Cassazione Civile, Ordinanza n. 7637/2020 del 01/04/2020
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente (richiedente)
La controversia
La ricorrente aveva citato il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Gorizia davanti al Tribunale di Trieste per impugnare il rigetto prefettizio di due ricorsi gerarchici impropri proposti ai sensi dell’art. 36 del D.P.R. n. 223/1989. I ricorsi riguardavano la richiesta di accertare l’erroneità e correggere il luogo di nascita indicato su due certificati di residenza rilasciati dal Comune di Monfalcone. Le amministrazioni avevano eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario e l’inammissibilità per mancanza della condizione di proponibilità dell’azione; nel merito avevano chiesto il rigetto per insussistenza del diritto e, in subordine, per sopravvenuta carenza d’interesse, essendo scaduta la validità dei certificati. La ricorrente ha proposto regolamento preventivo di giurisdizione ex art. 41, primo comma, c.p.c., sostenendo che il diritto a una corretta certificazione anagrafica è un diritto soggettivo e che l’attività amministrativa è vincolata, sicché la controversia appartiene al giudice ordinario.
La decisione
Le Sezioni Unite hanno dichiarato la giurisdizione del giudice ordinario. Hanno ritenuto che la controversia, pur non riguardando l’iscrizione o il rifiuto di iscrizione anagrafica, abbia a oggetto il diritto soggettivo della richiedente alla corretta indicazione dei propri dati anagrafici, in un ambito di attività amministrativa vincolata. La Corte non ha deciso l’eccezione di sopravvenuta carenza d’interesse dovuta alla scadenza dei certificati, riservandone la valutazione al Tribunale di Trieste, competente anche a provvedere sulle spese del giudizio di regolamento.
Norme richiamate
art. 41, primo comma, c.p.c.
La sig.ra S. propone ricorso per regolamento preventivo di giurisdizione ai sensi dell’art. 41 c.p.c., comma 1.
La disposizione è il fondamento processuale del regolamento preventivo con cui la ricorrente ha chiesto alla Corte di stabilire la giurisdizione.
art. 36 D.P.R. n. 223/1989
S.Z. ha citato davanti al Tribunale di Trieste il Ministero dell’Interno e la Prefettura di Gorizia per impugnare il rigetto da parte del Prefetto di Gorizia di due ricorsi gerarchici impropri D.P.R. n. 223 del 1989, ex art. 36, aventi ad oggetto l’accertamento dell’erroneità e la richiesta di correzione della indicazione del luogo di nascita su due certificati di residenza rilasciati alla ricorrente dal Comune di Monfalcone.
La norma è richiamata quale base dei ricorsi gerarchici impropri presentati contro il rigetto della richiesta di correzione dei dati riportati nei certificati anagrafici; la Corte non ne sviluppa un’interpretazione autonoma.
Massime di principio
- Le controversie relative all’iscrizione e alla cancellazione nei registri anagrafici, considerata la natura vincolata dell’attività amministrativa e la posizione di diritto soggettivo coinvolta, appartengono alla giurisdizione del giudice ordinario.
- La giurisdizione ordinaria comprende anche la controversia diretta a ottenere la corretta indicazione dei dati anagrafici, benché non sia in discussione l’iscrizione o il rifiuto di iscrizione nei registri anagrafici.
- Nel regolamento preventivo di giurisdizione non va decisa la distinta questione della sopravvenuta carenza d’interesse alla rettifica: tale questione spetta al giudice ordinario individuato come munito di giurisdizione.
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