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Sentenza

Sentenza del 23/05/2019 n. 14023 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

Prevale l’amministrazione

La controversia

L'Agenzia delle Dogane ha rettificato il valore dichiarato delle calzature importate, ritenendolo non congruo rispetto ai valori medi risultanti dalla banca dati MERCE. Ha quindi rideterminato i diritti doganali, accertando una maggiore somma dovuta di 39.964,39 euro, oltre interessi e spese. La società ha contestato la rettifica sostenendo, tra l'altro, l'illegittimità dell'utilizzo della banca dati, la violazione delle norme sul valore in dogana, l'omessa o insufficiente motivazione e la violazione del contraddittorio e del diritto di difesa.

La decisione

La CTP di Salerno ha rigettato il ricorso e la CTR della Campania ha confermato la decisione. La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della società, rilevando che i motivi mescolavano impropriamente violazioni di legge, vizi procedurali e vizi motivazionali, senza individuare con chiarezza le specifiche censure. Alcune questioni erano nuove e non erano state dedotte nei precedenti gradi di giudizio; altre non indicavano il fatto decisivo il cui esame sarebbe stato omesso. La società è stata condannata al pagamento di 4.100 euro per le spese del giudizio di legittimità, oltre accessori e spese prenotate a debito, nonché al versamento dell'ulteriore contributo unificato.

Norme richiamate

  • Art. 360 c.p.c.

    I motivi di ricorso per cassazione devono essere formulati in modo chiaro e riconducibile a uno specifico vizio tra quelli previsti dalla norma. Non è ammissibile una mescolanza indistinta di violazioni di legge, errori processuali e vizi motivazionali.

  • Regolamento (CEE) n. 2913/1992, Codice doganale comunitario

    Consente alle autorità doganali di procedere alla revisione dell'accertamento e di controllare successivamente gli elementi della dichiarazione doganale, inclusi quelli rilevanti per la determinazione del valore in dogana.

  • Regolamento (CEE) n. 2454/1993, disposizioni di applicazione del Codice doganale

    Disciplina la procedura applicabile quando l'autorità doganale nutra fondati dubbi sul fatto che il valore dichiarato rappresenti l'importo totale pagato o da pagare. Nel caso concreto la Corte non ha esaminato nel merito la censura, ritenendola inammissibile e, in parte, nuova.

  • Regolamento (CEE) n. 2658/1987

    Riguarda la nomenclatura tariffaria e la tariffa doganale comune. La relativa censura è stata dichiarata inammissibile per la formulazione non corretta e per la mancata indicazione di un fatto decisivo omesso.

  • D.P.R. n. 115/2002

    art. 13, commi 1-bis e 1-quater

    Prevede il raddoppio del contributo unificato quando il ricorso è dichiarato inammissibile, improcedibile o integralmente infondato, sussistendone i presupposti.

Massime di principio

  • Nel ricorso per cassazione ogni motivo deve essere autonomo, specifico e chiaramente riconducibile a una delle ipotesi previste dall'art. 360 c.p.c.; la sovrapposizione di censure diverse può comportare l'inammissibilità.
  • Non è possibile introdurre per la prima volta in cassazione questioni, fatti o eccezioni che non siano stati sottoposti ai giudici di merito, salvo i limitati casi consentiti dalla legge.
  • Chi denuncia l'omesso esame deve indicare uno specifico fatto storico, controverso e decisivo, non limitarsi a lamentare che il giudice non abbia considerato argomentazioni o deduzioni difensive.
  • La contestazione di una rettifica del valore doganale richiede una difesa documentata e tempestiva, con la dimostrazione concreta dell'effettivo prezzo pagato e dell'inidoneità dei valori comparativi utilizzati dall'amministrazione.
  • La Corte di cassazione non è un terzo grado di merito: non ricostruisce autonomamente i fatti né riorganizza motivi di ricorso formulati in modo ambiguo o disordinato.
  • La soccombenza in cassazione può comportare, oltre alle spese legali, anche il pagamento dell'ulteriore contributo unificato previsto dalla normativa.

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