Ordinanza n. 452/2026 - Napoli, Sezione 2
per l'annullamento previa sospensione dell'efficacia, 1) dell'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 20/2025 - Prot. Gen. N.ro 24525 del 20 novembre 2025 (cfr. all. 1); 2) di tutti i pregiudizievoli atti presupposti, conseguenziali, connessi e, comunque, funzionalmente collegati, anche se non conosciuti;
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: Ordinanza comunale di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi relativa a un capannone e a una tettoia
Esito
Favorevole al ricorrente (proprietari)
Prevale il privato
La controversia
I ricorrenti hanno impugnato l'ordinanza di demolizione e ripristino dello stato dei luoghi n. 20/2025, chiedendone l'annullamento previa sospensione cautelare. Nella fase cautelare hanno contestato, in particolare, l'individuazione e le caratteristiche delle opere riferite al capannone di cui al punto 1 dell'ordinanza, deducendo la necessità di chiarire quali trasformazioni siano state realizzate, sia quanto alla destinazione sia quanto alle opere edilizie, rispetto alle previsioni della concessione edilizia n. 83 del 1988. Le ulteriori censure hanno riguardato l'individuazione delle opere sanzionate e la tettoia indicata al punto 4, di notevole consistenza e carattere stabile.
La decisione
Il TAR ha accolto solo parzialmente la domanda cautelare. Rilevata la necessità di un approfondimento istruttorio, ha sospeso l'efficacia dell'ordinanza esclusivamente nella parte relativa al capannone di cui al punto 1, ordinando all'Amministrazione di depositare entro trenta giorni dalla notificazione o comunicazione dell'ordinanza una relazione sulla consistenza e sulle caratteristiche del manufatto e sulle difformità riscontrate rispetto a quanto autorizzato dalla concessione edilizia n. 83 del 1988. Il Collegio ha invece respinto la domanda cautelare nel resto, ritenendo non apprezzabile il necessario fumus boni iuris: non sussistevano ragionevoli dubbi sull'individuazione delle opere da demolire, consistenti nel capannone e nella tettoia, e la tettoia risultava opera stabile e di notevole consistenza, estesa per 100 metri lineari. Il merito è stato fissato al 4 novembre 2026. Le spese della fase cautelare sono state compensate.
Norme richiamate
art. 55 c.p.a.
La domanda cautelare è stata esaminata secondo i presupposti della tutela cautelare nel processo amministrativo, inclusa la verifica sommaria del fumus boni iuris e la possibilità di adottare una sospensione parziale con contestuale acquisizione di elementi istruttori.
Concessione edilizia n. 83 del 1988
Costituisce il parametro autorizzatorio rispetto al quale devono essere chiarite la consistenza, la destinazione e le difformità del capannone oggetto dell'ordinanza di demolizione.
Massime di principio
- In sede cautelare, quando la legittimità di un'ordinanza di demolizione dipende dalla precisa ricostruzione delle trasformazioni edilizie e del confronto con il titolo autorizzatorio, il giudice può sospendere parzialmente l'atto e disporre un approfondimento istruttorio mediante relazione dell'Amministrazione.
- La tutela cautelare può essere limitata alla sola parte dell'ordinanza di demolizione interessata da incertezza istruttoria, mentre può essere negata per le ulteriori opere quando la loro individuazione sia chiara e la loro consistenza e stabilità rendano non apprezzabile il fumus boni iuris.
Come è indicizzato
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