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Sentenza

Sentenza n. 2074/2026 - Milano, Sezione 5

per l'ottemperanza della sentenza n. 586/2024 del Tribunale di Pavia emessa in data 11/11/2024

Giustizia amministrativa202504485

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lombardia - Milano, Sez. VSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata integrale esecuzione, da parte del Ministero, della sentenza del Tribunale ordinario che aveva riconosciuto il diritto alla carta docente e ai relativi importi

Esito

CESSATA MATERIA DEL CONTENDERE

Favorevole al ricorrente (docente)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza ai sensi dell'art. 114 c.p.a. chiedendo che il Ministero desse integrale esecuzione alla sentenza del Tribunale di Pavia, passata in giudicato, con la quale era stato accertato il diritto alla carta docente per gli anni scolastici dal 2019/2020 al 2022/2023 e l'Amministrazione era stata condannata a mettere a disposizione la carta docente, o altro strumento equipollente, nonché a corrispondere i relativi importi. Nel corso del giudizio la ricorrente ha dichiarato che il Ministero aveva provveduto al pagamento delle somme dovute, chiedendo tuttavia la condanna dell'Amministrazione alle spese di lite.

La decisione

Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, ritenendo che il pagamento delle somme dovute costituisse attività amministrativa integralmente satisfattiva dell'interesse azionato e che non residuasse alcuna utilità concreta per una pronuncia di merito sull'ottemperanza. Ai fini delle spese, il Collegio ha svolto una valutazione virtuale della fondatezza della pretesa originaria, rilevando che il soddisfacimento del credito era intervenuto solo dopo l'instaurazione del giudizio e che, in assenza di tale sopravvenienza, il ricorso sarebbe stato meritevole di accoglimento. Ha quindi applicato il criterio della soccombenza virtuale e condannato il Ministero al pagamento di 800 euro, oltre accessori di legge, con distrazione in favore del difensore dichiaratosi antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    La disposizione costituisce il fondamento del ricorso per ottemperanza diretto a ottenere l'esecuzione del giudicato nei confronti dell'amministrazione.

  • art. 1, comma 121, l. 107/2015

    È la base normativa del beneficio economico riconosciuto alla docente dalla sentenza del giudice ordinario; il TAR non ne riesamina nel merito i presupposti, limitandosi a considerare l'avvenuto soddisfacimento del credito ai fini dell'ottemperanza.

Massime di principio

  • La cessazione della materia del contendere ricorre quando, nel corso del giudizio, l'amministrazione pone in essere un'attività integralmente satisfattiva dell'interesse azionato, tale da soddisfare pienamente e irretrattabilmente la posizione giuridica dedotta e da non lasciare alcuna utilità residua a una pronuncia di merito.
  • Quando la soddisfazione della pretesa avviene dopo l'instaurazione del giudizio, la regolazione delle spese può fondarsi sulla soccombenza virtuale, mediante la valutazione della fondatezza che il ricorso avrebbe avuto senza la sopravvenuta attività amministrativa.
  • Se l'amministrazione adempie spontaneamente al giudicato soltanto dopo la proposizione del ricorso per ottemperanza e la pretesa originaria sarebbe stata fondata, le spese possono essere poste a suo carico, anche se il giudizio viene definito con cessazione della materia del contendere.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaEstinzione, perenzione e improcedibilitàSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaSopravvenuta carenza di interesse

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