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Sentenza

Sentenza del 28/01/2016 n. 404 - Comm. Trib. Reg. per il Lazio

Finanza locale - IMU - ICI - Distinzione tra terreni agricoli ed aree fabbricabili.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda la distinzione tra terreno agricolo e area fabbricabile ai fini dell'ICI disciplinata dal D.Lgs. n. 504/1992. L'area è considerata fabbricabile quando risulta utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, anche se tale strumento non è ancora stato approvato dalla Regione e anche in assenza di strumenti urbanistici attuativi. In tal caso, la base imponibile non è il reddito dominicale agricolo, ma il valore venale in comune commercio, valutato considerando l'effettiva e prossima possibilità di edificazione e gli eventuali costi e oneri di urbanizzazione.

La decisione

La qualificazione dell'area come fabbricabile dipende dall'inclusione della stessa nello strumento urbanistico generale adottato dal Comune, senza necessità che siano già intervenute l'approvazione regionale o l'adozione degli strumenti attuativi. L'ICI deve quindi essere dichiarata e liquidata sulla base del valore venale in comune commercio, con una possibile riduzione del valore in funzione della concreta difficoltà o lontananza dell'edificazione e degli oneri necessari per urbanizzare l'area. Il testo non specifica l'esito formale del giudizio né il soggetto che ha proposto il ricorso; la massima enuncia tuttavia un principio favorevole alla qualificazione urbanistica dell'area come edificabile ai fini fiscali.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 504/1992, disciplina dell'ICI

    Un'area è da considerarsi fabbricabile se utilizzabile a scopo edificatorio in base allo strumento urbanistico generale adottato dal Comune.

    Ai fini ICI, la natura edificabile dell'area sussiste già con l'adozione dello strumento urbanistico generale comunale, indipendentemente dall'approvazione regionale e dalla presenza di strumenti attuativi.

  • Art. 3, comma 2, D.L. n. 223/2006

    È richiamato tra i riferimenti normativi, ma dal testo fornito non emerge una specifica interpretazione autonoma della disposizione.

  • Art. 2135 c.c.

    È richiamato quale riferimento per la nozione di attività agricola, ma il principio centrale della decisione riguarda la qualificazione urbanistica dell'area ai fini ICI.

Massime di principio

  • Per stabilire se un terreno è edificabile ai fini ICI o IMU, occorre verificare anzitutto lo strumento urbanistico generale adottato dal Comune, non soltanto la situazione catastale o l'uso agricolo attuale.
  • L'edificabilità fiscale può sussistere anche prima dell'approvazione regionale dello strumento urbanistico e prima dell'approvazione dei piani attuativi.
  • La base imponibile di un'area edificabile è il valore venale in comune commercio, non necessariamente il valore massimo teorico: devono essere considerati la concreta e prossima possibilità di costruire, i vincoli esistenti, i tempi della procedura e gli oneri di urbanizzazione.
  • La destinazione agricola o l'effettiva coltivazione del terreno non escludono automaticamente l'edificabilità fiscale se lo strumento urbanistico comunale attribuisce all'area una potenzialità edificatoria.
  • In caso di contestazione, è opportuno esaminare gli atti urbanistici vigenti alla data d'imposta e documentare gli elementi che incidono sul valore venale, come vincoli, mancata approvazione dei piani attuativi, costi di urbanizzazione e concreta commerciabilità del bene.

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