Sentenza del 17/11/2020 n. 26165 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuto difetto di interesse, ritenendo che la dichiarazione di rinuncia/il venir meno dell'interesse a proseguire il giudizio, a seguito dell'omologazione dell'accordo di ristrutturazione e dell'adempimento dei pagamenti, determinasse la cessazione della materia del contendere. Per tali ragioni non si è pronunciata nel merito e ha disposto la compensazione delle spese processuali.
Esito
Favorevole al resistente
Prevale l’amministrazione
La controversia
L'Agenzia delle Entrate aveva notificato a (---) s.r.l. un avviso di accertamento relativo all'anno d'imposta 2005 a seguito di verifica fiscale, rilevando operazioni oggettivamente inesistenti con riferimento ad acquisti/cessioni immobiliari. Venivano contestate: indebite deduzioni di costi ai fini IRES per Euro 763.678,39; indebite deduzioni di componenti negativi ai fini IRAP per Euro 733.631,00; indebita detrazione IVA per operazioni inesistenti per Euro 721.620,32; omessa fatturazione con IVA dovuta per Euro 5.600,00, oltre sanzioni. Il ricorso avverso l'avviso era stato respinto in primo e secondo grado. In cassazione il ricorrente ha poi comunicato che, nel frattempo, aveva ottenuto l'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ex art. 182‑bis L.F. e aveva adempiuto ai pagamenti dovuti, chiedendo la cessazione della materia del contendere.
Norme richiamate
Legge fallimentare - art. 182‑bis
L'omologazione dell'accordo di ristrutturazione dei debiti ai sensi dell'art. 182‑bis L.F., unitamente all'adempimento dei pagamenti previsti, può estinguere o far venir meno l'interesse a proseguire il giudizio tributario, comportando la cessazione della materia del contendere.
Giurisprudenza di legittimità (Cass. n. 19907/2018, n. 23161/2013, n. 23685/2008, n. 22806/2004)
Principi consolidati secondo cui la rinuncia sostanziale o il sopravvenuto venir meno dell'interesse determinano l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse.
Massime di principio
- Se il contribuente, durante il giudizio, ottiene l'omologazione di un accordo di ristrutturazione ex art. 182‑bis L.F. e adempie i pagamenti stabiliti, il processo tributario può diventare privo di interesse e il ricorso può essere dichiarato inammissibile per cessazione della materia del contendere.
- La cessazione della materia del contendere è un principio procedurale: comporta l'estinzione del processo senza decisione di merito, con possibile compensazione delle spese se la definizione è frutto di accordo/omologazione.
- Per ottenere la dichiarazione di cessazione è opportuno produrre tempestivamente il decreto di omologazione e le prove degli adempimenti al giudice (o comunicare la rinuncia formale), così da evitare ulteriori oneri processuali.
- La soluzione accordata (ristrutturazione/omologazione e pagamenti) non equivale automaticamente a una pronunciamento favorevole nel merito: il contribuente perde la possibilità di ottenere una pronuncia di assoluzione o di accertamento favorevole.
- Prima di procedere con un accordo di ristrutturazione che comprenda debiti fiscali, valutare l'entità degli importi estinti e gli effetti su eventuali crediti fiscali, sanzioni e rapporti con altri creditori, per evitare conseguenze non desiderate.
- In presenza di estinzione del giudizio per cessazione dell'interesse, le parti possono chiedere la compensazione delle spese; il giudice valuta in base alle circostanze e alla buona fede delle parti.
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