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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 32428/2023 del 22/11/2023

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il Comune impugnava il decreto ingiuntivo per canoni locazione, sostenendo che la legge n.135/2012 (spending review) prescriveva la riduzione del canone del 15% anche per i contratti di locazione stipulati dal Comune per l'acquisizione di alloggi da destinare temporaneamente a nuclei familiari in stato di bisogno, in quanto tale attività costituisce funzione istituzionale dell'ente. Gife contestava l'applicabilità della riduzione, ritenendo la norma riferita solo agli immobili adibiti ad "uso istituzionale" (cioè utilizzati direttamente dall'Amministrazione) e non alle locazioni di immobili private destinate a terzi beneficiari.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Comune. Ha confermato la interpretazione restrittiva della norma: l'espressione "immobili ad uso istituzionale" si riferisce ad immobili il cui godimento sia direttamente riferibile all'Amministrazione (uso diretto dell'ente) e non alle locazioni assunte dall'ente sul mercato per destinarle a terzi (es. assegnazione temporanea a famiglie bisognose). La Corte ha inoltre rilevato che il Comune non ha provato in giudizio l'asserita errata determinazione contrattuale del canone. Per la novità della questione e l'esito alterno del merito le spese sono state compensate integralmente; è stata altresì richiamata l'applicazione dell'art.13, comma 1-quater, del d.P.R. n.115/2002 per eventuale contributo unificato.

Norme richiamate

  • art. 3 d.l. 6 luglio 2012, n.95, conv. l. 7 agosto 2012, n.135 (spending review)

    Ai fini del contenimento della spesa pubblica, con riferimento ai contratti di locazione passiva aventi ad oggetto immobili a uso istituzionale stipulati dalle Amministrazioni centrali... i canoni di locazione sono ridotti ... della misura del 15 per cento...

    La Corte interpreta il riferimento agli "immobili a uso istituzionale" in senso restrittivo: si richiede un uso diretto dell'immobile da parte dell'Amministrazione. Le locazioni con acquisizione di immobili sul mercato per destinarli a terzi non rientrano nell'ambito della riduzione.

  • art. 1339 c.c.

    Richiamato nel testo per l'effetto automatico dell'inserimento della riduzione nei contratti in corso: la norma statale può inserirsi automaticamente nei contratti a norma dell'art.1339 c.c., salvo diritto di recesso del locatore.

  • art. 13 d.lgs. 18 agosto 2000, n.267 (T.U. enti locali)

    Usato per richiamare le attribuzioni generali del Comune (servizi alla persona e alla comunità), ma la Corte osserva che l'esercizio di tali funzioni può avvenire con strumenti diversi e che la locazione sul mercato per scopi sociali è spesso spesa discrezionale e non obbligatoria.

  • art. 7 d.lgs. 30 dicembre 1992, n.504

    Richiamato nella giurisprudenza citata come riferimento per definire quando un immobile sia destinato a finalità istituzionali ai fini di agevolazioni fiscali; la Corte osserva che, sebbene la materia sia tributaria, i criteri individuati sono rilevanti per individuare la qualificazione degli immobili, rafforzando l'idea che l'utilizzazione diretta dall'ente è requisito chiave.

  • art. 13, comma 1-quater, d.P.R. 30 maggio 2002, n.115

    Richiamato in ordine all'eventuale obbligo di versamento, da parte del ricorrente, di un importo aggiuntivo a titolo di contributo unificato nel processo di cassazione.

Massime di principio

  • La riduzione del canone prevista dalla legge di spending review si applica solo ai contratti per immobili 'ad uso istituzionale' intesi come immobili il cui godimento sia direttamente attribuibile all'Amministrazione (uso diretto), non alle locazioni di immobili sul mercato poi destinati a terzi beneficiari.
  • Per qualificare un immobile come 'ad uso istituzionale' occorre dimostrare che l'amministrazione lo utilizza direttamente nell'esercizio delle proprie funzioni; la destinazione a scopi sociali via assegnazione a terzi non è sufficiente di per sé.
  • La terminologia normativa è rilevante: 'uso istituzionale' ha portata più ristretta rispetto a espressioni come 'finalità istituzionali'; occorre analizzare il testo e il contesto normativo per la corretta delimitazione dell'ambito di applicazione.
  • Se il Comune intende ottenere un trattamento normativo favorevole (es. riduzione canone) deve provare in giudizio sia il requisito soggettivo (rientro tra le amministrazioni previste) sia il requisito oggettivo (uso diretto/istituzionale dell'immobile); mere richiamate finalità statutaria o generiche deduzioni non bastano.
  • Se la locazione è una scelta discrezionale di politica sociale (spesa non imposta dalla legge), la norma di contenimento della spesa pubblica tende ad escluderne l'applicazione; le misure di spending review mirano a ridurre spese per locazioni passive direttamente riconducibili all'attività dell'ente.
  • In cause simili valutare anche altre azioni: contestare la determinazione del canone per vizi nella determinazione contrattuale o per mancata corrispondenza delle caratteristiche promesse (ma occorre provare tale vizio in giudizio).
  • Dal punto di vista processuale, bisogna indicare con precisione gli atti o le sentenze invocate e coltivare le prove a supporto delle allegazioni; richieste generiche o non istruite rischiano di essere dichiarate inammissibili.

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