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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 17023/2025 del 07/05/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la conferma della condanna per ricettazione. Caracciolo denunciava genericità e carenze motivazionali, valutazione errata delle prove, mancata concessione di attenuanti e benefici, e chiedeva anche l'assoluzione ex art. 530 c.p.p. Garofalo contestava in particolare la dichiarazione di abitualità e l'applicazione della misura di sicurezza per difetto di contestazione e carenza motivazionale. Pesacane e Bodnar deducevano plurime censure: omessa differenziazione dei ruoli nell'imputazione, mancata valutazione del verbale di interrogatorio di Pesacane e della possibile tesi alternativa (assenza di dolo), violazioni processuali e richiesta di applicazione di attenuanti o di causa di non punibilità (art. 131-bis).

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di Caracciolo per difetto di specificità estrinseca e lo ha condannato al pagamento delle spese e a una sanzione alla cassa delle ammende (euro 3.000) per profili di colpa nella determinazione della inammissibilità. Ha accolto il ricorso di Garofalo sul secondo motivo: la dichiarazione di abitualità è viziata per difetto di contestazione; la statuizione relativa all'abitualità e alla misura di sicurezza (assegnazione a casa di lavoro) è stata annullata senza rinvio e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici sostituita dall'interdizione per cinque anni. Ha accolto i motivi di Pesacane e Bodnar relativi all'omessa valutazione del verbale d'interrogatorio e al vizio motivazionale ma, rilevata la prescrizione del reato (estintosi il 14/04/2025), ha annullato senza rinvio le condanne nei loro confronti perché il reato è estinto per prescrizione.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    La condanna per ricettazione è stata il capo di imputazione centrale; la questione ha riguardato la dimostrazione del dolo e la permanenza di possesso legittimo/ acquisto in buona fede

  • art. 103 cod. pen.

    Richiamato in relazione alla dichiarazione di abitualità e alla contestazione delle misure di sicurezza, come norma di coordinamento con gli artt. 102-108

  • art. 216, primo comma, n. 1, cod. pen.

    Norma invocata dal primo giudice per l'applicazione della misura di sicurezza basata sulla dichiarazione di abitualità; la Cassazione ha annullato tale statuizione per difetto di contestazione

  • art. 102-108 cod. pen.

    Riferimenti relativi alle dichiarazioni previste per l'applicazione delle misure di sicurezza/abitualità; la Cassazione riafferma il principio di correlazione accusa-sentenza

  • art. 180 cod. proc. pen.

    Richiamato per la nullità limitata della sentenza quanto alla dichiarazione di abitualità pronunciata senza adeguata contestazione nell'imputazione

  • art. 29 cod. pen.

    Norma sulle pene accessorie: la Corte ha sostituito l'interdizione perpetua con interdizione per cinque anni in favore di Garofalo dopo l'annullamento della dichiarazione di abitualità

  • art. 157, secondo comma, cod. pen.

    Richiamato nel conteggio della prescrizione; con il calcolo effettuato la prescrizione è maturata per Pesacane e Bodnar

  • art. 161, secondo comma, cod. pen.

    Ulteriore riferimento al calcolo dei termini di prescrizione che ha portato all'estinzione del reato per Pesacane e Bodnar

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Applicata la condanna alle spese del procedimento per il ricorso inammissibile di Caracciolo

  • art. 522 cod. proc. pen.

    Richiamato in relazione a contestazioni di nullità della sentenza per difetto di contestazione (eccezioni sollevate da Garofalo)

  • art. 429, comma 1, cod. proc. pen.

    Richiamato nella censura della difesa sulla nullità per difetto di contestazione della dichiarazione di abitualità

  • art. 611 c.p.p.

    Norme sulla richiesta di discussione orale al quale non è stata fatta istanza, svolgimento avvenuto per iscritto

  • art. 530, comma II, c.p.p.

    Invocato dalla difesa di Caracciolo come base per assoluzione, ma il motivo non è stato esaminato per inammissibilità del ricorso

  • art. 131-bis cod. pen.

    Richiamata dai ricorrenti di Pesacane e Bodnar come possibile causa di non punibilità, ma non accolta e non decisiva a causa della prescrizione

Massime di principio

  • I ricorsi devono essere specifici: la cassazione richiede che le censure affrontino puntualmente le argomentazioni della sentenza impugnata; la mera ripetizione dell'appello è insufficiente e comporta inammissibilità.
  • La dichiarazione di abitualità e l'applicazione di misure di sicurezza devono essere espressamente contestate nell'imputazione: in mancanza si configura nullità limitata della sentenza per quella parte.
  • Il principio di correlazione tra accusa e sentenza si applica anche alle misure di sicurezza; l'imputazione deve indicare le condizioni per la misura o la fattispecie di abitualità ritenuta.
  • Il giudice (di primo e di secondo grado) è tenuto a valutare e motivare specificamente sui mezzi di prova rilevanti richiamati dalle parti (es. verbali di interrogatorio); l'omessa valutazione può comportare annullamento e rinvio, salvo che sopravvengano cause estintive come la prescrizione.
  • Se nel corso del tempo matura la prescrizione, la Cassazione può annullare senza rinvio le condanne nei confronti degli imputati per estinzione del reato.
  • L'annullamento di una parte della sentenza (es. dichiarazione di abitualità) può comportare la sostituzione delle pene accessorie in misura conforme alle norme applicabili in assenza dell'aggravante.
  • La parte che propone un ricorso inammissibile può essere condannata alle spese e, in presenza di colpa nella scelta del motivo, anche a sanzioni alla cassa delle ammende.
  • Le eccezioni di nullità sollevate tempestivamente in appello devono essere esaminate dalla Corte territoriale; il mancato esame delle eccezioni rilevanti costituisce vizio di motivazione correggibile in Cassazione.

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