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Sentenza

Sentenza n. 3763/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 6

per la riforma della sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte n. 00834/2023, resa tra le parti;

Giustizia amministrativa202403838

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Diniego dell’indennità di missione connessa al distacco temporaneo d’ufficio presso un istituto penitenziario situato in diversa provincia

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (militare)

Prevale il privato

La controversia

Il dipendente ha impugnato il provvedimento del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria che gli aveva negato l’indennità di missione per il periodo di distacco temporaneo, disposto per ragioni di incompatibilità ambientale e senza oneri per l’Amministrazione, presso una sede distante circa 90 chilometri da quella ordinaria. Il diniego era motivato sul presupposto che il distacco, essendo temporaneo e riconducibile a fatti imputabili al dipendente, non fosse assimilabile al trasferimento d’ufficio definitivo per esigenze di servizio. Il TAR aveva respinto il ricorso ritenendo che il distacco fosse collegato a fatti di rilevanza penale occorsi nella sede di provenienza e quindi imputabile all’interessato. In appello il dipendente ha dedotto error in iudicando, falsa applicazione dell’art. 1 della l. n. 836/1973 ed eccesso di potere, sostenendo che il trasferimento per incompatibilità ambientale costituisce comunque un trasferimento d’autorità disposto nell’interesse dell’Amministrazione, indipendentemente dalla sua durata e qualificazione formale. Ha inoltre dedotto che la negazione dell’indennità avrebbe trasformato il trasferimento in una misura sostanzialmente sanzionatoria e ha evidenziato la propria assoluzione nel procedimento penale relativo ai fatti posti a fondamento dell’allontanamento.

La decisione

L’appello è stato accolto e la sentenza del TAR è stata riformata. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che il diritto all’indennità di missione dipenda dall’effettiva destinazione del dipendente a prestare servizio fuori dalla sede ordinaria, a una distanza di almeno 30 chilometri, senza che assumano rilievo decisivo né la durata dell’assegnazione né la qualificazione formale del provvedimento come distacco o trasferimento. Anche il trasferimento o distacco per incompatibilità ambientale rientra nei trasferimenti d’autorità per esigenze di servizio: la sua finalità tipica è cautelare, volta a ripristinare il corretto e sereno funzionamento dell’ufficio, e non sanzionatoria o disciplinare. Negare l’indennità sul presupposto della riferibilità del mutamento di sede al comportamento del dipendente attribuirebbe alla misura una funzione sanzionatoria non prevista e potrebbe favorire l’uso distorto del distacco per allontanare dipendenti sgraditi. Il Collegio ha quindi annullato il diniego e accertato il diritto del dipendente all’indennità di missione per il periodo di distacco provvisorio disposto dal Ministero della Giustizia. Le spese di entrambi i gradi sono state compensate in ragione della novità della questione e della peculiarità dei fatti.

Norme richiamate

  • art. 1 l. n. 836/1973

    Ai dipendenti civili dello Stato, compresi quelli delle amministrazioni con ordinamento autonomo, ed agli appartenenti alle forze armate ed ai corpi organizzati militarmente comandati in missione isolata fuori della ordinaria sede di servizio, in località distanti almeno 30 chilometri, spettano le indennità di trasferta di cui alle unite tabelle A, B, C, D, E ed F per ogni 24 ore (ivi compreso il tempo occorrente per il viaggio) di assenza dalla sede. Per le ore residuali spettano le indennità orarie di cui all'articolo 3 della presente legge.

    Il diritto all’indennità sorge quando il dipendente sia destinato d’ufficio a prestare servizio fuori dalla sede ordinaria, a una distanza di almeno 30 chilometri, indipendentemente dalla durata dell’assegnazione e dalla qualificazione formale come distacco o trasferimento; la regola opera anche per il distacco temporaneo disposto per incompatibilità ambientale.

  • art. 7, comma 2, l. n. 231/1990

    Richiamato nel provvedimento amministrativo quale base delle ragioni di opportunità e cautela poste a fondamento dell’allontanamento dalla sede e dalle funzioni; la sentenza non ne sviluppa una specifica interpretazione.

  • art. 73 c.p.a.

    Richiamato per lo scambio delle memorie prima dell’udienza pubblica; nessuna ulteriore interpretazione decisiva nel merito.

Massime di principio

  • Ai fini del riconoscimento dell’indennità di missione prevista dall’art. 1 della l. n. 836/1973, rileva l’effettiva destinazione d’ufficio del dipendente a prestare servizio fuori dalla sede ordinaria, in una località distante almeno 30 chilometri, indipendentemente dalla durata dell’assegnazione e dalla sua qualificazione formale come distacco o trasferimento.
  • Il distacco temporaneo disposto per incompatibilità ambientale rientra nei trasferimenti d’autorità per esigenze di servizio e dà diritto all’indennità di missione quando ricorra il requisito della distanza dalla sede ordinaria.
  • Il trasferimento per incompatibilità ambientale ha, in via tipica, finalità cautelare e organizzativa, diretta a ripristinare il corretto funzionamento dell’ufficio, e non costituisce di per sé una sanzione disciplinare né presuppone necessariamente un comportamento contrario ai doveri d’ufficio.
  • L’Amministrazione non può negare l’indennità di missione qualificando il mutamento di sede come distacco temporaneo per incompatibilità ambientale e imputandolo genericamente al comportamento del dipendente, poiché ciò trasformerebbe indebitamente l’indennità in uno strumento sanzionatorio e potrebbe consentire un uso distorto del trasferimento d’autorità.

Come è indicizzato

MaterieTrasferimenti e impiegoResponsabile del procedimento e competenza
RamiForze armate e forze di poliziaProcedimento amministrativo
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaProporzionalità e ragionevolezza

Testo integrale

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