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Cassazione Civile, Ordinanza n. 24261/2021 del 09/09/2021

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (contribuente)

La controversia

La controversia nasce da un avviso di accertamento per l'anno 2004 con cui l'amministrazione finanziaria contestava al contribuente imposte e sanzioni in relazione alla plusvalenza realizzata con la cessione di terreni edificabili pervenuti a titolo gratuito. I giudici di merito avevano parzialmente accolto il ricorso del contribuente e la CTR aveva confermato il valore iniziale del terreno ai fini del calcolo della plusvalenza, ritenendo che il fondo, ceduto nel 2004, avesse mantenuto dal 2001 le medesime caratteristiche urbanistiche ed economiche, con applicazione degli indici ISTAT solo per sterilizzare la svalutazione monetaria. Con l'unico motivo di ricorso per cassazione l'Ufficio deduceva violazione e falsa applicazione degli artt. 9 e 68 del d.P.R. n. 917/1986, sostenendo che, per i terreni acquisiti gratuitamente, il costo di acquisto va determinato secondo il valore normale del bene e che la CTR aveva erroneamente condiviso una stima fondata su indici statistici generali dell'ISTAT, senza accertare il concreto valore di mercato dell'immobile, in contrasto con i dati dell'Agenzia del territorio e con l'andamento reale del mercato immobiliare.

La decisione

La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto che, pur evocandosi l'art. 68 TUIR, la censura mirasse in realtà a sollecitare una nuova valutazione di fatto sul valore di mercato del terreno, già compiuta dalla CTR sulla base di elementi concreti (indice di fabbricabilità, ubicazione e destinazione invariati nel tempo). Tale accertamento è stato qualificato come insindacabile in sede di legittimità. Le spese del giudizio di cassazione sono state poste a carico dell'Agenzia delle entrate; è stato inoltre escluso l'obbligo di versamento dell'ulteriore contributo unificato ex art. 13, comma 1-quater, d.P.R. n. 115/2002 per la soccombenza di una amministrazione pubblica difesa dall'Avvocatura dello Stato.

Norme richiamate

  • art. 360, primo comma, n. 3, c.p.c.

    la dedotta violazione di legge non può tradursi in una richiesta di riesame dell'accertamento di fatto compiuto dal giudice di merito.

  • artt. 9 e 68 del d.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917

    per i terreni pervenuti a titolo gratuito il costo di acquisto va determinato tenendo conto del valore normale del bene, cioè del suo effettivo valore di mercato al momento rilevante.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n. 115

    non si applica l'ulteriore contributo unificato quando soccombe un'amministrazione pubblica ammessa alla prenotazione a debito e difesa dall'Avvocatura dello Stato.

Massime di principio

  • Nella determinazione della plusvalenza da cessione di terreno acquistato a titolo gratuito, il costo iniziale deve essere ancorato al valore normale del bene, ossia al suo valore di mercato al momento rilevante, non a criteri meramente statistici e astratti.
  • La valutazione del valore di mercato di un bene, quando fondata su elementi fattuali concreti del caso, costituisce accertamento di merito insindacabile in cassazione se non nei limiti propri del vizio di legittimità.
  • Il motivo di ricorso che, sotto l'apparente denuncia di violazione di legge, mira a ottenere una diversa ricostruzione del fatto storico e del valore del bene è inammissibile in sede di legittimità.
  • Quando soccombe un'amministrazione pubblica rappresentata dall'Avvocatura dello Stato, non trova applicazione l'ulteriore contributo unificato previsto per l'impugnazione respinta.

Come è indicizzato

MaterieAccertamentoContenzioso tributario
RamiTributiProcesso civile
IstitutiOnere della prova

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