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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 09788/2026 del 13/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Conflitto positivo di competenza sorto perché, in distinti procedimenti penali per reati tributari e fiscali (in particolare indebite compensazioni ex art. 10-quater, comma 2, d.lgs. 74/2000 e emissione di fatture per operazioni inesistenti ex art. 8 d.lgs. 74/2000), piu' giudici stavano contemporaneamente prendendo cognizione degli stessi fatti e/o di fatti ontologicamente identici riferiti agli stessi imputati (Giuseppe Antonio Zinghinì e Vitantonio Fanelli). Il GUP di Milano ha ritenuto la propria competenza in base all'indicazione del locus commissi delicti e, per alcune imputazioni, al criterio residuale di cui all'art. 18 d.lgs. 74/2000. Le questioni riguardavano la sovrapposizione di capi di imputazione tra i procedimenti pendenti a Milano, Roma, Teramo, Genova e Bari, nonche' la possibile applicazione del criterio di continenza tra regiudicande.

La decisione

La Corte ha dichiarato il conflitto sussistente e ha ripartito la competenza territoriale fra le Autorita' coinvolte: ha dichiarato la competenza del Giudice dell'udienza preliminare del Tribunale di Milano in relazione all'imputazione di cui al capo F), sesta riga di tabella (coincidente con il terzo capo del procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Roma) e in relazione al capo F), undicesima riga di tabella (nella parte coincidente con il capo A) del procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Genova) relativamente a Giuseppe Antonio Zinghinì; ha dichiarato la competenza del Tribunale di Teramo per la contestazione ricompresa nel capo F), tredicesima riga (inclusa nella piu' ampia imputazione di cui al capo B) del procedimento pendente a Teramo) sempre con riferimento a Zinghinì, anche in ragione della continenza e della maggiore gravita' dei reati contestati dinanzi a Teramo; ha affermato la competenza del Tribunale di Bari con riferimento all'imputazione di emissione di fatture per operazioni inesistenti (capo C), nella parte in cui è continente rispetto al procedimento pendente dinanzi al Tribunale di Bari, con specifico richiamo alla sede della societa' emittente (Brio Group) e all'applicazione del criterio della continenza. In sintesi: la competenza e' stata ripartita tra Milano, Teramo e Bari a seconda dei singoli capi e della loro sovrapposizione, con esclusione di una soluzione esclusivamente favorevole a Milano per tutte le imputazioni.

Norme richiamate

  • art. 8 d.lgs. n. 74 del 2000

    Fatto oggetto di contestazione: emissione di fatture per operazioni inesistenti; la competenza va determinata avendo riguardo alla formulazione del capo di imputazione e al luogo indicato (sede societa' emittente), salvo errori macroscopici nella formulazione

  • art. 10-quater, comma 2, d.lgs. n. 74 del 2000

    Riguarda il delitto di indebita compensazione; ai fini della competenza territoriale rileva il luogo in cui e' effettuata l'ultima utilizzazione del credito inesistente mediante inoltro del modello F24, ovvero, se non individuabile, il luogo di accertamento del reato ai sensi dell'art. 18

  • art. 18 d.lgs. n. 74 del 2000

    Criterio residuale di determinazione del luogo di commissione del reato fiscale quando non sia possibile individuare il luogo dell'ultima utilizzazione del credito; puo' essere applicato per la determinazione della competenza territoriale ove il luogo dell'inoltro F24 non sia indicato

  • art. 28 cod. proc. pen. (comma 1, lett. b))

    Definizione di conflitto di competenza: sussiste quando piu' giudici ordinari prendono contemporaneamente cognizione dei medesimi fatti attribuiti alle stesse persone; da applicare per dirimere litispendenze

  • art. 16 cod. proc. pen.

    Regola sulla competenza per materia e gravita' che giustifica la concentrazione davanti all'autorita' cui e' ascritto il procedimento piu' grave; richiamata per assegnare competenza al Tribunale di Teramo perche' il reato contestato dinanzi a Teramo era piu' grave

  • art. 9 cod. proc. pen.

    Norma generale sulla competenza territoriale richiamata per contrasto con norme speciali come l'art. 18 d.lgs. 74/2000; la norma speciale prevale quando applicabile

Massime di principio

  • Il conflitto positivo di competenza va risolto applicando le norme ordinarie sulla competenza e non valutando lo stadio processuale (la litispendenza tra procedimenti per lo stesso fatto e medesima persona si regola come conflitto, non con appelli al ne bis in idem).
  • Per reati di indebita compensazione ex art. 10-quater d.lgs. 74/2000, la competenza territoriale si determina sul luogo dell'ultima utilizzazione del credito tramite F24; solo se non individuabile si applica il criterio residuale di art. 18.
  • La competenza territoriale si determina avendo riguardo alla formulazione del capo di imputazione salvo errori macroscopici: non sono ammesse ricostruzioni congetturali del luogo diverse da quanto riportato nell'imputazione.
  • In presenza di regiudicande continenti (continuità/continencia), prevale la concentrazione davanti al giudice del procedimento di maggiore ampiezza o gravita', a condizione che sussista l'identita' ontologica del fatto o la reale inclusione di una imputazione nell'altra.
  • La connessione fra reati diversi non sostituisce la regola della medesimezza del fatto ai fini del conflitto positivo; la connessione puo' incidere sulla determinazione della competenza solo nei limiti previsti dalle norme (es. art. 16 cod. pen. per gravita').

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