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Sentenza

Sentenza n. 1208/2026 - Palermo, Sezione 3

Giustizia amministrativa202502205

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Sicilia - Palermo, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: ordinanza comunale di demolizione di una tettoia abusiva di circa 300 mq, con struttura in ferro e copertura in lamiera, realizzata su area comunale

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (concessionaria dell'area)

Prevale il privato

La controversia

La società ha impugnato l'ordinanza di demolizione e la relazione tecnica, deducendo: violazione degli artt. 3 e 97 Cost., degli artt. 3 e 7 l. 241/1990 e degli artt. 31 e 35 d.P.R. 380/2001; difetto di istruttoria e motivazione; violazione dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e legittimo affidamento, sul presupposto che il manufatto fosse stato realizzato tra il 1970 e il 1978, prima che la società acquisisse la disponibilità dell'area nel 2003, e che l'amministrazione non avesse considerato tale circostanza né avesse comunicato l'avvio del procedimento. La ricorrente ha inoltre sostenuto che l'opera, destinata alla funzionalità dello stabilimento produttivo e facilmente amovibile, rientrasse nell'edilizia libera ai sensi della disciplina regionale, che l'autorizzazione unica per l'attività e il certificato di agibilità ne avessero comportato la regolarizzazione e che, trattandosi di area asseritamente demaniale o comunque pubblica e di abuso preesistente alla concessione, essa non fosse il soggetto legittimato a ricevere l'ordine di demolizione né a sostenerne gli oneri.

La decisione

Il TAR ha esaminato prioritariamente il terzo motivo, ritenendolo fondato e assorbendo gli ulteriori motivi. Dalla concessione comunale del 2003 ha desunto che l'area appartiene al patrimonio disponibile del Comune, essendo destinata a un uso privatistico quale spazio di manovra per autoveicoli, e non al demanio ferroviario come ritenuto dall'amministrazione. Dall'aerofotogrammetria prodotta dalla ricorrente ha inoltre ritenuto provato che la tettoia era già presente nel giugno 1978, quindi prima dell'acquisizione della disponibilità dell'area da parte della società. Ai sensi dell'art. 35 d.P.R. 380/2001, applicabile agli interventi abusivi su suoli demaniali o di enti pubblici, l'ordine di demolizione deve essere rivolto al responsabile dell'abuso, individuato nel soggetto che ha materialmente realizzato l'opera. Poiché la società non aveva tale qualità, l'ordinanza è stata annullata. Il Comune è stato condannato alle spese di lite, liquidate in 2.000 euro, oltre rimborso forfettario, IVA e CPA; il TAR ha inoltre rilevato che l'amministrazione non aveva ottemperato agli incombenti istruttori disposti in sede cautelare.

Norme richiamate

  • art. 35 d.P.R. 380/2001

    Per gli interventi abusivi eseguiti su suoli demaniali o appartenenti a enti pubblici, l'ordine di demolizione deve essere rivolto al responsabile dell'abuso, inteso come il soggetto che ha materialmente realizzato le opere.

  • art. 1 legge regionale n. 16/2016

    La disposizione recepisce in ambito regionale la disciplina dell'art. 35 d.P.R. 380/2001.

  • art. 31 d.P.R. 380/2001

    È richiamato tra le norme dedotte dalla ricorrente in materia di repressione degli abusi edilizi, ma la decisione è fondata specificamente sull'art. 35.

  • art. 3 l. 241/1990

    È richiamato con riferimento agli obblighi di motivazione e all'illegittimità dedotta dalla ricorrente, ma il motivo è assorbito a seguito dell'accoglimento della censura relativa alla legittimazione passiva.

  • art. 7 l. 241/1990

    È richiamato dalla ricorrente in relazione alla mancata comunicazione di avvio del procedimento; la relativa censura è assorbita.

Massime di principio

  • Ai fini dell'applicazione dell'art. 35 d.P.R. 380/2001, l'ordine di demolizione di opere abusive realizzate su suoli demaniali o appartenenti a enti pubblici deve essere rivolto al responsabile dell'abuso, da identificarsi nel soggetto che ha materialmente realizzato le opere.
  • Il soggetto che acquisisce successivamente la disponibilità di un'area pubblica non può essere destinatario dell'ordine di demolizione ai sensi dell'art. 35 d.P.R. 380/2001 quando sia provato che l'opera abusiva era stata realizzata anteriormente alla sua disponibilità e non risulti che egli ne sia stato l'autore materiale.
  • La qualificazione dell'area come demaniale non può essere desunta automaticamente dalla sua appartenenza pubblica: la destinazione a finalità privatistiche estranee ai compiti istituzionali dell'ente può qualificare il bene come appartenente al patrimonio disponibile.

Come è indicizzato

MaterieAbusi edilizi e sanzioniMotivazione del provvedimento
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDifetto di istruttoriaDifetto di motivazioneLegittimo affidamento

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