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Sentenza

Sentenza n. 9497/2026 - Roma, Sezione 3T

per l’ottemperanza della sentenza del Tribunale di Velletri n. 457/2025 pubbl. il 26/03/2025 RG n. 6432/2023 passata in giudicato

Giustizia amministrativa202511206

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. III terSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri che aveva riconosciuto il diritto alla Carta del docente per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per ottenere l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Velletri, passata in giudicato, con la quale era stato dichiarato il suo diritto a usufruire della Carta del docente per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2022/2023, mediante accreditamento di euro 2.500,00 oltre interessi legali e rivalutazione nei limiti di legge, alle medesime condizioni previste per i dipendenti a tempo indeterminato. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento del Ministero. L’Amministrazione si è costituita con atto di stile, senza fornire chiarimenti o indicazioni circa l’avvenuta esecuzione del giudicato.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso e ha dichiarato l’obbligo del Ministero di dare esecuzione alla sentenza passata in giudicato entro 60 giorni dalla notificazione o comunicazione della decisione. Il giudice ha ritenuto provato l’inadempimento alla luce dell’assenza di chiarimenti da parte dell’Amministrazione, richiamando i principi sull’onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore. Ha inoltre precisato che, in sede di ottemperanza, non sono sindacabili i presupposti della pretesa già riconosciuta dal giudicato. Per l’eventuale mancato adempimento, ha nominato quale Commissario ad acta il direttore generale dell’Amministrazione competente per materia, con facoltà di delega e senza compenso, da attivarsi su richiesta della ricorrente dopo la scadenza del termine assegnato al Ministero. Il Ministero è stato condannato al pagamento di euro 800,00 oltre accessori di legge per le spese del giudizio, con distrazione in favore dei difensori antistatari.

Norme richiamate

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    beneficio della Carta del docente

    La disposizione costituisce il fondamento normativo del beneficio riconosciuto alla docente dal giudicato del Tribunale di Velletri; i relativi presupposti non sono più sindacabili nel giudizio di ottemperanza.

  • art. 16, comma 6, l. 412/1991

    interessi legali e rivalutazione nei limiti di cui all’art. 16, 6° comma, L. n. 412/1991

    È richiamato dal titolo esecutivo per delimitare il riconoscimento di interessi e rivalutazione sulle somme dovute.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il giudice deve assicurare l’attuazione del contenuto vincolante del giudicato senza riesaminare i presupposti sostanziali della pretesa già definitivamente riconosciuta.
  • Quando l’amministrazione, a fronte dell’allegazione dell’inadempimento, non fornisce chiarimenti o indicazioni sull’avvenuta esecuzione del giudicato, la pretesa di ottemperanza può essere accolta secondo i principi sull’onere della prova nei rapporti tra creditore e debitore.
  • L’ordine di esecuzione del giudicato può essere accompagnato dalla nomina preventiva di un commissario ad acta, destinato a intervenire, su richiesta della parte interessata, dopo l’inutile decorso del termine assegnato all’amministrazione.
  • Nel giudizio di ottemperanza, la mancata esecuzione di un titolo giudiziale passato in giudicato comporta l’obbligo dell’amministrazione di conformarsi puntualmente al suo contenuto, comprese le statuizioni patrimoniali accessorie espressamente riconosciute.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereOnere della prova e principio dispositivo

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