Cassazione Penale, Sentenza n. 28997/2026 del 30/07/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (pubblico ministero)
La controversia
La pronuncia riguarda il riesame di una misura cautelare reale: il Tribunale del riesame di Frosinone aveva rigettato l'appello proposto contro il diniego di revoca di un sequestro preventivo disposto in relazione a reati fiscali. Il ricorrente, in proprio e quale legale rappresentante della società interessata, proponeva ricorso per cassazione articolando due censure: con la prima denunciava un asserito difetto assoluto di motivazione dell'ordinanza impugnata, sostenendo che il giudice non avesse esaminato nel merito le deduzioni difensive sulla insussistenza del fumus dei reati contestati e sui nuovi elementi addotti; con la seconda lamentava l'omessa motivazione sulla richiesta di revoca parziale del sequestro per sproporzione rispetto alle ipotesi contestate. Il Procuratore generale chiedeva l'inammissibilità del ricorso.
La decisione
La Corte ha dichiarato inammissibili entrambi i motivi. Ha ritenuto manifestamente infondato il primo, affermando che, in materia di sequestro preventivo, l'appello ex art. 322-bis c.p.p. ha effetto devolutivo e consente al giudice di gravame di sanare anche l'assenza o l'insufficienza di motivazione; tuttavia, dopo l'emissione del decreto che dispone il giudizio, la questione del fumus commissi delicti non è più proponibile, poiché la verifica sulla consistenza dell'accusa è già stata compiuta dal giudice del dibattimento preliminare. Il secondo motivo è stato dichiarato inammissibile perché non risultava devoluto in appello e il ricorrente non aveva contestato tale rilievo, con conseguente operatività della preclusione di cui all'art. 606, comma 1, lett. c), c.p.p. Il ricorso è stato quindi respinto in rito con condanna alle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
art. 322-bis c.p.p.
ha effetto devolutivo, attribuendo piena cognizione al giudice del gravame
Nel procedimento di riesame delle misure reali, l'appello cautelare reale devolve integralmente la cognizione al giudice del gravame, che può rimediare a carenze o mancanze motivazionali del provvedimento impugnato.
art. 606, comma 1, lett. c), c.p.p.
La censura non devoluta al giudice dell'appello cautelare non può essere proposta per la prima volta in cassazione ed è quindi inammissibile.
Massime di principio
- In materia di sequestro preventivo, la proposizione del decreto che dispone il giudizio o del decreto di giudizio immediato preclude nel riesame la contestazione del fumus commissi delicti, perché la verifica sulla consistenza dell'imputazione è già stata effettuata in sede giurisdizionale.
- L'appello contro i provvedimenti in materia di sequestro preventivo ha piena cognizione devolutiva: il giudice del gravame può colmare sia l'insufficienza sia la mancanza di motivazione del provvedimento impugnato.
- Le questioni non dedotte nel grado di merito non sono proponibili per la prima volta in cassazione; in difetto di specifica devoluzione, il motivo è inammissibile.
- Quando il ricorso per cassazione ripropone censure già precluse o non devolute, la Corte può dichiararlo inammissibile con conseguente condanna alle spese e al pagamento della somma alla Cassa delle ammende.
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