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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 38230/2025 del 25/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la conferma della condanna per rapina impropria e lesioni, lamentando: 1) valutazione erronea e basata su sole dichiarazioni della persona offesa, ritenute generiche e non credibili, in particolare circa la disponibilita' e il rinvenimento di un taglierino occultato nella giacca nello zaino; 2) mutamento dei tempi e della dinamica della colluttazione e mancata prova di lesioni da taglio alla mano sinistra; 3) errata esclusione del giustificato motivo e mancata considerazione della condizione di senza fissa dimora quale possibile giustificazione del porto; 4) esclusione illegittima dell'attenuante di cui all'art. 62 n.4 c.p. e della cosiddetta attenuante costituzionale per lievità del fatto; 5) mancata concessione delle attenuanti generiche in regime di prevalenza e/o errore nella loro quantificazione; 6) omissione nella motivazione circa la determinazione della pena e mancata applicazione, su richiesta, dell'art. 131-bis c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto i motivi generici e aspecifici perché non confrontati puntualmente con le argomentazioni della sentenza impugnata e in larga parte reiterativi rispetto all'appello. Ha richiamato il principio della "doppia conforme": la valutazione di merito, coerente in primo e secondo grado, non e' sindacabile in cassazione se fondata su motivazione logica e congrua. La Corte di appello e il Tribunale avevano ricostruito la dinamica, valutato la attendibilita' della persona offesa, documentazione medica, atti di polizia giudiziaria, perquisizione e sequestro (incluso il taglierino) e la piena compatibilita' dell'arma con le lesioni. Sulla dosimetria la Corte ha ritenuto la scelta discrezionale dei giudici di merito non viziata da arbitrarieta'; la mancata concessione della tenuità del danno e dell'attenuante speciale e' stata motivata anche in considerazione della natura pluri-offensiva della rapina. In conclusione il ricorso e' inammissibile e la condanna resta confermata.

Norme richiamate

  • art. 545-bis cod. proc. pen.

    richiamata in ordine alla sostituzione della pena con la detenzione domiciliare ai sensi della sentenza di merito

  • art. 53 l. n. 689 del 1981

    richiamata insieme all'art. 545-bis per i profili di sostituzione della pena

  • art. 628 cod. pen.

    norma sulla rapina; richiamata per la qualificazione giuridica dei fatti e per i criteri di esclusione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità

  • art. 582 cod. pen.

    richiamato in relazione alle lesioni personali contestate

  • art. 585 cod. pen.

    richiamato in relazione alle lesioni personali gravissime/quelle valutate nella imputazione

  • art. 576 cod. pen.

    richiamato in relazione alle circostanze aggravanti, ed in particolare in combinazione con l'art. 61 n.2 cod. pen.

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    circostanza aggravante richiamata rispetto alla condotta

  • art. 4 della l. 110 del 1975

    normativa richiamata tra i reati ascritti (in rapporto al materiale sequestrato/porto di strumenti)

  • art. 173 disp. att. cod. proc. pen.

    richiamato per i limiti di esposizione dei motivi del ricorso e per la forma di motivazione necessaria

  • art. 591, comma 1, lett. c) cod. proc. pen.

    richiamato quale norma che prevede l'inammissibilita' del ricorso per difetto di specificita' del motivo

  • art. 131-bis cod. pen.

    norma sulla messa alla prova/attenuanti speciali richiamata in tema di dosimetria; la Corte ha osservato che non essendo stata evocata dalla parte, la sua mera menzione non incide sulla congruita' del giudizio di merito

  • artt. 132 e 133 cod. pen.

    principi sui criteri di determinazione della pena e sulla discrezionalita' del giudice di merito nella dosimetria

  • art. 62 n. 4 cod. pen.

    attenuante relativa alla tenuità del danno; la Corte ha ribadito che la sua applicazione richiede valutazione complessiva della pluri-offensivita' del reato

  • art. 69 cod. pen.

    richiamato in relazione ai criteri di determinazione delle attenuanti generiche e al regime di prevalenza o equivalenza nella dosimetria

  • art. 628, ultimo comma, cod. pen.

    richiamato in riferimento ai casi in cui è vietata la concessione di determinate circostanze attenuanti in rapporto alla rapina

Massime di principio

  • Un ricorso per cassazione deve essere specifico e confrontarsi puntualmente con le ragioni di fatto e di diritto della sentenza impugnata; motivi generici e reiterativi sono inammissibili
  • La presenza di una "doppia conforme" (sentenza di primo grado e sentenza di appello concordi) rafforza la difficoltà di sindacare in Cassazione le valutazioni di merito, purché la motivazione sia logica e congrua
  • Le valutazioni di attendibilita' delle dichiarazioni della persona offesa, la prova documentale (referti, atti di polizia giudiziaria, sequestri) e la ricostruzione coerente della dinamica sono decisivi e difficilmente sovvertibili in cassazione se sostenuti da motivazione
  • La dosimetria della pena rientra nella discrezionalita' del giudice di merito; la censura sulla congruita' della pena in Cassazione è ammissibile solo se emerge arbitrarieta' o manifesta illogicita'
  • L'attenuante per danno di speciale tenuità richiede una valutazione complessiva che consideri non solo il valore economico della cosa sottratta ma anche gli effetti dannosi sulla persona offesa; nei reati pluri-offensivi come la rapina tale attenuante si concede con maggior rigore
  • Per far valere nei gradi successivi elementi nuovi occorre introdurli tempestivamente e specificamente; la semplice riproposizione di una lettura alternativa dei fatti senza affrontare la motivazione contraria non basta

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