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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38856/2024 del 22/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Richiesta di riconoscimento del vincolo della continuazione tra delitti oggetto di due diverse sentenze: furti commessi il 04/06/2018 e ricettazioni commesse in data anteriore al 18/05/2018. Il ricorrente ha sostenuto che i reati erano omogenei (tutti contro il patrimonio), temporalmente e territorialmente contigui, e che la finalità di profitto unita all'analogia delle condotte dimostrerebbe la programmazione almeno generica degli illeciti sin dal primo fatto.

La decisione

Il ricorso è stato rigettato. La Corte ha confermato l'ordinanza del Tribunale di Pistoia che aveva escluso la continuazione, ritenendo non provata l'esistenza di un unico disegno criminoso ideato sin dall'inizio. La Corte ha ritenuto decisivi fattori quali l'eterogeneità delle fattispecie, la distanza spazio-temporale, la presenza di diversi concorrenti e l'assenza di prova che i reati successivi fossero programmati al momento del primo. Ha affermato che la mera appartenenza alla categoria dei reati contro il patrimonio o la comune finalità di profitto non sono di per sé sufficienti. Rigetto del ricorso e condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • Sez. U., n. 28659 del 18/05/2017 (Gargiulo), Rv. 270074

    «il riconoscimento della continuazione, necessita, anche in sede di esecuzione, non diversamente che nel processo di cognizione, di una approfondita verifica della sussistenza di concreti indicatori, quali l'omogeneità delle violazioni e del bene protetto, la contiguità spazio-temporale, le singole causali, le modalità della condotta, la sistematicità e le abitudini programmate di vita, e del fatto che, al momento della commissione del primo reato, i successivi fossero stati programmati almeno nelle loro linee essenziali, non essendo sufficiente, a tal fine, valorizzare la presenza di taluno degli indici suindicati se i successivi reati risultino comunque frutto di determinazione estemporanea»

    La continuazione richiede la verifica di molteplici indici concreti e la prova che i reati successivi fossero già programmati, non basta uno o pochi elementi isolati; la valutazione deve essere approfondita anche in sede esecutiva.

  • Sez. 1, n. 785 del 06/02/1996, Rv. 203987

    «ai fini dell'accertamento della sussistenza della continuazione, non bisogna avere riguardo agli intenti perseguiti dall'autore delle diverse azioni delittuose, ma è invece necessario che le singole violazioni di legge siano tutte rapportabili ad un unico atto volitivo, ossia che tali violazioni siano state tutte previste e deliberate come momenti di attuazione di un programma preventivamente ideato ed elaborato nelle sue linee essenziali. L'identità del movente è insufficiente a configurare la medesimezza del disegno criminoso, che non va confuso con il generico proposito di commettere reati o con la scelta di una condotta di vita fondata sul delitto»

    L'identità del movente (es. profitto) non equivale all'esistenza di un unico progetto criminoso: va dimostrato un atto volitivo unitario che abbia previsto i singoli reati come tappe di uno stesso piano.

Massime di principio

  • Per riconoscere la continuazione è necessario dimostrare che i reati successivi erano programmati, almeno nelle loro linee essenziali, al momento del primo: non basta la semplice identità del movente.
  • Gli indicatori rilevanti sono: omogeneità delle fattispecie e del bene giuridico tutelato, contiguità spaziale e temporale, identità o collegamento dei concorrenti, modalità operative coerenti e ripetute, sistematicità di comportamento e abitudini criminali programmate.
  • La mera appartenenza dei reati al genus 'contro il patrimonio' o la finalità di profitto mostrano solo un'inclinazione del soggetto, non la prova di un disegno criminoso unitario.
  • In difesa, per contrastare una pretesa di continuazione conviene evidenziare eterogeneità delle condotte, distanza spazio-temporale, diversi compagni di reato e la natura estemporanea delle singole azioni.
  • In accusa, per sostenere la continuazione occorre produrre elementi concreti di pianificazione preventiva: comunicazioni, ruoli stabili tra partecipanti, modalità ripetute e collegamenti logistici tra i reati.
  • La valutazione è complessiva e comparativa: anche uno o più indici non sono decisivi se gli altri elementi indicano determinazione estemporanea.

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