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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 34544/2022 del 19/09/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione avverso la sentenza che aveva aumentato la pena per recidiva reiterata e per la connessione teleologica (art. 99, comma 4 e art. 61 n.2 c.p.), nonché la dichiarazione di responsabilità per il reato di ricettazione e di detenzione di arma clandestina (fucile semiautomatico cal. 12 con matricola abrasa) e la mancata derubricazione nella contravvenzione ex art. 712 c.p.; contestazioni procedurali relative a presunta pronuncia ultra petita da parte della Corte d'appello e inammissibilità per genericità dell'impugnazione del Procuratore Generale; censura di incompatibilità tra il riconoscimento della continuazione e l'applicazione della connessione teleologica; deduzioni sulla mancanza degli elementi oggettivo e soggettivo della ricettazione e sulla sussistenza di un concorso apparente tra ricettazione e detenzione di arma.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittima la conversione dell'appello del Procuratore Generale e il relativo effetto devolutivo rispetto ai profili consequenziali (compresa la determinazione della pena più grave), ha confermato che non sussiste incompatibilità ontologica tra continuazione e nesso teleologico e che la loro applicazione congiunta è possibile previa verifica fattuale. Ha inoltre confermato la sussistenza del reato di ricettazione in rapporto alla detenzione dell'arma con matricola abrasa, ritenendo probanti l'assenza di documentazione d'acquisto e le dichiarazioni dell'imputato contradditorie e inverosimili; ha escluso la derubricazione nella contravvenzione ex art. 712 c.p. (colposa). Ha respinto il motivo relativo al concorso apparente, affermando la possibilità di concorso di reati (o concorso materiale) tra ricettazione e detenzione illegale di arma alla luce della diversità materiale, psicologica e cronologica delle fattispecie. Dispone la condanna del ricorrente alle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.

Norme richiamate

  • art. 99 cod. pen. comma 4

    Applicata per aumentare la pena in presenza di recidiva reiterata; la Corte ha confermato la rilevanza dell'aumento per la recidiva così come determinato in sede di merito.

  • art. 61 n. 2 cod. pen.

    Riconosciuto il nesso teleologico (aggravante) tra reati distinti: la Corte ha ritenuto compatibile il riconoscimento del nesso teleologico con l'istituto della continuazione, purché verificati i presupposti fattuali.

  • art. 81 cpv cod. pen.

    Richiamato nel quadro del calcolo della pena per i reati unificati/continuati; la Corte ha valorizzato correttamente le circostanze aggravanti ai fini della determinazione della pena.

  • art. 73 DPR n. 309 del 1990

    Richiamato tra le norme penali generali a corredo dell'imputazione per reati contro il patrimonio/armi nel contesto del processo (citazione contestuale ai reati di arma e ricettazione).

  • art. 697 cod. pen.

    Richiamata in relazione alla contravvenzione per le cartucce; la decisione di merito aveva assorbito tale contravvenzione nel giudizio complessivo.

  • art. 606 cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione per vizio di motivazione e violazione di legge; il ricorso è stato esaminato ai sensi delle lettere b) ed e) ed è stato ritenuto infondato.

  • art. 597 cod. proc. pen. / art. 591 e art. 581 cod. proc. pen.

    Richiamate nelle censure processuali sull'eventuale pronuncia ultra petita e sull'inammissibilità per genericità dell'impugnazione: la Corte ha ritenuto che l'appello del PM avesse effetto devolutivo anche sui profili consequenziali senza necessità di specifica menzione dell'aggravante del nesso teleologico.

  • art. 712 cod. pen.

    Norma relativa alla contravvenzione (illecito colposo) evocata dal ricorrente per una possibile derubricazione; la Corte ha escluso la derubricazione perché i fatti e gli elementi probatori indicavano dolo, non mera colpa.

  • art. 15 cod. pen.

    Richiamato dal ricorrente in tema di specialità per concorso apparente; la Corte ha escluso la specialità tra ricettazione e detenzione illegale di arma, confermando la possibilità di concorso materiale.

  • art. 23 e art. 11 Legge 18 aprile 1975, n. 110

    "l'abrasione della matricola... è chiaramente finalizzata ad impedirne l'identificazione"

    L'abrasione della matricola è valutata come indice della provenienza illecita e della consapevolezza da parte del possessore, conciliando la detenzione dell'arma con la fattispecie della ricettazione.

Massime di principio

  • Il possesso di un'arma con matricola abrasa costituisce un forte indizio di ricettazione: l'abrasione è valutata come prova di finalità di occultamento e consapevolezza della provenienza illecita, salvo elementi contrari.
  • L'appello del pubblico ministero volto a ricomporre la corretta qualificazione/continuità dei reati ha effetto devolutivo anche sui profili consequenziali quali la determinazione della pena e le circostanze aggravanti; non è necessario che l'impugnazione nomini separatamente ogni singola aggravante.
  • Non c'è incompatibilità automatica fra il riconoscimento della continuazione e l'applicazione del nesso teleologico: possono coesistere quando i presupposti fattuali lo giustificano (continuazione riferita a programma criminoso; nesso teleologico riferito alla strumentalità di un reato rispetto a un altro).
  • La derubricazione dell'ipotesi in reato colposo (contravvenzione) richiede che emerga l'assenza del dolo; se dagli elementi probatori emerge consapevolezza o indizi forti di mala fede, la qualificazione in reato doloso (ricettazione) regge.
  • Ricettazione e detenzione illegale di arma possono concorrere materialmente quando presentano diversità di contenuto materiale, psicologico e cronologico (momento istantaneo di ricezione per la ricettazione vs. mantenimento stabile per la detenzione).
  • Le censure meramente ontologiche (es.: sovrapponibilità apparente delle condotte) sono insufficienti a dimostrare concorso apparente se la giurisprudenza e la fattispecie mostrano profili distinti e autonomi tra le fattispecie.

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