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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34016/2022 del 15/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza della Corte d'appello di Palermo che ha rigettato la domanda di riparazione per ingiusta detenzione relativa alla custodia cautelare inframuraria dal 4/4/2007 al 10/11/2011 per il reato di partecipazione ad associazione di tipo mafioso. Mannina eccepiva violazione di legge e vizio di motivazione sostenendo che la Corte territoriale aveva motivato in modo apodittico la colpa grave sulla base della sua vicinanza a Francesco Pace (amico/collega) e ad altri soggetti, senza prova della consapevolezza di partecipazione a traffici illeciti; inoltre lamentava che le intercettazioni fossero irrilevanti ai fini indiziari.

La decisione

La Corte di legittimità ha rigettato il ricorso. Ha confermato che il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al giudizio di cognizione e può valutare gli stessi elementi in modo diverso; ha ritenuto che la Corte d'appello avesse fondamento nel ritenere la vicinanza del Mannina a soggetti mafiosi (Pace, Birrittella) e nella valutazione delle intercettazioni, le quali non sono state smentite dalla sentenza assolutoria. La Corte ha richiamato il principio secondo cui frequentazioni ambigue, non giustificate, poste con consapevolezza della illiceità dei soggetti frequentati, possono integrare colpa grave e quindi escludere l'indennizzo. Il ricorrente è stato condannato alle spese processuali e alla rifusione delle spese sostenute dall'Amministrazione resistente.

Norme richiamate

  • Sez. 4, Sentenza n. 12228 del 10/01/2017 (Quaresima)

    Sentenza n. 12228 del 10/01/2017

    Afferma che il giudizio per la riparazione è autonomo rispetto al giudizio penale di cognizione e può giungere a conclusioni diverse sui medesimi elementi probatori

  • Sez. 4, Sentenza n. 1235 del 26/11/2013 (Calò)

    Sentenza n. 1235 del 26/11/2013, dep. 2014

    Stabilisce che frequentazioni ambigue, poste con consapevolezza della illiceità dei soggetti, possono costituire comportamento gravemente colposo idoneo ad escludere la riparazione

  • Sez. 3, Sentenza n. 39199 del 01/07/2014 (Pistorio)

    Sentenza n. 39199 del 01/07/2014

    Conferma l'orientamento secondo cui rapporti ambigui con soggetti coinvolti in illeciti possono rilevare ai fini dell'esclusione dell'indennizzo

  • Sez. U, Sentenza n. 34559 del 26/06/2002 (De Benedictis)

    Sentenza n. 34559 del 26/06/2002

    Principio secondo cui, nel giudizio di riparazione, il giudice deve valutare ex ante tutti gli elementi probatori disponibili per stabilire se la condotta abbia ingenerato la falsa apparenza di rilevanza penale

  • Sez. 4, Sentenza n. 9212 del 13/11/2013 (Maltese)

    Sentenza n. 9212 del 13/11/2013, dep. 2014

    Ribadisce che la valutazione della colpa grave nel procedimento di riparazione è autonoma rispetto all'accertamento penale e si fonda sugli elementi a disposizione del giudice della cautela

Massime di principio

  • Il giudizio per la riparazione dell'ingiusta detenzione è autonomo rispetto al processo penale di merito: l'assoluzione non garantisce automaticamente il diritto all'indennizzo
  • La valutazione della colpa grave o del dolo avviene ex ante, con un autonomo e razionale apprezzamento degli elementi disponibili all'epoca della misura cautelare
  • Frequentazioni o contatti con persone note per appartenenza o vicinanza a organizzazioni criminali, se non giustificati e se posti con consapevolezza della loro illiceità, possono costituire indizio di comportamento gravemente colposo idoneo a escludere l'indennizzo
  • Intercettazioni e altri elementi indiziari non necessariamente perdono rilevanza a seguito di un'assoluzione; il giudice della riparazione può ritenere tali elementi significativi se non sono stati smentiti
  • Il ricorrente ha l'onere di dimostrare che la propria condotta non abbia contribuito a creare la falsa apparenza di configurabilità di un reato; la mera relazione o amicizia con soggetti coinvolti non è automaticamente esimente

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