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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 739/2022 del 12/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della custodia cautelare in carcere per il delitto di concorso in tentativo di rapina aggravata, censurando la motivazione del Tribunale del riesame in ordine alla sussistenza del rischio di reiterazione del reato. Hanno reclamato genericità della motivazione, rilevando che il riesame avrebbe fatto richiamo a precedenti non sussistenti (i ricorrenti risultano in sostanza incensurati) e si sarebbe limitato a descrivere le modalità del fatto senza indicare elementi concreti e specifici necessari per la prognosi di reiterazione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i ricorsi. Ha ritenuto conforme alla giurisprudenza prevalente la valutazione del Tribunale del riesame in ordine all'attualità del pericolo di reiterazione: il giudice della cautela può effettuare una valutazione prognostica basata sulle modalità del fatto, sulla personalità del soggetto e sul contesto socio-ambientale, anche in assenza di immediate opportunità di ricaduta. Nel caso concreto la Corte ha ritenuto congrua e coerente la motivazione del riesame, fondata sull'esistenza di una condotta coordinata e premeditata, su elementi come lo spostamento in zona lontana dalle dimore abituali e la mancanza di documentate fonti di reddito lecite, tali da far ritenere che i soggetti traessero risorse da delitti predatori. Conseguentemente i ricorsi sono stati respinti e i ricorrenti condannati al pagamento delle spese processuali; inoltre la cancelleria è stata incaricata degli adempimenti di cui all'art. 94.1-ter disp. attuaz. c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 274, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    L'articolo è interpretato nel senso che il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione non richiede la dimostrazione di specifiche e immediate occasioni di ricaduta, ma una valutazione prognostica sulla possibilità di condotte reiterative basata su elementi concreti quali modalità del fatto, personalità dell'indagato e contesto socio-ambientale

  • art. 94.1-ter disp. attuaz. c.p.p.

    Norma procedurale richiamata per gli adempimenti a carico della cancelleria a seguito della decisione; la Corte ha disposto l'inoltro degli atti secondo quanto previsto da tale disposizione

  • art. 23, comma 8, D.L. n. 137/2020

    Citata in relazione alla presentazione della requisitoria scritta dal Procuratore Generale; la norma regola la forma della requisitoria in casi procedurali specifici e qui attesta la partecipazione del Pubblico Ministero in sede di legittimità

Massime di principio

  • Il requisito dell'attualità del pericolo di reiterazione va valutato in chiave prognostica: non è necessaria l'esistenza di opportunità immediate di commissione del reato, ma una valutazione complessiva e motivata della persistenza del pericolo.
  • La motivazione basata sulle modalità del fatto (ad es. premeditazione, coordinamento, spostamento in luogo non abituale) e sul profilo personale e socio-economico dell'indagato può legittimare la custodia cautelare se coerente e congrua.
  • L'assenza di precedenti penali non esclude automaticamente il pericolo di reiterazione: va considerata insieme ad altri elementi (modalità del fatto, mancanza di redditi leciti, condotta predatoria sistematica).
  • In sede di impugnazione in cassazione si controlla la congruenza e la logicità della motivazione del giudice della cautela; valutazioni prognostiche fondate e argomentate non sono sindacabili come difetto di motivazione se rientrano nella fisiologica apprezzabilità del merito.
  • Chi impugna deve mostrare la genericità o l'illogicità della motivazione del giudice delle misure cautelari: mere contestazioni astratte non sono sufficienti a vincere il gravame.

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