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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22541/2024 del 04/06/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione per cassazione diretta a censurare: 1) violazione del principio di specialità (art. 15 c.p.) per presunto concorso apparente e assorbimento del reato di detenzione e porto di arma comune da sparo (capo 2) nel reato di detenzione e porto di arma clandestina (capo 3), richiamando il principio affermato dalle Sezioni Unite ("La Marca"); 2) vizi di motivazione nella determinazione della pena, in particolare per ingiustificato discostamento dal minimo edittale, valutazione inadeguata del valore della confessione e mancata esplicitazione della riduzione ai sensi dell'art. 56 c.p.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Sul primo motivo ha rilevato l'inedita deduzione dell'assorbimento (violazione dell'art. 15 c.p.), questione non sollevata in appello e quindi non esaminabile in Cassazione per il vincolo del giudizio di rinvio. Sul secondo motivo ha ritenuto manifestamente infondato il censura: la Corte d'appello ha rispettato il mandato rescindente rivalutando il trattamento sanzionatorio (riduzione complessiva della pena, confermando nella sostanza la sentenza di merito con pena ridotta a dieci anni e tre mesi), motivando il discostamento dal minimo edittale con il ruolo di esecutore materiale, la pericolosità e l'utilità limitata della confessione ai fini del ritrovamento dell'arma; ha inoltre ribadito che il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella graduazione della pena. La Corte ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di denaro (importo non specificato nel brano). Infine ricordato che l'annullamento con rinvio per questioni estranee all'affermazione di responsabilità non rimuove la definitività del giudicato sulla colpevolezza e non riavvia i termini di prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 15 cod. pen. (principio di specialità)

    Il principio di specialità implica che, se si tratta del medesimo fatto in senso naturalistico, il reato speciale assorbe il reato comune; la Corte ha ritenuto che l'operatività del principio richiede accertamento nel merito e pertanto la questione non poteva essere sollevata per la prima volta in cassazione fuori dal perimetro del rinvio.

  • Legge n. 110/1975, art. 23

    Normativa relativa alla detenzione e porto di arma clandestina; richiamata nel confronto con le fattispecie previste dalla L. n. 895/67 e nel tema del concorso apparente.

  • Legge n. 895/1967, artt. 2, 4, 7

    Norme relative alla disciplina sulle armi (detenzione/porto in luogo pubblico di arma comune da sparo etc.); invocate dalla difesa per sostenere l'assorbimento tra fattispecie.

  • art. 56 cod. pen. (circostanze attenuanti)

    Rilevante per la riduzione della pena: la difesa lamentava mancata esplicitazione della percentuale/entità della riduzione; la Corte ha ritenuto comunque che la valutazione complessiva del giudice di merito fosse congrua.

  • art. 133 cod. pen. (criteri per la determinazione della pena)

    La Corte ha ricordato che il giudice di merito deve tener conto dei criteri elencati dall'art. 133 c.p.; la motivazione sulla quantificazione della pena si considera adeguata se espone l'impiego di tali criteri, salvo che la pena sia di gran lunga superiore alla media edittale, caso in cui serve maggior dettaglio.

  • Sez. U, n. 41588/2017 ("La Marca")

    Giurisprudenza di legittimità che ha affermato i limiti di concorso tra detenzione/porto di arma comune e detenzione/porto di arma clandestina quando sussista identità naturalistica del fatto; la Corte di Cassazione ha indicato che l'applicazione di detto principio richiede accertamento sul fatto di merito.

  • Giurisprudenza Cassazione (principio del vincolo del giudizio di rinvio e correlazione contestazione-sentenza)

    Principi richiamati: il giudice d'appello e la cassazione in sede di rinvio sono vincolati dalle questioni devolute; la violazione della correlazione tra contestazione e sentenza richiede che l'imputato sia stato concretamente impedito nella difesa, circostanza non emergente nel caso.

Massime di principio

  • Una questione di diritto sostanziale (es. assorbimento per specialità) che non sia stata sollevata nel giudizio di appello non può essere introdotta per la prima volta in cassazione se il giudizio di cassazione deriva da un rinvio limitato: il collegio di cassazione è vincolato alle questioni devolute al giudice di rinvio.
  • Il principio di specialità (art. 15 c.p.) opera quando si accerta l'identità naturalistica del fatto: occorre un accertamento di merito per stabilire se le diverse condotte siano in realtà un\'unica condotta naturale.
  • Nella quantificazione della pena il giudice di merito ha ampia discrezionalità; la motivazione è adeguata se mostra l'applicazione dei criteri dell'art. 133 c.p.; è richiesta motivazione più dettagliata solo se la pena appare di gran lunga superiore alla misura media edittale.
  • La confessione può avere valore attenuante o utilità ricostruttiva, ma il giudice di merito valuta la portata di tale elemento in relazione al contributo effettivo alla ricostruzione dei fatti; la Corte di legittimità controllerà solo la congruità della valutazione, non la rivalutazione libera degli elementi.
  • L\'annullamento con rinvio per motivi che non riguardano l\'affermazione di responsabilità non invalida la sentenza sul punto di colpevolezza divenuta definitiva e non riapre i termini di prescrizione rispetto a quanto già definito.

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