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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 4496/2022 del 09/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso per cassazione proposto dal Procuratore Generale avverso la sentenza della Corte d'Appello di Bari che, in riforma della condanna di primo grado (giudizio abbreviato), aveva assolto Francesco Casalino per non avere commesso il fatto dai reati di tentato omicidio e detenzione/porto illegali di arma comune da sparo, escludendo altresì l'aggravante di cui all'art. 416-bis.1 c.p. Il ricorso deduce violazioni di legge e vizi della motivazione: la Corte d'appello non avrebbe adeguatamente confrontato le proprie valutazioni con quelle del primo giudice rispetto a elementi probatori ritenuti decisivi (tracce genetiche sul cappellino rinvenuto in un uliveto, contenuti delle intercettazioni telefoniche e dichiarazioni contraddittorie dell'imputato circa lo smarrimento dell'oggetto, riferimenti al mancato rinvenimento di un fucile, e la valutazione del movente), omettendo parti rilevanti delle conversazioni intercettate e non giustificando puntualmente il diverso esito rispetto alla sentenza di primo grado.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha rilevato che la sentenza di appello, pur non essendo tenuta a rinnovare l'istruzione dibattimentale, doveva però fornire una motivazione puntuale e un confronto critico con le valutazioni del primo grado, specialmente su aspetti che il G.i.p. aveva ritenuto determinanti (tracce genetiche sul cappellino e passaggi specifici delle intercettazioni). La Cassazione ha constatato carenze motivazionali della decisione impugnata e l'insufficiente confutazione dei passaggi decisivi della sentenza di primo grado, per cui ha annullato la sentenza impugnata e ha rinviato per un nuovo giudizio, rimettendo al merito la rivalutazione delle prove con il dovuto confronto motivazionale.

Norme richiamate

  • art. 416-bis, comma 1, codice penale

    citata nell'oggetto della contestazione come aggravante esclusa in appello

    La Corte di merito aveva escluso l'aggravante contestata; la Cassazione non decide sul merito dell'applicazione dell'aggravante ma richiama l'obbligo motivazionale quando si riforma in senso assolutorio, per consentire la valutazione corretta degli elementi che avevano condotto all'applicazione o concreta contestazione della norma

  • Principio giurisprudenziale sull'obbligo motivazionale in caso di riforma assolutoria

    Sez. U, n. 14800 del 21/12/2017 dep. 2018, Rv. 272430; Sez. 4, n. 24439 del 16/06/2021, Rv. 281404; Sez. 3, n. 29253 del 05/05/2017, Rv. 270149

    Quando la Corte d'appello riforma una condanna in senso assolutorio deve offrire una motivazione puntuale che giustifichi la diversa conclusione e dia conto del confronto critico con le valutazioni del primo grado; la mancata o sommaria comparazione con i passaggi decisivi può determinare annullamento per carenza motivazionale

Massime di principio

  • Se la Corte d'appello assolve dopo condanna di primo grado, è obbligata a motivare in modo analitico il perché del diverso apprezzamento delle prove e a confrontarsi espressamente con i passaggi decisivi della sentenza di condanna
  • Tracce biologiche (es. DNA) rinvenute su oggetti collegati al fatto richiedono una valutazione dettagliata: l'appello che esclude la valore probatorio di tali elementi deve spiegare perché esclude la loro connessione temporale e materiale con il fatto
  • Intercettazioni e conversazioni ambigue richiedono l'analisi completa del contesto e dei passaggi rilevanti; citazioni parziali senza confronto con l'intero contenuto possono costituire vizio motivazionale
  • Contraddizioni nelle dichiarazioni dell'imputato vanno esaminate e confrontate puntualmente: il giudice di appello non può limitarsi ad affermazioni generiche quando il primo grado ha fondato su tali contraddizioni una valutazione probatoria importante
  • La mancata esplicitazione del ragionamento sul movente, se pure non decisivo di per sé, può essere rilevante se il movente era stato usato come 'collante' di altri indizi; l'appello deve indicare come valuta il movente rispetto agli altri elementi
  • In caso di carenza motivazionale della sentenza di appello la Corte di Cassazione può annullare e rinviare il giudizio affinché il merito sia nuovamente valutato con il necessario e specifico confronto critico con le valutazioni di primo grado
  • La parte che impugna una decisione assolutoria in Cassazione (tipicamente il PM) deve dimostrare specifiche omissioni o vizi di motivazione e far emergere i passaggi decisivi non considerati; la Cassazione controllerà la completezza del confronto motivazionale operato dal giudice di appello

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