Sentenza n. 1280/2026 - Brescia, Sezione 1
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale ordinario di Brescia, Sezione Lavoro, n. 665/2024, che aveva riconosciuto il diritto alla carta elettronica del docente per gli anni scolastici dal 2018/2019 al 2021/2022
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha proposto ricorso per ottemperanza alla sentenza del Tribunale ordinario di Brescia, Sezione Lavoro, n. 665/2024, pubblicata il 30 maggio 2024 e passata in giudicato. La pronuncia riconosceva il diritto alla carta elettronica del docente prevista dall’art. 1, comma 121, l. 107/2015, per quattro anni scolastici, nella misura di 500 euro annui, e condannava il Ministero a renderla disponibile. La ricorrente ha dedotto l’inadempimento del Ministero e, dopo l’accredito delle somme, ha chiesto la declaratoria di cessazione della materia del contendere e la rifusione delle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, poiché il Ministero ha dato esecuzione alla sentenza ottemperanda: il 25 febbraio 2026 Sogei s.p.a. ha accreditato nel borsellino elettronico della ricorrente l’importo riconosciuto, circostanza da lei confermata. Ha posto le spese del giudizio di ottemperanza a carico del Ministero per soccombenza virtuale, rilevando che il tardivo adempimento confermava la fondatezza della pretesa. La liquidazione è stata contenuta in euro 500,00, oltre rimborso forfettario del 15%, CPA e IVA se dovuta, considerando sia il comportamento collaborativo del Ministero sia la serialità dei ricorsi analoghi, che consente di ripartire e ridurre l’impegno professionale per ciascun giudizio. Le spese sono state distratte in favore dei difensori dichiaratisi antistatari.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
In ragione di quanto sopra, si deve dichiarare la cessazione della materia del contendere ai sensi dell’art. 34, comma 5, c.p.a.
La sopravvenuta esecuzione integrale della sentenza ottemperanda, confermata dalla ricorrente, determina la cessazione della materia del contendere.
art. 4, comma 2, d.m. 55/2014
Analogamente alla fattispecie disciplinata dalla citata disposizione, anche nel caso in esame la situazione sostanziale e processuale dei ricorrenti assistiti dai medesimi difensori è identica, così come le questioni trattate, il che giustifica la liquidazione del compenso qui disposta.
Nel liquidare le spese in controversie seriali con posizioni sostanziali e processuali identiche e questioni analoghe, il giudice può considerare la ripartizione dell’impegno professionale tra i numerosi ricorsi e ridurre proporzionalmente il compenso.
Massime di principio
- Nel giudizio di ottemperanza, quando l’amministrazione esegue integralmente il giudicato nel corso del processo e il ricorrente conferma l’avvenuto adempimento, va dichiarata la cessazione della materia del contendere.
- L’adempimento tardivo del giudicato, quando conferma la fondatezza della pretesa azionata, giustifica la condanna dell’amministrazione alle spese secondo il criterio della soccombenza virtuale.
- Nella liquidazione dei compensi per contenziosi seriali, la sostanziale e processuale identità delle controversie e la possibilità di standardizzare le attività difensive possono giustificare una riduzione proporzionale del compenso per ciascun giudizio.
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