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Sentenza

Sentenza n. 2849/2026 - Roma, Sezione 2

per l'accertamento dell'illegittimità e l’annullamento, previa concessione di misure cautelari, del silenzio/inadempimento/rifiuto formatosi sull’istanza di rilascio del visto per motivi di studio avanzata da Nawal Fatima presso l’Ambasciata Italiana di Islamabad in Pakistan.

Giustizia amministrativa202515824

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Lazio - Roma, Sez. IISentenzaAzione avverso il silenzio

Atto impugnato: silenzio asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio del visto per motivi di studio presentata presso l'Ambasciata d'Italia ad Islamabad

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (amministrazione consolare)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente ha proposto ricorso avverso il silenzio-inadempimento o rifiuto asseritamente formatosi sull'istanza di rilascio di un visto d'ingresso per motivi di studio. Nel corso del giudizio è stata comunicata la fissazione, presso l'Ambasciata, di un appuntamento funzionale all'avvio dell'istruttoria e al colloquio consolare. La ricorrente ha chiesto la dichiarazione di cessazione della materia del contendere e la condanna dell'Amministrazione alle spese; le amministrazioni resistenti hanno chiesto anch'esse la definizione del giudizio, ma con compensazione delle spese.

La decisione

Il TAR ha escluso la cessazione della materia del contendere, poiché la fissazione dell'appuntamento presso l'Ufficio consolare non equivale al rilascio del visto: essa costituisce soltanto una fase interna del procedimento, che può ancora concludersi con l'accoglimento o con il diniego della domanda di ingresso. Tuttavia, la condotta processuale della ricorrente, che ha rappresentato la fissazione dell'appuntamento e chiesto la cessazione della materia del contendere, è stata ritenuta significativamente espressiva del disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso. Il giudizio è stato quindi dichiarato improcedibile per sopravvenuta carenza di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., con decisione in forma semplificata ex art. 60 c.p.a. Le spese sono state compensate in ragione della peculiarità della questione, del rilevante flusso di istanze di visto presso l'Ambasciata e dell'esito in rito.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a.

    sopravvenuta carenza di interesse

    Consente di definire il giudizio dichiarandolo improcedibile quando, nel corso del processo, viene meno l'interesse alla decisione; nel caso concreto il venir meno dell'interesse è stato desunto dalla condotta processuale della ricorrente.

  • art. 60 c.p.a.

    decisione in forma semplificata

    Consente la definizione della controversia con sentenza semplificata quando ricorrono i presupposti previsti dalla norma e siano state adempiute le formalità processuali.

Massime di principio

  • La fissazione di un appuntamento presso un ufficio consolare, finalizzato all'avvio dell'istruttoria o allo svolgimento del colloquio per il rilascio di un visto, non determina di per sé la cessazione della materia del contendere, perché non equivale al rilascio del visto e il procedimento può ancora concludersi con un diniego.
  • La sopravvenuta carenza di interesse alla decisione può essere dichiarata quando la condotta processuale della parte ricorrente dimostri in modo significativo il disinteresse alla perdurante coltivazione del ricorso, anche se l'Amministrazione non ha ancora adottato il provvedimento finale richiesto.

Come è indicizzato

MateriePermesso di soggiornoEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiImmigrazione e cittadinanzaProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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