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Sentenza

Sentenza n. 624/2026 - Roma, Sezione 1T

per l'annullamento del silenzio-inadempimento dello Sportello Unico per l'Immigrazione di Roma in merito all'istanza di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro;

Giustizia amministrativa202514378

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. I terSentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio-inadempimento sull'istanza di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione procedente)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto, ai sensi degli artt. 31 e 117 c.p.a., ricorso contro il silenzio-inadempimento serbato dallo Sportello Unico per l'Immigrazione presso la Prefettura di Roma sull'istanza presentata il 15 luglio 2024 per la conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso di soggiorno per lavoro subordinato, ai sensi dell'art. 6, comma 1, d.lgs. 286/1998. Ha chiesto anche l'accertamento del diritto al rilascio del titolo di soggiorno richiesto, ovvero di altro titolo previsto dal Testo unico sull'immigrazione, oppure, in subordine, la notificazione di un provvedimento espresso di rigetto. Nel corso del giudizio l'amministrazione ha adottato e notificato, il 30 dicembre 2025, un provvedimento espresso di rigetto dell'istanza.

La decisione

Il TAR ha dichiarato improcedibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. L'adozione, nelle more del giudizio, del provvedimento espresso di rigetto ha infatti fatto venir meno l'interesse della ricorrente alla decisione sull'azione avverso il silenzio, il cui oggetto era l'inerzia dell'amministrazione e l'obbligo di provvedere. La controversia è stata quindi definita in rito, senza esame della legittimità o fondatezza del provvedimento di rigetto e senza accertamento del diritto al rilascio del permesso di soggiorno. Le spese sono state compensate per giusti motivi, in ragione della definizione in rito della controversia.

Norme richiamate

  • art. 31 c.p.a.

    Disciplina l'azione avverso il silenzio della pubblica amministrazione, richiamata dalla ricorrente.

  • art. 117 c.p.a.

    Disciplina il rito relativo all'azione avverso il silenzio, richiamato dalla ricorrente.

  • art. 6, comma 1, d.lgs. 286/1998

    Costituisce la base normativa dell'istanza di conversione del permesso di soggiorno per studio in permesso per lavoro subordinato.

  • art. 5, comma 9, d.lgs. 286/1998

    È stato richiamato dalla ricorrente quale fondamento della richiesta di rilascio di altro titolo di soggiorno o di adozione di un provvedimento espresso.

  • art. 35, comma 1, lett. c, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili alla definizione del giudizio.

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    Il TAR ha dato alle parti avviso della possibile improcedibilità del ricorso per sopravvenuta adozione del provvedimento espresso.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato nel provvedimento tra le disposizioni processuali applicabili.

Massime di principio

  • L'adozione, nelle more del giudizio, di un provvedimento espresso sull'istanza amministrativa rende improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse l'azione avverso il silenzio, poiché viene meno l'inerzia oggetto della domanda.
  • La definizione per improcedibilità dell'azione avverso il silenzio non comporta, di per sé, l'esame della legittimità o della fondatezza del provvedimento espresso sopravvenuto, né l'accertamento del diritto sostanziale richiesto, quando tali questioni non siano oggetto di una distinta domanda ritualmente esaminabile.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoTermini e notificazione del ricorsoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSilenzio della pubblica amministrazioneSopravvenuta carenza di interesse

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