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Ordinanza

Ordinanza n. 175/2026 - Napoli, Sezione 7

per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, a) della Disposizione Dirigenziale n.-OMISSIS- (cfr.all.1), emessa dal Comune di Napoli, Municipalità 7, a firma del Dirigente del Servizio dott.ssa Roberta Sivo, notificata il 17.03.2025, dispositiva dello sgombero coatto amministrativo ad horas ed in prosieguo dell’alloggio di servizio di proprietà del Comune di Napoli, sito in Napoli alla Via -OMISSIS- – Parco Aquino ubicato all’interno dell’area cortilizia della Scuola Comunale Infanzia “-OMISSIS-” occupato senza titolo dal sig. -OMISSIS-; b) di ogni altro atto, anche endoprocedimentale, alla stessa preordinato, presupposto, connesso, collegato e consequenziale, ancorché incognito, ivi compresi, se e per quanto occorra, i singoli atti di accertamento, tra cui la nota protocollare PG/-OMISSIS- (cfr.all.2) e la nota protocollare PG/-OMISSIS- di comunicazione dell’avvio del procedimento di recupero dell’alloggio ed il verbale di sopralluogo redatto in esito agli accertamenti espletati dal personale di Polizia locale in data 04.12.2023 (cfr.all.3) e la scheda di valutazione delle condizioni di fragilità e vulnerabilità sociale resa dal CSST territoriale in data 22.12.2023 (cfr.all.4).

Giustizia amministrativa202502127

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. VIIOrdinanza cautelareAzione di annullamento

Atto impugnato: Disposizione dirigenziale di sgombero coatto amministrativo ad horas e in prosieguo di un ex alloggio di servizio comunale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (occupante alloggio)

Prevale il privato

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la disposizione dirigenziale con cui il Comune di Napoli ha ordinato lo sgombero coatto dell’ex alloggio del custode, nonché gli atti presupposti e endoprocedimentali, inclusi gli accertamenti della Polizia locale, la comunicazione di avvio del procedimento di recupero dell’alloggio e la valutazione delle condizioni di fragilità e vulnerabilità sociale. Nella successiva domanda cautelare ha dedotto quale circostanza sopravvenuta l’adozione di una nota dell’Assessore al Bilancio con delega al Patrimonio, dalla quale emergeva che il Comune stava procedendo alla revisione del regolamento sul patrimonio disponibile ad uso abitativo e alla ricognizione degli ex alloggi dei custodi, al fine di individuare le unità eventualmente autonome e trasformabili in patrimonio disponibile, con possibile concessione in locazione ordinaria alle famiglie occupanti. È stato inoltre rappresentato che era stato programmato un accesso presso l’alloggio e che l’Assessore aveva richiesto il rinvio delle operazioni.

La decisione

Il TAR ha disposto incombenti istruttori, ordinando al Comune di depositare entro dieci giorni una relazione documentata sull’iter procedimentale relativo alla possibile trasformazione dell’alloggio occupato dal ricorrente e dal suo nucleo familiare in patrimonio disponibile, nonché copia dei verbali delle operazioni di sgombero indicate negli atti e degli eventuali ulteriori verbali di completamento. In attesa di tali acquisizioni e degli approfondimenti di merito sulla possibile declassificazione dell’alloggio da bene indisponibile a bene disponibile, il Collegio ha ritenuto opportuno mantenere integra la situazione di fatto sino all’udienza di merito. Ha quindi accolto l’istanza cautelare e sospeso l’efficacia dei provvedimenti impugnati sino alla discussione del merito, confermando l’udienza pubblica del 12 febbraio 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate. Il provvedimento ha inoltre disposto l’oscuramento dei dati personali e sanitari ai sensi della normativa in materia di protezione dei dati personali.

Norme richiamate

  • art. 55 c.p.a.

    La domanda cautelare collegiale è stata esaminata ai sensi della disciplina sulle misure cautelari nel processo amministrativo.

  • art. 52, commi 1 e 2, d.lgs. 196/2003

    Ha costituito la base normativa per disporre l’oscuramento delle generalità e dei dati idonei a rivelare lo stato di salute.

  • art. 9, paragrafi 1 e 4, Regolamento (UE) 2016/679

    Richiamato quale fondamento della tutela dei dati relativi alla salute nella diffusione del provvedimento.

  • art. 2-septies d.lgs. 196/2003

    Richiamato, nel testo vigente, ai fini della protezione dei dati relativi alla salute e dell’oscuramento del provvedimento.

Massime di principio

  • Quando, nel corso di un giudizio cautelare relativo allo sgombero di un alloggio comunale, emergono sopravvenienze amministrative potenzialmente idonee a modificare la qualificazione giuridica e la destinazione del bene, il giudice può disporre specifici incombenti istruttori per acquisire la documentazione sull’iter amministrativo e sui fatti esecutivi rilevanti.
  • La pendenza di una procedura amministrativa diretta a valutare la trasformazione di un bene da indisponibile a disponibile, con possibile destinazione alla locazione ordinaria, costituisce elemento rilevante per la valutazione cautelare dell’opportunità di mantenere integra la situazione di fatto sino alla decisione di merito.
  • In presenza di necessari approfondimenti istruttori e di una possibile modifica della disciplina amministrativa applicabile al bene occupato, il giudice amministrativo può sospendere temporaneamente l’efficacia dell’ordine di sgombero fino alla trattazione del merito, evitando che l’esecuzione renda irreversibile o comunque pregiudichi l’utilità della decisione finale.

Come è indicizzato

MateriePatrimonio e alienazioniTutela cautelareIstruttoria processuale
RamiDemanio e patrimonio pubblicoProcesso amministrativo
IstitutiTutela cautelareOnere della prova e principio dispositivoPonderazione degli interessi e interesse pubblico

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