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Sentenza

Sentenza del 20/12/2017 n. 30564 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale il privato

La controversia

La società ha chiesto la revocazione della precedente sentenza della Corte di cassazione n. 2198/2014, che aveva confermato la ripresa fiscale per IRPEG, IRAP e IVA e ritenuto indeducibili i costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti. La ricorrente ha dedotto un errore revocatorio, sostenendo che la Corte non avesse percepito l'esistenza di una sentenza penale definitiva di assoluzione, tempestivamente prodotta nel giudizio di cassazione. Tale assoluzione era rilevante ai sensi della L. n. 537/1993, art. 14, comma 4-bis, come modificato dal D.L. n. 16/2012, poiché la norma consente il rimborso delle imposte versate e la deduzione dei costi quando venga meno il presupposto del delitto non colposo per il quale il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale.

La decisione

La Corte di cassazione ha accolto il ricorso per revocazione e ha revocato la propria precedente sentenza n. 2198/2014 nella parte relativa all'indeducibilità dei costi. In fase rescissoria ha stabilito che i costi relativi a operazioni soggettivamente inesistenti possono essere dedotti, purché siano effettivi, inerenti, di competenza, certi o determinabili e non siano direttamente utilizzati per commettere un delitto non colposo. La controversia è stata rinviata alla Commissione Tributaria Regionale del Lazio, in diversa composizione, affinché verifichi concretamente il collegamento tra i costi documentati e la sentenza penale di assoluzione, nonché la sussistenza dei requisiti di competenza e inerenza. La CTR dovrà anche liquidare le spese del giudizio di legittimità.

Norme richiamate

  • Legge n. 537/1993, art. 14, comma 4-bis, come modificato dall'art. 8, comma 1, D.L. n. 16/2012, convertito dalla L. n. 44/2012

    Nella determinazione dei redditi [...] non sono ammessi in deduzione i costi e le spese dei beni o delle prestazioni di servizio direttamente utilizzati per il compimento di atti o attività qualificabili come delitto non colposo per il quale il pubblico ministero abbia esercitato l'azione penale. Qualora intervenga una sentenza definitiva di assoluzione, compete il rimborso delle maggiori imposte versate [...] e dei relativi interessi.

    La norma esclude la deducibilità dei costi direttamente utilizzati per commettere un delitto non colposo, ma prevede il rimborso delle maggiori imposte se interviene una sentenza definitiva di assoluzione. Secondo la Corte, nella formulazione modificata e retroattiva in senso favorevole al contribuente, i costi di operazioni soggettivamente inesistenti restano in linea di principio deducibili, anche se l'acquirente era consapevole della frode, salvo che manchino effettività, inerenza, competenza, certezza o determinabilità, oppure che i costi siano direttamente collegati alla commissione di un delitto non colposo.

  • D.P.R. n. 917/1986 (T.U.I.R.), art. 6, comma 1

    La disposizione individua le categorie di reddito rilevanti ai fini delle imposte sui redditi; nel caso esaminato è richiamata nell'ambito della disciplina sulla deducibilità dei costi.

  • Codice di procedura civile, art. 372

    Consente la produzione in cassazione di documenti riguardanti l'ammissibilità del ricorso o la nullità della sentenza o del procedimento; nel caso concreto la sentenza penale definitiva di assoluzione era stata notificata e prodotta tempestivamente.

  • Codice di procedura civile, art. 378

    Disciplina il deposito delle memorie illustrative nel giudizio di cassazione; la società se ne è avvalsa per richiamare la sentenza penale di assoluzione.

  • Cassazione civile n. 26461/2014

    Sono deducibili i costi delle operazioni soggettivamente inesistenti [...] per il solo fatto che siano stati sostenuti [...] salvo che si tratti di costi in contrasto con i principi di effettività, inerenza, competenza, certezza, determinatezza o determinabilità oppure di costi relativi a beni o servizi direttamente utilizzati per il compimento di un delitto non colposo.

    Il costo relativo a un'operazione soggettivamente inesistente non è automaticamente indeducibile ai fini delle imposte sui redditi. Il contribuente deve tuttavia dimostrarne l'effettività, l'inerenza, la competenza e la corretta determinazione.

Massime di principio

  • La qualificazione di un'operazione come soggettivamente inesistente non comporta automaticamente l'indeducibilità del costo ai fini delle imposte sui redditi: occorre verificare i requisiti di effettività, inerenza, competenza, certezza e determinabilità.
  • La deduzione è esclusa quando il bene o il servizio sia stato direttamente utilizzato per commettere un delitto non colposo per il quale sia stata esercitata l'azione penale. Una sentenza penale definitiva di assoluzione può eliminare tale presupposto e fondare il diritto al rimborso delle maggiori imposte.
  • L'assoluzione penale non determina automaticamente il riconoscimento fiscale dei costi: il giudice tributario deve verificare il collegamento tra le fatture e i fatti oggetto del procedimento penale, oltre alla sussistenza dei requisiti fiscali ordinari.
  • Il contribuente deve fornire la prova concreta dell'effettività, dell'inerenza e della competenza dei costi contestati dall'Amministrazione finanziaria.
  • Se una sentenza precedente si fonda sull'erronea mancata percezione di un documento decisivo, tempestivamente prodotto e riguardante una sentenza penale definitiva di assoluzione, può sussistere un errore revocatorio.
  • L'accoglimento della revocazione non implica necessariamente la vittoria definitiva sul merito: la causa può essere rinviata al giudice tributario per ulteriori verifiche probatorie.

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