Sentenza del 15/06/2023 n. 17189 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale l’amministrazione
La controversia
AE impugnava la sentenza della CTR che aveva parzialmente accolto l'appello di Edilservice contro avvisi di accertamento per imposte dirette, IRAP e IVA relativi al 2006. AE deduceva, principali motivi: nullità della motivazione della CTR per apparente carenza motivazionale (violazione D.Lgs. 546/1992 art. 36; art. 360 c.p.c., comma 1, n. 4) e illegittimo uso del criterio di equità (violazione art. 113 c.p.c.). Edilservice proponeva ricorso incidentale lamentando anche la mancata osservanza del contraddittorio endoprocedimentale e l'inidoneità delle prove presuntive (valutazioni OMI/Tecnocasa).
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo di AE (motivazione apparente della CTR) e assorbito il secondo. Ha cassato la sentenza impugnata e rinviato alla CTR regionale in diversa composizione per nuovo esame. Ha respinto il ricorso incidentale di Edilservice relativo al contraddittorio e all'inidoneità delle prove. Inoltre ha rilevato l'eventuale obbligo di versamento del contributo unificato ai sensi della normativa processuale citata.
Norme richiamate
D.Lgs. 31 dicembre 1992, n. 546, art. 36
Richiama il principio della motivazione delle decisioni amministrative/tributarie; la Corte ha ritenuto che la CTR abbia dato una motivazione apparente e quindi viziata, giustificando la cassazione.
Codice di procedura civile, art. 360 c.p.c., comma 1, nn. 3 e 4
Norme di ammissibilità dei motivi in cassazione: la Corte ha accolto il motivo relativo alla nullità della motivazione (n.4) e ha assorbito la doglianza relativa all'uso dell'equità (n.3).
Codice di procedura civile, art. 113
AE contestava la decisione per uso dell'equità; la Corte ha ritenuto il motivo assorbito, non essendo necessario decidere dopo aver accolto la censura sulla motivazione.
Legge 27 luglio 2000, n. 212, art. 10, comma 1 e art. 12, comma 7
Riguarda il principio del giusto procedimento e il contraddittorio endoprocedimentale. La Corte ha richiamato che il contraddittorio è obbligatorio a pena di nullità solo in casi specifici (accesso/ispezione/verifica in locali) e per alcuni atti particolari; per le verifiche a tavolino non è normalmente obbligatorio.
D.P.R. 26 ottobre 1973, n. 600, art. 39
Norme sull'accertamento dei redditi d'impresa; la Corte ha ricordato la giurisprudenza che richiede, dopo modifiche normative, che l'accertamento fondato su scostamento dai valori OMI sia sorretto da ulteriori elementi indiziari gravi, precisi e concordanti.
D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633, art. 54, comma 2
Riferimento alle regole IVA e all'onere probatorio; la Corte ha ritenuto che per l'IVA, in conformità al diritto UE, la mancanza di contraddittorio può invalidare l'atto se il contribuente dimostra in concreto le ragioni che avrebbe fatto valere.
L. n. 88/2009, art. 24, comma 5 (modifica art. 39 DPR 600/1973)
Riferimento storico-normativo: la modifica ha eliminato la presunzione legale relativa e ripristinato che le presunzioni semplici debbano essere gravi, precise e concordanti; la Corte l'ha richiamata per stabilire il necessario supporto probatorio dell'accertamento.
D.L. n. 223/2006 conv. L. n. 248/2006, art. 35 (richiamato nella giurisprudenza)
Citato come contesto normativo: la precedente introduzione e successiva eliminazione di una presunzione legale circa la corrispondenza tra corrispettivo e valore normale sono state richiamate per spiegare l'attuale esigenza di ulteriori elementi indiziari.
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13, comma 1 quater (introdotto da L. n. 228/2012, art. 1, comma 17)
Norma processuale sul contributo unificato: la Corte ha disposto che, essendo il ricorso incidentale successivo al 30/1/2013 e rigettato, sussistono i presupposti per l'eventuale versamento del contributo unificato da parte del resistente incidentale.
Massime di principio
- La motivazione della decisione giurisdizionale deve essere chiara e idonea a far comprendere il percorso logico: rilevazioni generiche o affermazioni non spiegate (es. preferenza di una fonte rispetto a due usate dall'Ufficio) possono comportare nullità/rimessione.
- In materia di cessioni immobiliari, lo scostamento tra prezzo dichiarato e quotazioni OMI non è di per sé sufficiente a fondare integralmente un accertamento: occorrono ulteriori elementi indiziari gravi, precisi e concordanti (valori alternativi, altre circostanze concrete).
- L'uso di più fonti di stima (es. OMI e rilevazioni private come Tecnocasa) è ammesso, ma il giudice deve spiegare concretamente come ha valutato e bilanciato tali fonti; non è lecito semplicemente dichiarare che l'uso congiunto rende la valutazione non obiettiva senza argomentazione.
- Il contraddittorio endoprocedimentale è obbligatorio in via ordinaria solo per accessi/ispezioni/verifiche in sede e per casi espressamente previsti dalla legge (es. studi di settore); per le verifiche a tavolino non sussiste generalmente l'obbligo, mentre con riguardo all'IVA il diritto UE può imporre un obbligo generale che richiede al contribuente la prova di resistenza se eccepisce la violazione.
- Il giudice non può decidere la controversia 'ex aequo et bono' senza fondamento normativo: l'eventuale ricorso all'equità deve essere adeguatamente motivato e previsto dal diritto applicabile.
- Se la Corte di appello dà motivazioni apparenti o insufficienti su punti decisivi, la Cassazione può cassare la sentenza e rinviare ad altro collegio per nuovo esame.
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