Cassazione Penale, Sentenza n. 34910/2023 del 11/08/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente era stato condannato per avere introdotto nel territorio dello Stato 3.600 auricolari e detenuto per la vendita 588 confezioni di auricolari recanti segni distintivi ritenuti contraffatti, identici al modello comunitario n. 2199117-001 (Earpods Apple). Ha impugnato la conferma della condanna chiedendo: 1) che la Corte d'appello si pronunciasse sulla richiesta, avanzata tramite difensore con procura speciale, di applicare la disciplina dell'art. 545-bis c.p.p. (sospensione del procedimento per accesso alla pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità); 2) che il fatto fosse riclassificato sotto l'art. 517-ter c.p. (riguardante i modelli/disegni) e non sotto l'art. 474 c.p. (contraffazione di marchi/segni distintivi); 3) la mancanza o contraddittorietà della motivazione sull'elemento soggettivo (ignoranza del ricorrente circa l'illiceità del prodotto, affidamento al fornitore) e la presunta inattendibilità del teste Cacciatore, dipendente di società retribuita dal titolare del diritto, che avrebbe reso necessaria una perizia d'ufficio.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il secondo motivo e ha riqualificato i fatti nel reato previsto dall'art. 517-ter, secondo comma, cod. pen. (introduzione nel territorio nazionale e detenzione per la vendita di prodotti che usurpano un titolo di proprietà industriale, qui un modello comunitario registrato). Ha ritenuto inammissibile il terzo motivo (mancanza di interesse al gravame relativo a doglianze manifestamente infondate e divieto di riesame del merito probatorio in Cassazione) e infondato il primo motivo: l'istanza di applicazione della pena sostitutiva ai sensi dell'art. 545-bis c.p.p. non poteva essere efficacemente proposta prima della lettura del dispositivo di condanna (consenso dell'imputato alla sostituzione può essere espresso solo dopo che sia stata determinata la pena da sostituire) e, comunque, la memoria con la richiesta era tardiva rispetto ai termini processuali. La condanna e le misure accessorie (confisca e distruzione delle merci) sono rimaste confermate, salvo la diversa qualificazione giuridica del reato, che non ha inciso sul trattamento sanzionatorio.
Norme richiamate
art. 474 cod. pen.
La disposizione tutela la contraffazione di marchi e segni distintivi e non comprende i modelli; pertanto non è applicabile ai casi di mera usurpazione di disegno/modello quando non si tratti di marchio di forma.
art. 473 cod. pen.
Protegge la fase precedente alla immissione in commercio (fabbricazione/uso industriale) e può ricomprendere il modello; distinta dalla tutela prevista dall'art. 474.
art. 517-ter cod. pen.
Il secondo comma sanziona l'introduzione nello Stato, la detenzione per la vendita e la messa in vendita di beni realizzati usurpando o in violazione di un titolo di proprietà industriale (compresi i modelli comunitari); richiede dolo con fine di profitto, mentre la conoscibilità dell'esistenza del titolo di proprietà industriale è elemento sufficiente per l'imputazione soggettiva.
Regolamento CE n. 6/2002
Disciplina la protezione dei disegni e modelli comunitari (diritto esclusivo sull'aspetto esteriore). Il modello comunitario registrato dà tutela di natura diversa dal marchio e comporta protezione temporale secondo gli articoli del Regolamento.
art. 545-bis cod. proc. pen.
Introdotto dal d.lgs. n.150/2022 per disciplinare la possibilità di sostituire la pena detentiva con pene alternative; la Corte ha interpretato che il consenso dell'imputato alla sostituzione può essere prestato solo dopo la lettura del dispositivo (quando sia stata determinata la pena da sostituire) e dunque non è efficace una istanza anteriore alla pubblicazione del dispositivo.
art. 95, comma 1, d.lgs. n.150/2022
Le norme previste dal Capo III della legge 24 novembre 1981, n. 689, se più favorevoli, si applicano anche ai procedimenti penali pendenti in primo grado o in grado di appello al momento dell'entrata in vigore del presente decreto
La riforma può trovare applicazione ai procedimenti pendenti, ma le regole procedurali introdotte (art. 545-bis e connesse) richiedono il rispetto delle modalità e dei tempi stabiliti (consenso dopo dispositivo, acquisizione di informazioni dall'ufficio di esecuzione penale esterna, ecc.).
art. 445-bis cod. proc. pen.
Richiamato nella motivazione per evidenziare le modalità con cui il giudice procede nella valutazione dell'applicabilità della pena sostitutiva e gli adempimenti informativi e formali previsti prima dell'eventuale sostituzione.
art. 304, art. 310, art. 303 cod. proc. pen.
Norme richiamate con riferimento ai poteri di rinvio e alla fissazione dei termini per l'udienza connessa alla decisione sulla sostituzione della pena; indicano limiti temporali e rimedi impugnatori per le ordinanze in materia.
art. 53 e art. 58 legge 24 novembre 1981, n. 689
Riguardano le pene sostitutive e la disciplina relativa all'applicazione delle misure alternative alla detenzione; il giudice valuta le condizioni personali e sociali dell'imputato prima di disporre la sostituzione.
D.P.R. n. 309/1990, art. 94
Citato come fonte per acquisire certificazioni relative a disturbi da uso di sostanze o altri elementi sanitari utili alla decisione sulle misure alternative.
Massime di principio
- La contraffazione di marchi (art. 474 c.p.) è distinta dalla usurpazione o violazione di diritti sui modelli/disegni; quando l'oggetto materiale è il modello la fattispecie più appropriata è quella dell'art. 517-ter.
- Per il secondo comma dell'art. 517-ter è richiesto il dolo specifico (finalità di profitto); tuttavia la 'conoscibilità' dell'esistenza del diritto di privativa sui beni è sufficiente per l'imputazione soggettiva: l'ignoranza effettiva non esclude il reato se il diritto era conoscibile con elementi fattuali concreti.
- La riqualificazione giuridica del fatto in sede di legittimità (Cassazione) è possibile quando emerga che la condotta corrisponde a diversa fattispecie penale; tale riqualificazione può non incidere sul trattamento sanzionatorio se la cornice edittale è equivalente.
- Le istanze per l'applicazione di pene sostitutive disciplinate dall'art. 545-bis c.p.p. (introdotto dalla riforma) devono essere gestite secondo le formalità previste: il consenso dell'imputato alla sostituzione può essere espresso solo dopo la lettura del dispositivo che determina la pena da sostituire; richieste anteriori sono inidonee a vincolare il giudice.
- In Cassazione non è possibile ottenere il riesame del merito probatorio o far valutare la credibilità dei testi come fatto nuovo: i rilievi sulla attendibilità della prova testimoniale o sulla necessità di perizia sono, salvo gravi violazioni procedurali, inammissibili se consistono in richiesta di valutazione del merito.
- Un motivo di gravame palesemente infondato può rendere inammissibile l'impugnazione per carenza d'interesse quando, anche se accolto, non produrrebbe effetto utile in sede di rinvio.
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