Cassazione Civile, Sentenza n. 898/2024 del 09/01/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Richiesta di rimborso di parte dell'IRES versata per l'anno 2010, conseguente al mancato utilizzo in dichiarazione di una minusvalenza derivante dalla cessione (31/05/2010) di una partecipazione (6,55%) in AlpiqH (holding svizzera). La controversia verteva sull'interpretazione dell'art. 87, comma 5, T.U.I.R.: se, ai fini di verificare se le partecipate della holding rappresentano "la maggior parte del valore del patrimonio sociale della partecipante" (condizione per escludere l'applicazione del regime di participation exemption), debba farsi riferimento al valore contabile (iscritto in bilancio) o al valore corrente/di mercato delle partecipazioni. La contribuente sosteneva che dovesse farsi riferimento al valore contabile; l'Amministrazione e poi i giudici di merito hanno ritenuto che occorra il valore corrente/di mercato.
La decisione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di A2A. Ha confermato il principio che, ai fini dell'art. 87, comma 5, T.U.I.R., il riferimento al "valore del patrimonio sociale" deve intendersi come valore corrente (di mercato) e non come valore contabile. Ha inoltre affermato che la definizione di 'società di partecipazione' contenuta nell'art. 162-bis T.U.I.R. (introdotto dal d.lgs. 142/2018 e fondato su criteri di valore contabile) non si applica alla disciplina speciale della participation exemption di cui all'art. 87. La Corte ha inoltre respinto i profili di incostituzionalità e le doglianze basate su principi comunitari e ha ritenuto inammissibile il motivo relativo alla compensazione delle spese; ha condannato A2A al pagamento delle spese di giudizio (liquidate in euro 40.000,00 oltre oneri).
Norme richiamate
art. 87 T.U.I.R. (participation exemption)
per le partecipazioni in società la cui attività consiste in via esclusiva o prevalente nell’assunzione di partecipazioni, i requisiti di cui alle lettere c) e d) del comma 1 si riferiscono alle società indirettamente partecipate e si verificano quando tali requisiti sussistono nei confronti delle partecipate che rappresentano la maggior parte del valore del patrimonio sociale della partecipante
La Corte interpreta il riferimento al "valore del patrimonio sociale" come valore corrente/di mercato e non come valore contabile iscritto in bilancio; norma speciale rispetto alle disposizioni generali sulle holding
art. 101, comma 1, T.U.I.R.
Stabilisce la deducibilità delle minusvalenze solo se non si è in presenza di plusvalenze esenti ai sensi dell'art. 87; la Corte ricava che, se sussistono i requisiti per la pex, le minusvalenze non sono deducibili
art. 162-bis T.U.I.R.
Definizione introdotta dal d.lgs. 142/2018 che individua le società di partecipazione sulla base di criteri contabili (valori di bilancio). La Corte ha stabilito che tale definizione non si applica alla disciplina speciale dell'art. 87; non prevale sulla lex specialis
art. 12 d.lgs. 29 novembre 2018, n. 142
Atto normativo che ha introdotto l'art. 162-bis e la nuova definizione di holding basata su valori di bilancio; la Corte rileva che il legislatore non ha esteso tale definizione all'art. 87
art. 15, comma 2, d.lgs. 31 dicembre 1992, n. 546
Norma processuale sulle gravi ed eccezionali ragioni per la compensazione delle spese: la Corte ricorda che la decisione sulla compensazione è rimessa al giudice del merito e il suo sindacato in Cassazione è limitato
Direttive ATAD (Direttiva 2016/1164/UE e Direttiva 2017/952/UE)
Richiamate come quadro di riferimento normativo che ha indotto l'introduzione di definizioni (es. art. 162-bis) nella disciplina nazionale; la Corte distingue gli ambiti di applicazione delle definizioni ATAD/recepite rispetto alla lex specialis dell'art. 87
art. 5 par. 4 del Trattato sull'Unione Europea (richiamato nel ricorso)
Richiamato dalla ricorrente per profili di diritto comunitario; la Corte ha ritenuto infondate le censure di violazione di principi comunitari (es. proporzionalità, non discriminazione) in ragione della finalità antielusiva dell'art. 87
Massime di principio
- Ai fini dell'art. 87, comma 5, T.U.I.R., il "valore del patrimonio sociale" va generalmente valutato con riferimento al valore corrente/di mercato delle partecipazioni e non al valore contabile iscritto in bilancio.
- La prova che i requisiti per la participation exemption (pex) sussistano in capo alle società partecipate dalla holding grava sul contribuente che invoca il beneficio e chiede un rimborso.
- Le definizioni introdotte successivamente e di carattere generale (es. art. 162-bis T.U.I.R. basata su valori contabili) non derogano automaticamente a norme speciali preesistenti; la lex specialis (art. 87) prevale sulla lex generalis.
- L'interpretazione in termini di valore corrente è coerente con la finalità antielusiva della pex: occorre guardare ai valori effettivi degli asset per impedire l'elusione tramite holding interposta.
- Le difficoltà pratiche del contribuente (es. molte partecipate, limitata accessibilità alle informazioni) non sono di per sé idonee a dichiarare la norma illegittima o irragionevole; l'onere probatorio resta in capo a chi chiede l'esenzione/rimborso.
- Le doglianze processuali circa la compensazione delle spese vengono valutate discretionarymente dal giudice di merito; la Cassazione non sostituisce questa valutazione salvo violazioni manifeste di legge.
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