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Sentenza

Sentenza n. 1139/2026 - Salerno, Sezione 2

Giustizia amministrativa202501792

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: nota comunale con cui, in relazione all’Autorizzazione Unica ZES per l’ampliamento di un manufatto industriale, sono stati richiesti il contributo straordinario, oneri di urbanizzazione e ulteriori adempimenti, con riserva di monetizzazione degli standard urbanistici e previsione dell’automatica sospensione dei lavori in caso di mancato riscontro

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La società ha impugnato la nota comunale e gli atti presupposti, chiedendone l’annullamento e, in giurisdizione esclusiva ex art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a., l’accertamento della non debenza delle somme richieste. La nota imponeva il pagamento di euro 18.280,00 a titolo di contributo straordinario ai sensi dell’art. 16, comma 4, lett. d-ter), d.P.R. n. 380/2001, il pagamento di euro 406.149,00 per costi diretti e indiretti di urbanizzazione, la consegna di elaborati cartacei e si riservava di richiedere la monetizzazione delle aree destinate a standard urbanistico. Il Comune si è costituito eccependo l’inammissibilità e comunque l’infondatezza del ricorso. Prima della decisione, la società ha dichiarato, con memoria e poi in udienza, di non avere più interesse alla decisione di merito.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse, senza esaminare i motivi di legittimità relativi alla debenza dei contributi, agli oneri di urbanizzazione, alla monetizzazione degli standard e agli atti presupposti. Il giudice ha rilevato che il processo amministrativo è fondato sul principio dell’istanza di parte e che il ricorrente può disporre dell’azione sino al momento in cui la causa è trattenuta per la decisione, dichiarando di non avere più interesse alla pronuncia. In tale situazione il giudice deve prendere atto della dichiarazione e non può procedere d’ufficio né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire. Le spese di giudizio sono state compensate, tenuto conto dell’andamento del giudizio.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Consente la declaratoria di improcedibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell’ambito della decisione in camera di consiglio sul ricorso divenuto improcedibile.

  • art. 133, comma 1, lett. f), c.p.a.

    Individua la giurisdizione esclusiva amministrativa invocata dalla ricorrente per l’accertamento della non debenza delle somme richieste in materia urbanistico-edilizia.

  • art. 16, comma 4, lett. d-ter), d.P.R. n. 380/2001

    Indicato dal Comune quale base normativa per la richiesta del contributo straordinario.

Massime di principio

  • Il ricorrente può disporre dell’azione amministrativa sino al momento in cui la causa viene trattenuta per la decisione e può dichiarare di non avere più interesse alla pronuncia di merito.
  • Quando il ricorrente dichiara in modo univoco la sopravvenuta carenza di interesse, il giudice amministrativo deve dichiarare l’improcedibilità del ricorso e non può esaminare d’ufficio il merito né sostituirsi alla parte nella valutazione dell’interesse ad agire.

Come è indicizzato

MaterieContributo di costruzione e oneriPiani attuativi e lottizzazioniEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiEdiliziaUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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