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Sentenza

Sentenza del 03/11/2022 n. 4854 - Corte di giustizia tributaria di secondo grado del Lazio

Finanza locale - Ici - Imu - Coniugi - Abitazione principale - Esenzione - Residenza in Comune diverso - Spettanza.

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente impugna il diniego dell'esenzione IMU per l'immobile dichiarato abitazione principale perché il Comune ha ritenuto che, avendo i coniugi residenze anagrafiche in Comuni diversi, non ricorrano i presupposti per l'agevolazione. Il ricorrente sostiene invece che l'altro coniuge, per esigenze lavorative o altre necessità, è anagraficamente e abitualmente residente nell'immobile contestato e che, di conseguenza, l'immobile deve considerarsi abitazione principale ai fini dell'esenzione.

La decisione

Il giudice/giurisprudenza ha ritenuto che l'agevolazione IMU per l'abitazione principale si applica anche quando l'immobile è sito in Comune diverso da quello di residenza di uno dei coniugi, purché l'altro coniuge risieda anagraficamente e dimori abitualmente nell'immobile per esigenze lavorative o altre necessità. In sostanza è prevalsa una valutazione di fatto sulla coabitazione abituale e sulle esigenze familiari, non un automatismo basato esclusivamente sulla coincidenza delle residenze anagrafiche dei due coniugi.

Norme richiamate

  • d.l. 201/2011, art. 13

    L'art. 13 disciplina l'esenzione IMU per l'abitazione principale; è stato interpretato nel senso che l'agevolazione si applica quando l'immobile costituisce l'abitazione principale del nucleo familiare o del coniuge che vi dimora abitualmente, anche se le residenze anagrafiche dei coniugi risultano in Comuni diversi.

  • Corte Cost. 209/2022

    La sentenza costituzionale è richiamata per il principio secondo cui la nozione di 'abitazione principale' va valutata in concreto, tenendo conto della situazione di fatto (coabitazione abituale, esigenze lavorative e familiari) e non affidandosi esclusivamente alla residenza anagrafica formale.

Massime di principio

  • L'abitazione principale va valutata secondo la situazione di fatto: la residenza anagrafica di entrambi i coniugi nello stesso Comune non è condizione necessaria automatica per escludere l'esenzione.
  • Se un coniuge è anagraficamente e abitualmente residente nell'immobile per esigenze di lavoro o altre necessità, l'immobile può beneficiare dell'esenzione IMU anche se l'altro coniuge ha residenza in altro Comune.
  • La prova della dimora abituale può essere fornita con elementi fattuali (utenze, iscrizione a scuole, tessere sanitarie attive, contratto di lavoro vicino all'immobile, presenza effettiva continuativa), poiché l'amministrazione comunale può richiedere elementi che dimostrino l'effettiva coabitazione.
  • In caso di separazione di fatto o situazioni di vita familiare non stabilizzata, l'applicabilità dell'esenzione va valutata caso per caso: la finalità è tutelare la reale dimora principale del nucleo familiare, non le residenze formali.
  • L'onere della prova circa la sussistenza della dimora abituale grava sul contribuente che invoca l'esenzione, mentre il Comune può contestare fornendo elementi contrari; occorre dunque documentazione precisa.
  • È opportuno richiamare e verificare la giurisprudenza e i pronunciamenti costituzionali più recenti (es. Corte Cost. 209/2022) per l'interpretazione del concetto di abitazione principale e per argomentare le eccezioni legate a esigenze lavorative o familiari.

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