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Sentenza

Sentenza n. 5602/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 4

per l'ottemperanza della sentenza del Consiglio di Stato, Sez. IV n. 10976 del 18 dicembre 2023, resa tra le parti.

Giustizia amministrativa202601374

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. IVSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: deliberazione del Consiglio comunale di Milano n. 93 del 4 dicembre 2025, recante approvazione di una variante puntuale sul regime urbanistico del complesso immobiliare denominato Pirellino

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

La controversia

La società ha proposto ricorso per ottemperanza alla sentenza del Consiglio di Stato n. 10976/2023, deducendo la nullità della variante puntuale per violazione o elusione del giudicato e, in subordine, l'annullamento della stessa. Secondo la ricorrente, la sentenza del 2023 aveva riconosciuto un legittimo affidamento maturato nel corso della gara pubblica di alienazione dell'immobile e aveva imposto al Comune, qualora intendesse nuovamente assoggettare il compendio alla disciplina urbanistica più onerosa relativa all'edilizia residenziale sociale, di motivare specificamente sia la necessità di reperire ERS proprio in quell'area sia la prevalenza di tale esigenza sull'affidamento della società. La ricorrente ha sostenuto che la nuova variante, pur confermando l'obbligo di destinare il 40% della superficie lorda derivante dal mutamento da destinazione terziaria a residenziale all'ERS, non avrebbe rispettato il giudicato.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha delimitato il contenuto del giudicato sulla base della sequenza petitum-causa petendi-motivi-decisum, rilevando che la sentenza del 2023 aveva annullato in parte qua il PGT e imposto al Comune di riesercitare il potere pianificatorio con piena discrezionalità, ma con congrua esternazione delle ragioni della scelta, soprattutto ove fosse nuovamente imposta una disciplina urbanistica deteriore. Ha ritenuto che la variante puntuale n. 93/2025 abbia ottemperato al giudicato, poiché gli atti del procedimento chiariscono: da un lato, le ragioni della previsione relativa alla quota di ERS, individuate nella carenza di offerta abitativa per la fascia intermedia, nella polarizzazione delle funzioni urbane e nella necessità di riequilibrio del mix sociale; dall'altro, le ragioni della localizzazione dell'intervento proprio presso il Pirellino, evidenziando la ridotta dotazione di servizi abitativi nel NIL Porta Garibaldi, l'assenza di nuove previsioni e i valori locativi superiori alla media cittadina. Il giudice ha precisato che ogni valutazione sull'insufficienza, incongruità o irragionevolezza della motivazione appartiene al giudizio di cognizione davanti al TAR e non al giudizio di ottemperanza. Ha quindi respinto la domanda di nullità per violazione o elusione del giudicato e, quanto alla domanda subordinata di annullamento, ha dichiarato l'incompetenza funzionale del Consiglio di Stato, indicando quale giudice competente il TAR per la Lombardia e disponendo la riassunzione del giudizio. Le spese sono state integralmente compensate.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Disciplina il giudizio di ottemperanza, diretto a verificare l'esatto adempimento dell'obbligo dell'amministrazione di conformarsi al giudicato.

  • art. 32, comma 2, c.p.a.

    il giudice qualifica l'azione proposta in base ai suoi elementi sostanziali

    Consente al giudice di qualificare l'azione e, quando ne ricorrono i presupposti, di convertire l'azione di ottemperanza in azione di cognizione, con riassunzione davanti al giudice competente.

  • art. 26, comma 1, c.p.a.

    Richiamato, insieme all'art. 92, comma 2, c.p.c., quale base per la compensazione delle spese in presenza di eccezionali ragioni.

  • art. 92, comma 2, c.p.c.

    Richiamato quale fondamento della compensazione integrale delle spese per la particolare natura delle questioni controverse.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, la verifica dell'esatto adempimento del giudicato richiede l'interpretazione del comando giudiziale sulla base della sequenza petitum, causa petendi, motivi e decisum, senza estendere il contenuto conformativo oltre quanto effettivamente statuito.
  • Quando una sentenza annulla una scelta urbanistica per difetto di motivazione e impone la riedizione del potere, l'amministrazione conserva piena discrezionalità nella nuova decisione, ma deve esplicitare in modo congruo le ragioni della scelta, soprattutto se intende ripristinare una disciplina più gravosa per il destinatario.
  • La nuova valutazione sulla sufficienza, congruità o ragionevolezza della motivazione del provvedimento rieditato appartiene al giudizio di cognizione e non può essere trasformata in una verifica di violazione o elusione del giudicato, quando l'amministrazione abbia effettivamente riesercitato il potere e dato conto delle ragioni richieste dalla sentenza.
  • Se il giudice dell'ottemperanza respinge la domanda di nullità per violazione o elusione del giudicato ma rileva che è stata proposta anche una domanda di annullamento del nuovo provvedimento, deve dichiarare la propria incompetenza funzionale su quest'ultima domanda e disporre la riassunzione davanti al giudice competente per la cognizione, previa conversione dell'azione ai sensi dell'art. 32, comma 2, c.p.a.

Come è indicizzato

MateriePiani regolatori e variantiGiudizio di ottemperanzaGiurisdizione e riparto
RamiUrbanistica e governo del territorioProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad actaEffetto conformativo e riedizione del potereLegittimo affidamentoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

Testo integrale

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