Cassazione Penale, Sentenza n. 22298/2024 del 04/06/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Ricorso per cassazione articolato in due motivi: 1) violazione di legge e vizio di motivazione rispetto all'affermazione di responsabilità per occupazione di demanio marittimo (artt. 55 e 1161 c.n.), con censura sulla mancanza di motivazione circa l'effettivo impedimento o la compromissione dell'uso collettivo del bene, osservando che la presenza di ombrelloni e lettini era stata accertata solo per il 28/08/2020 e poteva essere occasionale; 2) violazione di legge e vizio di motivazione in ordine alla confisca disposta dal Tribunale, lamentando l'omessa qualificazione della misura ablativa e la mancata argomentazione circa la sussistenza del nesso di strumentalità (asservimento) tra le cose confiscate e il reato, richiamando la natura facoltativa della confisca ai sensi dell'art. 240, comma 1, c.p.
La decisione
La Corte ha dichiarato il primo motivo manifestamente infondato: ha confermato la valutazione di merito che, in data 28/08/2020, Picci, quale legale rappresentante della societa' "La Conca Lido Srls", aveva occupato senza concessione circa 250 mq di demanio marittimo con 30 ombrelloni e 60 lettini, ritenendo integrato il reato per l'installazione anticipata e l'occupazione stabile dello spazio demaniale che poteva impedire l'uso da parte di bagnanti non clienti. Ha invece accolto il secondo motivo: ha annullato la misura di confisca in quanto il Tribunale non ha motivato la sussistenza del nesso di strumentalità fra gli oggetti confiscati e il reato (obbligo motivazionale per la confisca facoltativa ex art. 240 c.p.). Conseguentemente la sentenza e' annullata limitatamente alla confisca e la Corte ha disposto il rinvio al Tribunale di Lecce, in diversa composizione, per nuovo giudizio sul punto; il ricorso e' dichiarato inammissibile nel resto e la sentenza e' resa irrevocabile quanto all'affermazione di responsabilità (v. art. 624 c.p.p.).
Norme richiamate
Codice della Navigazione, artt. 55 e 1161
Rilevano per la fattispecie di occupazione arbitraria del bene demaniale marittimo: il reato si configura quando si acquista o si mantiene senza autorizzazione il possesso/detenzione in modo corrispondente a un esercizio durevole di godimento che impedisca o comprimа significativamente l'uso collettivo del bene.
Codice Penale, art. 240, comma 1
La confisca e' facoltativa; il giudice deve valutare e motivare il nesso di strumentalità (asservimento) tra il bene da confiscare e il reato, argomentando il ruolo effettivo dell'oggetto nella commissione dell'illecito e le modalità di realizzazione del reato.
Codice di Procedura Penale, art. 624
Prevede la declaratoria di irrevocabilità della sentenza per le parti della decisione non annullate; qui utilizzato per dichiarare irrevocabile la parte di sentenza relativa all'affermazione di responsabilità.
Massime di principio
- La valutazione di merito sulla sussistenza dell'occupazione arbitraria di demanio marittimo e' sostanzialmente apprezzamento fattuale: se il giudice di merito fornisce congrue e logiche argomentazioni l'impugnazione in Cassazione e' difficilmente accoglibile.
- La confisca facoltativa ex art. 240 c.p. richiede sempre una motivazione concreta e specifica sul nesso di strumentalità tra cosa e reato; l'omessa o generica motivazione comporta l'annullamento della misura ablativa.
- La presenza di attrezzature balneari anche in un'unica giornata puo' essere ritenuta indice di occupazione stabile se il fatto e' collegato a modalità (es. installazione anticipata rispetto all'arrivo della clientela) che dimostrino un'effettiva compressione dell'uso collettivo del demanio.
- In sede di cassazione i profili di diritto e di motivazione possono essere disaggregati: il vizio nella motivazione di una misura ablativa puo' portare all'annullamento parziale e al rinvio, senza investire l'affermazione di responsabilità se questa e' sufficientemente motivata.
Testo integrale
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