'illegittimo diniego originario. L'Ufficio scolastico resistente è stato condannato a rifondere le spese di lite, liquidate in complessivi euro 1.500,00, oltre accessori di legge e rimborso del contributo unificato, in favore del difensore della ricorrente dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato quale fondamento processuale della definizione del giudizio per intervenuta cessazione della materia del contendere.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato in relazione alla definizione del giudizio.

  • art. 74 c.p.a.

    Nel caso in cui ravvisi la manifesta fondatezza ovvero la manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza del ricorso, il giudice decide con sentenza in forma semplificata. La motivazione della sentenza può consistere in un sintetico riferimento al punto di fatto o di diritto ritenuto risolutivo ovvero, se del caso, ad un precedente conforme

    Ha consentito la decisione con sentenza in forma semplificata, in ragione della manifesta fondatezza della controversia.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio instaurato contro il diniego di accesso, l'amministrazione ostende integralmente gli atti richiesti, viene meno l'interesse alla decisione e il giudizio deve essere definito per cessazione della materia del contendere.
  • La sopravvenuta ostensione degli atti non esclude la regolazione delle spese di lite secondo il principio della soccombenza virtuale, mediante valutazione della fondatezza del ricorso alla luce del diniego originariamente impugnato.
  • La manifesta fondatezza della domanda consente al giudice amministrativo di definire il giudizio con sentenza in forma semplificata ai sensi dell'art. 74 c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieAccesso documentaleEstinzione, perenzione e improcedibilitàDecisione e riti specialiSpese di lite
RamiAccesso e trasparenzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesseTrasparenza e pubblicità

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