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Cassazione Civile, Ordinanza n. 22742/2021 del 11/08/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (socio)

La controversia

La controversia nasce da domande reciproche di esclusione tra i due unici soci di una società in nome collettivo. La sentenza di merito aveva accolto entrambe le domande, ritenendo che ciascun socio avesse posto in essere gravi inadempimenti tali da integrare la causa di esclusione. In cassazione il socio escluso ha dedotto, con unico motivo, violazione dell'art. 2286 c.c. e inadeguatezza della motivazione, sostenendo che i comportamenti a lui imputati non fossero gravi né ingiustificati rispetto allo scopo sociale. Contestava quindi la valutazione di gravità dei fatti: mancata emissione di scontrini fiscali a clienti abituali, utilizzo di altra società riconducibile a lui e alla moglie per evadere un ordine diretto alla società, omesso pagamento di canoni di locazione dell'immobile sociale.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha ritenuto che la Corte d'appello avesse accertato in fatto, con giudizio non sindacabile in sede di legittimità, che i comportamenti addebitati al socio esprimevano la sostanziale assenza di affidamento reciproco tra i soci e compromettevano la fiducia necessaria nei rapporti sociali, integrando quindi la causa di esclusione ex art. 2286 c.c. Le censure del ricorrente miravano in realtà a una nuova valutazione del merito e delle risultanze probatorie, attività preclusa in cassazione. Il ricorso è stato quindi respinto in rito, con condanna del ricorrente alle spese e all'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 2286 c.c.

    La gravità dei comportamenti del socio, idonei a compromettere il rapporto fiduciario tra i soci e la gestione sociale, integra causa di esclusione dalla società di persone.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115 del 2002

    In caso di inammissibilità del ricorso sussistono i presupposti per il versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

  • art. 13, comma 1-bis, d.P.R. n. 115 del 2002

    L'ulteriore importo è commisurato a quello dovuto per il ricorso secondo la disciplina del contributo unificato.

Massime di principio

  • Nelle società di persone la causa di esclusione del socio può essere integrata da comportamenti che, pur non dovendo necessariamente coincidere con un inadempimento contrattuale tipizzato, siano oggettivamente idonei a incrinare in modo apprezzabile il vincolo fiduciario tra i soci e la corretta gestione sociale.
  • In sede di legittimità non è consentito rimettere in discussione la ricostruzione dei fatti e la valutazione delle prove compiute dal giudice di merito, quando la censura si traduca in una richiesta di nuova rivalutazione del materiale istruttorio sotto la veste formale della violazione di legge.
  • La violazione dell'art. 2286 c.c. non può essere utilmente dedotta se, in concreto, la critica mira soltanto a contestare l'apprezzamento di gravità e attendibilità delle condotte compiuto dal giudice di merito.
  • L'inammissibilità del ricorso comporta la condanna del ricorrente alle spese e, se ne ricorrono i presupposti, l'obbligo di versare l'ulteriore importo a titolo di contributo unificato.

Come è indicizzato

MaterieAmministratoriPartecipazioni socialiRicorso per cassazione
RamiSocietarioProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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