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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 12813/2023 del 28/03/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Procuratore Generale ha impugnato la sentenza del tribunale di Teramo che aveva dichiarato non doversi procedere per estinzione del reato (prescrizione) ai sensi dell'art. 5 del Dlgs. 74/2000. Il motivo del ricorso è unico: vizio di violazione di legge per errato calcolo del termine di prescrizione. Il PG sostiene che, alla data di pubblicazione della sentenza impugnata, il termine ordinario di prescrizione non era ancora decorso (contestando il computo fatto dal giudice di prime cure) e che, essendo i fatti successivi al 17/09/2011, trovava applicazione la disposizione di cui all'art. 17 comma 1‑bis del Dlgs. 74/2000 che determina un aumento del termine di prescrizione, con conseguente prolungamento del termine utile a impedire l'estinzione del reato.

La decisione

La Corte ha accolto il ricorso, ritenendolo fondato. Ha interpretato e applicato l'art. 17 comma 1‑bis del Dlgs. 74/2000, ritenendo che il termine ordinario di prescrizione per il reato in questione sia pari a 8 anni e che il termine massimo, comprensivo delle maggiorazioni (aumento di un quarto secondo la motivazione), sia pari a 10 anni. Sulla base di tale calcolo la Corte ha ritenuto che al momento della sentenza del giudice di prime cure la prescrizione non fosse ancora maturata (individuando la scadenza ultima del termine di prescrizione nel 30/12/2023) e ha quindi annullato la sentenza impugnata con rinvio per nuovo giudizio alla Corte di appello di L'Aquila.

Norme richiamate

  • art. 5 Dlgs. 74/2000

    Norma che individua il reato contestato; utilizzata come riferimento per individuare il tipo penale rispetto al quale va calcolata la prescrizione.

  • art. 17 comma 1 bis Dlgs. 74/2000

    Disposizione che prevede un aumento del termine di prescrizione per i fatti successivi alla data di entrata in vigore della norma (17/09/2011). La Corte ha ritenuto applicabile tale aumento, portando il termine ordinario a 8 anni e, con le maggiorazioni previste per il massimo decorso, a 10 anni, con conseguente differente computo della scadenza della prescrizione.

Massime di principio

  • Verificare sempre la data dei fatti rispetto alle modifiche normative: le modifiche peggiorative o che aumentano i termini di prescrizione possono essere applicabili ai fatti successivi alla loro entrata in vigore.
  • Al momento di valutare la prescrizione il giudice deve calcolare sia il termine ordinario sia il termine massimo comprensivo delle maggiorazioni previste, indicando chiaramente la data di scadenza della prescrizione.
  • In caso di controversia sul decorso della prescrizione, la parte interessata (in particolare il pubblico ministero) può impugnare per vizio di calcolo; la corte d'appello o la corte competente devono riesaminare la correttezza del computo e le eventuali sospensioni o interruzioni.
  • Occorre attenersi alle percentuali di aumento previste dalla norma applicabile (e non a calcoli meramente indicativi): il computo deve essere documentato e motivato in sentenza.
  • Quando una sentenza di primo grado accerta l'estinzione del reato per prescrizione, il giudice di impugnazione può annullare e rinviare il processo se ritiene che la prescrizione non sia effettivamente maturata secondo il corretto calcolo normativo.

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