Sentenza n. 1855/2026 - Torino, Sezione 2
per l'annullamento del provvedimento prot n. 0023582 del 2/12/2024, con il quale il Comune di Racconigi ha negato il rilascio del permesso di costruire in sanatoria ai ricorrenti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Diniego di permesso di costruire in sanatoria relativo a fabbricati abusivi
Esito
Favorevole al resistente (comune)
Prevale l’amministrazione
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato il diniego comunale del 2 dicembre 2024 relativo alla domanda di permesso di costruire in sanatoria presentata il 7 novembre 2024. Il Comune aveva motivato il diniego ritenendo che i richiedenti non fossero più titolati a presentare l’istanza, poiché gli immobili erano stati acquisiti al patrimonio comunale per effetto dell’inottemperanza all’ordinanza di demolizione del 2007. I ricorrenti hanno dedotto la violazione degli artt. 31 e 36 del d.P.R. n. 380/2001, sostenendo che l’acquisizione non si fosse ancora perfezionata in assenza del completamento degli atti di frazionamento, trascrizione e immissione in possesso; hanno inoltre sostenuto che la domanda di sanatoria fosse proponibile anche dopo la scadenza del termine di novanta giorni, lamentato la contraddittorietà del comportamento comunale per avere l’amministrazione continuato negli anni a esaminare precedenti istanze di sanatoria e affermato che, dopo il rigetto della sanatoria, il Comune avrebbe dovuto adottare una nuova ordinanza di demolizione.
La decisione
Il TAR ha respinto il ricorso. Richiamando i principi dell’Adunanza plenaria n. 16/2023, ha affermato che l’inutile decorso del termine di novanta giorni fissato nell’ordinanza di demolizione produce automaticamente l’effetto ablativo della proprietà, senza necessità che si sia concluso l’ulteriore iter formale previsto dall’art. 31 del d.P.R. n. 380/2001. L’acquisizione gratuita opera quindi di diritto alla scadenza del termine e l’atto di accertamento dell’inottemperanza ha natura dichiarativa, costituendo titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione. Poiché la domanda del 7 novembre 2024 era stata presentata molti anni dopo la scadenza del termine assegnato nel 2007, i ricorrenti non erano più titolari dell’immobile e difettavano della legittimazione a chiedere la sanatoria. Il Collegio ha inoltre precisato che l’istanza di accertamento di conformità può essere presentata entro la scadenza del termine per demolire o, nei casi previsti, prima dell’irrogazione delle sanzioni alternative, salva eventuale proroga motivata da concreta volontà demolitoria e oggettiva impossibilità di completare il ripristino. La presentazione di un’istanza di sanatoria non rende inefficace l’ordinanza di demolizione, ma ne sospende l’efficacia; in caso di rigetto, l’ordine riacquista piena efficacia e non è necessaria l’adozione di una nuova ordinanza di identico contenuto. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della vicenda.
Norme richiamate
art. 31 d.P.R. n. 380/2001
L’acquisizione gratuita al patrimonio comunale prevista dall’art. 31 del Testo unico opera di diritto ed automaticamente, allo scadere del termine stabilito nell’ordinanza di demolizione.
L’inutile decorso del termine di novanta giorni per ottemperare all’ordine di demolizione determina automaticamente l’acquisizione dell’immobile e dell’area di sedime al patrimonio comunale. L’atto formale di accertamento dell’inottemperanza ha natura dichiarativa e vale quale titolo per l’immissione in possesso e la trascrizione.
art. 36 d.P.R. n. 380/2001
Il proprietario dell’immobile ha facoltà di proporre istanza di accertamento di conformità, ex art. 36 del d.P.R. n. 380 del 2001, fino alla scadenza del termine indicato per demolire o ridurre in pristino.
La domanda di accertamento di conformità deve essere proposta entro la scadenza del termine per demolire o, quando non sia possibile la demolizione, prima dell’irrogazione delle sanzioni alternative previste dagli artt. 33 e 34, salvo proroga nei casi indicati dalla giurisprudenza.
artt. 33 e 34 d.P.R. n. 380/2001
prima dell’irrogazione delle sanzioni previste in alternativa dagli artt. 33 e 34 del Testo unico
Quando la demolizione o il ripristino non siano possibili, la domanda di sanatoria può essere presentata prima dell’irrogazione delle sanzioni alternative previste da tali disposizioni.
Massime di principio
- L’inutile decorso del termine di novanta giorni fissato nell’ordinanza di demolizione produce automaticamente l’acquisizione gratuita dell’immobile abusivo e dell’area di sedime al patrimonio comunale; gli atti successivi di accertamento, frazionamento, trascrizione e immissione in possesso hanno funzione dichiarativa o esecutiva e non costitutiva dell’acquisto.
- L’acquisizione dell’immobile abusivo al patrimonio comunale opera a titolo originario dalla scadenza del termine assegnato per la demolizione, sicché il precedente proprietario perde la legittimazione a presentare una domanda di accertamento di conformità successivamente a tale momento.
- La domanda di permesso di costruire in sanatoria ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001 può essere proposta fino alla scadenza del termine per demolire o ripristinare, oppure, quando la demolizione non sia possibile, prima dell’irrogazione delle sanzioni alternative; una domanda tardiva non può impedire gli effetti acquisitivi già verificatisi.
- La presentazione di una domanda di sanatoria non determina l’inefficacia dell’ordinanza di demolizione, ma ne sospende temporaneamente l’efficacia; in caso di rigetto della domanda, l’ordinanza riacquista piena efficacia senza che l’amministrazione debba adottare un nuovo provvedimento demolitorio di contenuto identico.
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