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Sentenza

Sentenza n. 111/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'integrale esecuzione del decreto ingiuntivo del Tribunale di Avellino n. 667/2023 (R.G. n. 1718/2023), pubblicato in data 18/07/2023 e notificato il 06/09/2023;

Giustizia amministrativa202501014

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione del decreto ingiuntivo del Tribunale di Avellino n. 667/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (creditore privato)

Prevale il privato

La controversia

La società ha agito in ottemperanza, ai sensi dell'art. 114 c.p.a., per ottenere l'integrale esecuzione del decreto ingiuntivo n. 667/2023, notificato al Comune il 6 settembre 2023 e non opposto. Il decreto ingiungeva il pagamento di euro 45.598,44, oltre interessi e spese legali. Il Comune ha effettuato pagamenti parziali per complessivi euro 29.440,48, residuando euro 16.157,96, oltre agli interessi dovuti anche per il ritardo nei pagamenti e alle spese liquidate nel decreto. La ricorrente ha chiesto l'ordine di pagamento del residuo e la nomina di un commissario ad acta in caso di ulteriore inottemperanza. Il Comune non si è costituito.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso. Ha rilevato che il decreto ingiuntivo non opposto, come attestato dal certificato di mancata opposizione depositato in giudizio, è equiparato a una sentenza passata in giudicato ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a. Poiché il decreto era stato notificato e il termine previsto era ampiamente decorso, mentre il Comune aveva eseguito solo parzialmente l'obbligo di pagamento, il giudice ha dichiarato l'obbligo dell'amministrazione di corrispondere alla società le somme residue, pari a euro 16.157,96, oltre interessi e spese legali nei limiti risultanti dal decreto. Ha fissato il termine di 60 giorni dalla comunicazione amministrativa o dalla notificazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il Direttore della Ragioneria Territoriale dello Stato di Salerno, con facoltà di delega, attribuendogli il compito di compiere tutti gli atti necessari, comprese eventuali modifiche di bilancio, entro 60 giorni dalla presentazione dell'istanza di parte. Le spese di lite sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.

    Il decreto ingiuntivo non opposto è equiparato, ai fini dell'ottemperanza, a una sentenza passata in giudicato.

  • art. 114 c.p.a.

    È la base processuale dell'azione di ottemperanza proposta per ottenere l'esecuzione del provvedimento giurisdizionale equiparato a giudicato.

Massime di principio

  • Un decreto ingiuntivo non opposto entro il termine di legge costituisce, ai fini dell'azione di ottemperanza, un provvedimento del giudice ordinario equiparato a una sentenza passata in giudicato ai sensi dell'art. 112, comma 2, lett. c), c.p.a.
  • Quando un'amministrazione abbia eseguito solo parzialmente un decreto ingiuntivo divenuto equiparato a giudicato, il giudice amministrativo può ordinare il pagamento delle somme residue, comprensive degli interessi e delle spese dovute secondo il titolo esecutivo.
  • In caso di persistente inottemperanza all'ordine di esecuzione, il giudice dell'ottemperanza può nominare un commissario ad acta, conferendogli il potere di compiere tutti gli atti necessari all'adempimento, comprese le eventuali modifiche di bilancio a carico dell'amministrazione inadempiente.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potere

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