Sentenza n. 4533/2026 - Milano, Sezione 2
per l’annullamento previa sospensione dell’efficacia, 1.del provvedimento di diniego della proposta di SUAP in Variante (ex art. 8 del DPR 160/10) notificato il 18.11.2025; 2. della Determinazione Dirigenziale n. 1233 del 18.11.2025 con la quale è stata conclusa negativamente la conferenza di servizi; 3. del provvedimento di non accoglimento delle osservazioni del 17.11.2025; 4. del preavviso di diniego della proposta di SUAP in Variante del 10.11.2025; 5. della Deliberazione di Giunta Comunale n. 129 del 6.11.2025 avente ad oggetto “In merito alla procedura di cui all’art. 8 del DPR 160/10 “Raccordi procedimentali con strumenti urbanistici” – atto di indirizzo”; 6. in parte qua, ove occorrer possa, della proposta di Variante del PGT e dei relativi elaborati, nonché di ogni ulteriore atto presupposto, conseguente o comunque connesso.
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: diniego della proposta di SUAP in variante e determinazione di conclusione negativa della conferenza di servizi, connessi atti presupposti
Esito
La controversia
La società, proprietaria di un’area libera adiacente all’Hotel Luna in Segrate, aveva presentato il 25 maggio 2023 un’istanza ai sensi dell’art. 8 del d.P.R. 160/2010 per avviare una procedura di SUAP in variante al PGT e ottenere il permesso di costruire per una RSA. Dopo che il procedimento era stato interrotto in attesa del nuovo PGT e di una variante, il TAR aveva accolto un ricorso contro il silenzio, accertando l’obbligo del Comune di provvedere. Il Comune aveva quindi preannunciato il diniego e respinto l’istanza, chiudendo negativamente la conferenza di servizi; aveva motivato, tra l’altro, che la procedura semplificata di variante presupponeva l’insediamento o l’ampliamento di un’attività produttiva e che non intendeva procedere a varianti urbanistiche puntuali. La ricorrente ha dedotto violazione degli artt. 42 e 49 del d.lgs. 267/2000, degli artt. 1, 10-bis e 14-bis della l. 241/1990, dell’art. 8 del d.P.R. 160/2010 e della l.r. 12/2005; ha inoltre denunciato sviamento, difetto di competenza, disparità di trattamento, carenza di istruttoria, illogicità e contraddittorietà.
La decisione
Il TAR ha dichiarato cessata la materia del contendere, prendendo atto della dichiarazione depositata dalla ricorrente il 17 giugno 2026. La dichiarazione seguiva la comunicazione del Comune del 3 giugno 2026 secondo cui il Consiglio comunale, con deliberazione n. 31 del 9 maggio 2026, aveva approvato la variante generale al PGT recependo le richieste della società. La sentenza non ha quindi definito nel merito i motivi di legittimità originariamente dedotti; la precedente misura cautelare aveva accolto la sospensione rilevando la natura meramente soprassessoria e l’insufficiente motivazione del diniego. Spese compensate.
Norme richiamate
art. 34, comma 5, c.p.a.
Visto l’art. 34, co.5 cod. proc. amm.;
La cessazione della materia del contendere è dichiarata prendendo atto che, nel corso del giudizio, l’amministrazione ha soddisfatto le richieste della ricorrente mediante l’approvazione della variante generale al PGT.
art. 8 d.P.R. 160/2010
Ritenuto che, in presenza di diniego della proposta SUAP in Variante ex art.8 del DPR n.160/2010 “Raccordi procedimentali con strumenti urbanistici – atto di indirizzo” attualmente in fase di VAS ed in ordine al quale si deduce tra l’altro l’uso distorto del potere di pianificazione, l’istanza cautelare meriti accoglimento in ragione della natura meramente soprassessoria e priva di adeguata motivazione dell’impugnato provvedimento di diniego notificato il 18.11.2025, con compensazione delle spese per la fase cautelare,
In sede cautelare, il diniego della proposta di SUAP in variante è stato ritenuto meritevole di sospensione perché configurato come atto meramente soprassessorio e privo di adeguata motivazione. La sentenza definitiva, tuttavia, non ha deciso nel merito la legittimità del diniego.
Massime di principio
- La cessazione della materia del contendere può essere dichiarata quando, nel corso del giudizio, l’amministrazione adotta un atto che recepisce le richieste sostanziali del ricorrente, facendo venir meno la controversia sulla domanda di annullamento.
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