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Sentenza

Sentenza del 22/06/2022 n. 2946 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Riscossione - Atto di riscossione definitivo per mancata impugnazione - Conversione del termine di prescrizione in ordinario - Esclusione.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

Si discute se la scadenza del termine perentorio per proporre opposizione ad un atto di riscossione mediante ruolo (ossia l'omesso esercizio dell'opposizione entro il termine previsto) produca, oltre all'irretrattabilità del credito, anche la "conversione" della prescrizione sostanziale più breve eventualmente prevista per quei crediti nel termine ordinario decennale di cui all'art. 2953 c.c. La questione è se l'inefficacia dell'impugnazione trasformi automaticamente la prescrizione breve in prescrizione decennale anche in assenza di un titolo giudiziale.

La decisione

Il giudice ha escluso la conversione: la sola scadenza del termine per proporre opposizione rende il credito irretrattabile ma non opera la trasformazione della prescrizione sostanziale breve nel termine ordinario decennale. L'art. 2953 c.c. trova applicazione solo quando è intervenuta una sentenza di condanna passata in giudicato (titolo giudiziale definitivo). Pertanto, se la legge prevede per quei crediti una prescrizione sostanziale più breve, tale termine breve continua a decorrere e a trovare applicazione nonostante la mancata impugnazione, salvo che non vi sia un titolo giudiziale definitivo.

Norme richiamate

  • Codice civile, art. 2953

    "I diritti per i quali la legge stabilisce una prescrizione più breve di dieci anni, quando riguardo ad essi è intervenuta sentenza di condanna passata in giudicato, si prescrivono con il decorso di dieci anni"

    La norma estende la prescrizione a dieci anni solo se esiste un titolo giudiziale definitivo; non dispone alcuna conversione automatica della prescrizione per effetto della semplice scadenza del termine per impugnare un atto di riscossione.

Massime di principio

  • La scadenza del termine per impugnare un atto di riscossione è un effetto processuale/procedurale che determina l'irretrattabilità del credito, ma non modifica la disciplina sostanziale della prescrizione: vige la prescrizione prevista dalla norma sostanziale del credito finché non interviene un titolo giudiziale definitivo.
  • L'art. 2953 c.c. opera soltanto in presenza di una sentenza di condanna passata in giudicato: senza titolo giudiziale definitivo non si può elevare la prescrizione breve a quella decennale.
  • In valutazioni su riscossione coattiva, distinguere sempre tra termine per impugnare (perentorio/procedurale) e termine di prescrizione (sostanziale): la mancata opposizione incide sulla possibilità di contestare l'atto ma non sospende né trasforma automaticamente i termini di prescrizione sostanziale.
  • Per tutelarsi, il debitore deve proporre opposizione nei termini o, ove non possibile, monitorare e verificare il decorso della prescrizione sostanziale del credito per evitare che il diritto si estingua per prescrizione breve.
  • Per il creditore pubblico o concessionario, il mancato incontro della conversione della prescrizione non impedisce la riscossione: il credito resta esigibile fino al decorso della prescrizione sostanziale applicabile, salvo che non si sia ottenuto un titolo giudiziale definitivo che prolunga la prescrizione a dieci anni.

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