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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 3530/2023 del 27/01/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

La difesa ha impugnato l'ordinanza per "nullità" ai sensi dell'art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p., denunciando manifesta illogicità della motivazione: secondo il ricorrente il sequestro preventivo richiedeva la prova del reato presupposto e del relativo collegamento con la somma rinvenuta (Euro 164.800) nell'autovettura; inoltre si censurava il presunto travisamento da parte del Tribunale delle pronunce della Corte di Cassazione richiamate, le quali, a detta della difesa, riguarderebbero i presupposti del reato di ricettazione e non quelli per l'adozione di misure cautelari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che il sindacato sulle ordinanze di riesame relative a provvedimenti reali sia limitato alla violazione di legge, ai sensi dell'art. 325 comma 1 cod. proc. pen., e che il vizio dedotto (manifesta illogicità) non fosse configurabile: l'ordinanza impugnata era sorretta da motivazione non meramente apparente, fondata su ricostruzione incontroversa dei fatti e su elementi idonei a sostenere il "fumus" del delitto ipotizzato. Conseguentemente la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e, ai sensi dell'art. 616 cod. proc. pen., al versamento di Euro 3.000 in favore della Cassa delle Ammende.

Norme richiamate

  • art. 606 comma 1 lett. e) c.p.p.

    Norma richiamata dalla difesa come fondamento della censura di nullità dell'ordinanza per manifesta illogicità della motivazione; la Corte però non ha ritenuto sussistere un vizio di tal genere idoneo a determinare nullità.

  • art. 325 comma 1 cod. proc. pen.

    Stabilisce il limite del sindacato della Corte di cassazione sulle ordinanze del riesame relative a provvedimenti reali: è consentita la censura per violazione di legge, salvo che sussista una mancanza assoluta di motivazione o motivazione meramente apparente collegata all'inosservanza di norme processuali.

  • art. 23 comma 8 DL 137/2020

    Previsione procedurale che ha consentito la trasmissione della requisitoria scritta del Pubblico Ministero ai fini del procedimento davanti alla Corte; il PG ha concluso per l'inammissibilità del ricorso richiamando giurisprudenza sulla sussistenza del 'fumus' di ricettazione.

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma che consente la condanna alla Cassa delle Ammende in caso di dichiarazione di inammissibilità del ricorso; la Corte ha condannato la ricorrente al versamento di Euro 3.000.

Massime di principio

  • Il sindacato della Corte di Cassazione sulle ordinanze di riesame che riguardano provvedimenti reali è molto limitato: può essere censurata essenzialmente la violazione di legge o l'assenza assoluta di motivazione; non è ammessa una rinnovata valutazione del merito o delle risultanze di fatto.
  • La censura per "manifesta illogicità" della motivazione richiede che la motivazione sia del tutto mancante o meramente apparente per inosservanza di norme processuali; argomentazioni generiche o la diversità di interpretazione delle prove difficilmente sono sufficienti.
  • Il "fumus" di reato (es. ricettazione) può essere ritenuto anche sulla base di elementi indiziari concreti e coerenti (es. ingente somma di denaro priva di plausibile giustificazione), purché la ricostruzione sia motivata e non contraddetta da risultanze incontroverse.
  • In caso di ricorso manifestamente infondato o inammissibile il ricorrente corre il rischio della condanna alle spese e del pagamento alla Cassa delle Ammende; per evitare ciò l'impugnazione deve cogliere profili di illegittimità giuridica rilevanti e specifici, non solo contestazioni valutative.
  • Quando si impugnano provvedimenti che confermano misure reali, è strategico focalizzarsi su specifiche violazioni procedurali o carenze formali della motivazione piuttosto che su una diversa valutazione delle prove, dato il limitato sindacato in Cassazione.

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