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Cassazione Civile, Ordinanza n. 12788/2023 del 11/05/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblica amministrazione)

La controversia

La ricorrente aveva proposto opposizione avverso un'ordinanza-ingiunzione con cui le era stata irrogata una sanzione amministrativa per avere guidato un'autovettura nonostante la patente sospesa e per avere parcheggiato lungo una striscia continua. Dinanzi al giudice di pace aveva sostenuto l'incompatibilità tra le due condotte contestate e aveva manifestato l'intenzione di proporre querela di falso. Il giudice di pace aveva respinto l'opposizione e il tribunale aveva rigettato l'impugnazione, ritenendo non incompatibili la condotta di guida e quella di posteggio del veicolo, e dunque irrilevante la dedotta falsità della contestazione. In Cassazione la ricorrente ha dedotto, con due censure correlate, falsa applicazione della norma sanzionatoria ex art. 360, n. 3, c.p.c. e omesso esame di un fatto decisivo, richiamando anche gli artt. 218 c. str., 132 c.p.c., 111 Cost., 6, comma 1, l. n. 241/1990, 2697 c.c. e 221 ss. c.p.c., lamentando che la motivazione fosse contraddittoria perché la guida dell'auto avrebbe dovuto escludere la contestazione di sosta vietata e quindi rendere rilevante la querela di falso.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha rilevato che la doglianza mirava, in sostanza, a una rivalutazione della motivazione di merito non consentita dal vigente art. 360, n. 5, c.p.c.; inoltre, il fatto controverso era stato esaminato dal giudice di appello, sicché non ricorreva alcun omesso esame di un fatto decisivo. La motivazione del tribunale è stata ritenuta idonea a soddisfare il minimo costituzionale e non contraddittoria, poiché era plausibile che l'agente avesse assistito alla guida fino al successivo parcheggio irregolare. È stato anche osservato che non era consentito chiedere in cassazione il sindacato sull'ordinanza-ingiunzione. Non essendosi costituita la controparte, non vi è stata pronuncia sulle spese; è stato invece dato atto, ai sensi dell'art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002, dell'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 360, n. 3, c.p.c.

    invocato per falsa applicazione della norma sanzionatoria, ma la censura è stata ritenuta inidonea a superare la decisione di merito.

  • art. 360, n. 5, c.p.c.

    non consente il sindacato sulla motivazione in termini di mera revisione del ragionamento decisorio; è censurabile solo l'omesso esame di un fatto storico decisivo e controverso.

  • art. 218 c. str.

    richiamato dalla ricorrente in relazione alla contestazione e alla pretesa falsità del verbale.

  • art. 132 c.p.c.

    richiamato per lamentata insufficiente o contraddittoria motivazione.

  • art. 111 Cost.

    richiamato a sostegno della doglianza sulla motivazione della decisione.

  • art. 6, comma 1, l. n. 241/1990

    richiamato dalla ricorrente nel quadro delle censure sul provvedimento amministrativo.

  • art. 2697 c.c.

    richiamato dalla ricorrente, ma non ritenuto decisivo ai fini dell'ammissibilità del ricorso.

  • artt. 221 ss. c.p.c.

    richiamati in relazione alla querela di falso.

  • art. 360-bis, n. 1, c.p.c.

    lo scrutinio di questa norma, da compiersi su ciascun motivo e al momento della decisione, può condurre a declaratoria di inammissibilità del ricorso quando il motivo è inconsistente rispetto all'orientamento di legittimità.

  • art. 334, comma 2, c.p.c.

    evocato nel passaggio sulle conseguenze processuali della declaratoria di inammissibilità.

  • art. 348-bis c.p.c.

    richiamato come parametro di sistema nel ragionamento sulla funzione di filtro e sull'inammissibilità.

  • art. 606 c.p.p.

    richiamato analogicamente nel passaggio sulla funzione di filtro e sulla delibazione rapida dei ricorsi inconsistenti.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002

    impone, in caso di inammissibilità del ricorso e nei presupposti di legge, il versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115/2002

    parametro per determinare l'importo dell'ulteriore contributo unificato dovuto.

Massime di principio

  • Il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per ottenere una rivalutazione del merito o una nuova lettura della motivazione della sentenza impugnata.
  • L'omesso esame di un fatto decisivo sussiste solo quando un fatto storico, principale o secondario, sia stato del tutto trascurato dal giudice di merito; non ricorre quando il fatto sia stato esaminato, anche se la parte non condivida la valutazione compiuta.
  • La motivazione è censurabile in cassazione solo nei limiti del minimo costituzionale e non per mere asserite incongruenze logiche non idonee a integrare un vero vizio di omesso esame.
  • Quando la contestazione amministrativa e la dinamica dei fatti consentono una lettura compatibile con l'accertamento svolto dal giudice di merito, la deduzione di falsità o di incompatibilità della contestazione può essere priva di rilievo decisivo.
  • Il sindacato di legittimità non può essere trasformato in un controllo diretto sull'ordinanza-ingiunzione amministrativa, se l'impugnazione investe solo il ragionamento decisorio già compiutamente esaminato nei gradi di merito.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioni
RamiProcesso civile
SottomaterieRicorso per cassazione
IstitutiOnere della prova

Testo integrale

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