Cassazione Penale, Sentenza n. 40533/2022 del 26/10/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per cassazione avverso l'ordinanza del Tribunale di Tivoli del 6/12/2021 che aveva revocato la sospensione della pena (mesi 5 di reclusione e euro 1.000 di multa) inflitta con sentenza del 29/4/2013. Il ricorrente deduceva errata applicazione di legge sostenendo che, essendo stato in precedenza condannato (sentenza 29/11/2007, irrevocabile 29/1/2014) per fatto commesso quando era infraventunenne (pena anni 2 e euro 8.000), la sospensione concessa nel 2013 era legittima e rientrava nei limiti di legge.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto corretta la revoca della sospensione della pena perché la pena sospesa concerneva un fatto commesso il 29/12/2012 quando il ricorrente non era infraventunenne e, pur essendo la sentenza del 2007 dallo stesso indicata, al momento della decisione di primo grado tale sentenza non era ancora divenuta irrevocabile. Sussiste inoltre la presenza di una ulteriore condanna per fatto anteriormente commesso la cui pena supera i limiti stabiliti dall'art. 163 cod. pen., con la conseguenza che il beneficio della sospensione non poteva essere mantenuto. Per effetto del rigetto, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
art. 163 cod. pen.
La norma fissa limiti e condizioni per la concessione della sospensione condizionale della pena; la Corte ha interpretato che la presenza di una condanna anteriore la cui pena complessiva eccede i limiti dell'art. 163 impedisce il mantenimento del beneficio, anche considerando la rilevanza dell'epoca dei fatti e la definitività delle sentenze.
Massime di principio
- Per valutare la legittimità della sospensione condizionale della pena occorre considerare non solo l'entità della pena per il reato per cui è concessa, ma anche le condanne pregresse relative a fatti anteriori e l'eventuale superamento dei limiti previsti dall'art. 163 c.p.
- La data del fatto e l'età del reo al momento del fatto (es. infraventunenne) sono elementi rilevanti, ma devono essere valutati insieme alla situazione complessiva delle condanne pregresse: una precedente condanna anteriore alla stessa pena può incidere negativamente sulla concessione del beneficio.
- La definitività (irrevocabilità) della sentenza precedente è un elemento di valutazione, ma la Corte può considerare l'«elemento oggettivo» della esistenza di altre condanne e delle relative pene nel determinare la legittimità del beneficio; quindi occorre verificare attentamente le date delle sentenze e dei fatti e la loro incidenza sui limiti di legge.
- In ipotesi simili conviene analizzare e documentare con precisione: a) le date dei fatti; b) l'età dell'imputato al momento dei fatti; c) le date di emissione e di irrevocabilità delle sentenze pregresse; d) il cumulo delle pene ai fini del confronto con i limiti di legge (art. 163 c.p.).
- Se sussistono dubbi circa la rilevanza di condanne non ancora irrevocabili al momento della concessione del beneficio, è opportuno produrre in giudizio tutta la documentazione processuale e normativa rilevante e valutare tempestivamente i rimedi esperibili.
Testo integrale
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