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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 29652/2023 del 10/07/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza che ha confermato il decreto di sequestro preventivo dell'autorizzazione all'esercizio del servizio di autonoleggio con conducente rilasciata a Cristiano Rosato. Il ricorrente ha dedotto: mancanza di motivazione circa il fumus commissi delicti; eccessiva valorizzazione delle dichiarazioni della proprietaria della rimessa e mancata considerazione dell'intervenuto provvedimento amministrativo che avrebbe regolarizzato la licenza; inesistenza della inservibilita della rimessa; brevita dei controlli svolti; assenza del periculum in mora considerato che la rimessa era regolarmente locata; violazione dei termini di cui all'art. 309 comma 10 c.p.p. relativamente ai termini fissati per il riesame delle misure cautelari reali.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato che il sequestro dell'autorizzazione NCC è legittimo quando emerga il sospetto di falso ideologico per induzione circa la disponibilita di sede operativa effettiva nel comune autorizzante. Ha ritenuto adeguata, seppur sintetica, la motivazione del Tribunale del Riesame, la quale ha valorizzato: le dichiarazioni della proprietaria che indicavano uso dell'immobile come legnaia e quindi inservibile; l'assenza di agganci alle celle telefoniche nella provincia in periodo monitorato; i fogli di giornata che non riportavano viaggi in Ciociaria, elementi che giustificano l'assenza di una sede operativa effettiva. Ha inoltre affermato che atti amministrativi successivi non prevalgono automaticamente sulla valutazione del fumus in sede penale. Quanto all'osservanza dei termini processuali, la Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimità che regola il differimento dell'udienza e i termini per il deposito dell'ordinanza. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.

Norme richiamate

  • art. 321 c.p.p.

    Norma nella quale si fonda il decreto di sequestro preventivo; la Corte ha ritenuto legittimo il sequestro dell'autorizzazione amministrativa quando sussista fumus commissi delicti sulla falsita delle attestazioni per l'ottenimento dell'autorizzazione.

  • art. 309 comma 10 c.p.p.

    Riguarda i termini procedurali per la convalida e la durata di alcune misure; la Corte ha confermato che la giurisprudenza interpreta tali termini anche in relazione alle misure cautelari reali e alle regole sul differimento dell'udienza.

  • art. 324 comma 7 c.p.p.

    Richiama il rinvio al comma 9-bis dell'art. 309 c.p.p. nel procedimento di riesame; la Corte ha applicato la giurisprudenza che precisa la disciplina del differimento dell'udienza e dei termini per il deposito dell'ordinanza.

  • art. 128 c.p.p.

    Prevede il termine ordinatorio di cinque giorni dalla deliberazione per il deposito dell'ordinanza; la Corte lo ha richiamato per calcolare il termine in caso di differimento dell'udienza.

  • art. 48 c.p.

    Norma del codice penale relativa all'ambito di applicazione dei reati contro la pubblica amministrazione; richiamata insieme all'art. 480 per inquadrare il reato contestato (falso ideologico per induzione).

  • art. 480 c.p.

    Falso ideologico per induzione del pubblico ufficiale: la Corte ha ritenuto che, ove l'attestazione sulla disponibilita di sede operativa e rimessa non corrisponda al vero, possa sussistere il fumus del reato e giustificare il sequestro dell'autorizzazione.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo di autorizzazioni amministrative (es. autorizzazione NCC) è legittimo se esistono elementi concreti che fanno ritenere falsa l'attestazione del richiedente circa la sede operativa o la rimessa; non è necessario attendere la decisione amministrativa successiva per valutare il fumus.
  • La motivazione del provvedimento cautelare, pur se sintetica, è valida se fornisce un percorso logico e risponde alle censure essenziali; per opporsi con successo occorre dimostrare l'assenza dei requisiti minimi di coerenza, completezza o ragionevolezza.
  • Dichiarazioni rese in sommarie informazioni, riscontri tecnici come agganci a celle telefoniche e fogli di giornata possono costituire elementi probatori idonei a giustificare la sussistenza del fumus commissi delicti.
  • Atti amministrativi che formalmente regolarizzano una posizione non impediscono automaticamente l'adozione di misure cautelari penali se permangono elementi che inducono a ritenere l'esistenza del reato.
  • Le questioni procedurali relative ai termini (art. 309 c.p.p. e successive disposizioni) in materia di riesame devono essere valutate alla luce della giurisprudenza di legittimità che estende talune garanzie anche alle misure cautelari reali e disciplina il differimento dell'udienza e i termini per il deposito delle ordinanze.
  • Per contestare efficacemente un sequestro cautelare di natura reale occorre offrire elementi probatori contrari (es. prova della effettiva e stabile disponibilità della sede operativa nel territorio autorizzante) e non solo censure formali sulla brevità dei controlli.

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