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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 28963/2022 del 21/07/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame che aveva rigettato il ricorso avverso il decreto di sequestro preventivo finalizzato alla confisca emesso dal GIP. L'indagine riguarda contestazioni per contrabbando doganale (evasione di dazi antidumping e IVA su importazioni di e-bike dalla Cina e Turchia), più plurimi falsi in dichiarazioni doganali e truffa ai danni dell'Agenzia delle Dogane; alle società è contestata anche la responsabilità amministrativa ex D.Lgs. n.231/2001 per mancata adozione di modelli organizzativi idonei. I motivi di ricorso denunciavano, tra l'altro: vizio nella ricostruzione del fumus e del periculum in mora e nella valutazione del giudicato cautelare; omessa valutazione o motivazione apparente su elementi di favore prodotti dalla difesa (consulenza tecnica, documentazione aziendale); violazione dell'art.125 c.p.p. su valutazione del fumus; mancata considerazione della sentenza della Commissione Tributaria (nuovo elemento sopravvenuto che avrebbe invalidato la qualificazione doganale alla base dell'accusa); carenze nella determinazione del profitto confiscabile e nella motivazione sull'estensione del sequestro a somme successive ai fatti contestati; questioni sulla legittimazione processuale delle società a causa della procura rilasciata da rappresentanti indagati.

La decisione

La Corte ha dichiarato inammissibili i ricorsi proposti dalle quattro società per difetto di legittimazione attiva: le procure ad acta erano state rilasciate dal rappresentante legale (o da soggetti con poteri) che risultavano indagati per il reato presupposto, sicché, ai sensi dell'art. 39 D.Lgs. 231/2001, tali procure sono inefficaci e le impugnazioni societarie sono state dichiarate inammissibili, con condanna alle spese e una somma alla Cassa delle ammende. Quanto a Carlo Parente e Massimo Pede (persone fisiche), la Corte ha ritenuto fondato il loro ricorso: ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale del riesame di Napoli per nuovo esame, in particolare affinché il Tribunale rivaluti l'incidenza della decisione della Commissione Tributaria (sentenza del 21/12/2021) sulla valutazione del fumus commissi delicti. Gli altri motivi sono stati assorbiti ma non preclusi.

Norme richiamate

  • D.Lgs. n. 231/2001

    art. 39; artt. 24 co. 1 e 2; art. 25-sexiesdecies

    L'art. 39 vieta che il rappresentante legale, indagato o imputato per il reato presupposto, rappresenti l'ente nel procedimento: la procura rilasciata da soggetto "incompatibile" e gli atti da questi compiuti sono inefficaci. Gli artt. 24 e 25-sexiesdecies sono richiamati in relazione alla responsabilità amministrativa delle società per i reati presupposto (mancata adozione di modelli organizzativi).

  • Codice di procedura penale

    L'art.125 c.p.p. impone al giudice di valutare e motivare la rilevanza degli elementi favorevoli prodotti dalla difesa nella fase cautelare; l'art.591 consente la declaratoria di inammissibilità d'ufficio per difetto di legittimazione.

  • Giurisprudenza delle Sezioni Unite (principi richiamati)

    sentenze citate: "Buffa", "Librato", "Gabrielloni", Donelli, Donelli, ecc.

    La dottrina giurisprudenziale su giudicato cautelare: l'efficacia preclusiva delle ordinanze cautelari copre solo le questioni dedotte esplicitamente o implicitamente; possono essere ricomposte solo con elementi nuovi o sopravvenuti. "Gabrielloni" ha affermato l'inammissibilità degli atti compiuti da rappresentante incompatibile ai sensi dell'art.39 D.Lgs.231/2001.

  • Decisione della Commissione Tributaria Provinciale di Napoli

    sentenza Sez. 33 del 21/12/2021

    La Commissione Tributaria ha annullato l'atto dell'Agenzia delle Dogane che qualificava come biciclette complete merci dichiarate come parti, sollevando un elemento sopravvenuto rilevante rispetto al fumus: tale esito tributario può incidere sulla valutazione degli indizi in sede penale e va valutato dal giudice cautelare.

Massime di principio

  • Se il rappresentante legale dell'ente è indagato/imputato per il reato presupposto, ogni atto da lui compiuto per costituire o rappresentare l'ente nel procedimento (nomina di procuratori, procure ad acta) può essere inefficace: l'ente deve tempestivamente sostituire il rappresentante o nominare un procuratore con poteri limitati per evitare l'inammissibilità degli atti.
  • Le ordinanze cautelari ormai definitive formano un giudicato cautelare limitato allo stato degli atti: per contrastarlo e riaprire la valutazione è necessario produrre elementi nuovi o sopravvenuti (non semplicemente argomentazioni diverse).
  • Decisioni giudiziarie sopravvenute in ambito tributario che investono la qualificazione doganale delle merci (es. annullamento di accertamenti doganali) costituiscono novum rilevante e devono essere specificamente valutate dal giudice cautelare in relazione al fumus commissi delicti.
  • Nelle misure reali (sequestro finalizzato alla confisca) il giudice deve chiarire e motivare il nesso tra i beni sequestrati e il profitto del reato; l'estensione del sequestro a somme affluite successivamente richiede un esplicito e fondato collegamento probatorio.
  • In sede di impugnazione cautelare è fondamentale articolare tempestivamente e documentare con prove tecniche (perizie, decisioni amministrative/tributarie) ogni ragione che possa incidere sul quadro indiziario, perché solo gli elementi sopravvenuti possono scalfire un giudicato cautelare.

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