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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 47391/2022 del 15/12/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugnava la sentenza di conferma della condanna per omicidio sostenendo tre motivi principali: 1) violazione di legge e vizio di motivazione per il mancato riconoscimento dell'eccesso colposo di legittima difesa: Russo sostiene di essere entrato per parlare e di essersi difeso dopo una testata subita, senza volontà di uccidere; 2) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata derubricazione in omicidio preterintenzionale: la morte sarebbe stata conseguenza di un corpo a corpo e non voluta; 3) violazione di legge e vizio di motivazione per la mancata più ampia diminuzione della pena in ragione delle attenuanti prevalenti, dell'età e del rimorso.

La decisione

La Cassazione ha dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. Ha confermato che l'imputato ha agito con dolo omicida, o almeno con dolo eventuale, avendo sferrato numerosi fendenti con un coltello contro la zona vitale del corpo della vittima, da breve distanza, con reiterazione e intensità tali da rendere prevedibile e accettato il risultato morte. Ha inoltre escluso la scriminante della legittima difesa ritenendo che Russo si fosse volontariamente posto nella situazione di pericolo entrando in casa armato; l'eccesso non è stato considerato colposo ma frutto di una scelta deliberata. La pena di 12 anni di reclusione, già inflitta in appello (dopo il riconoscimento di attenuanti generiche e della provocazione), è rimasta confermata; la Corte di Cassazione ha condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma di 3.000 euro alla Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • d.l. 28 ottobre 2020, n. 137, conv. dalla legge 18 dicembre 2020, n. 176, art. 23, comma 8

    Richiamata in relazione alla modalità di trattazione scritta del giudizio di cassazione; non incide sul merito ma sul procedimento

  • art. 616 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per la conseguenza della declaratoria di inammissibilità del ricorso, ossia la condanna alle spese processuali e la possibilità di sanzioni economiche a favore della Cassa delle ammende

  • art. 133 cod. pen.

    Richiamato come criterio di riferimento per la motivazione della determinazione della pena da parte del giudice di merito; la Corte ricorda che il giudice può motivare in modo concentrato quando la pena è fissata nella parte bassa della cornice edittale

Massime di principio

  • La legittima difesa può essere esclusa se l'agente si è volontariamente posto nella situazione di pericolo (es. entrare armato in casa di persona ritenuta pericolosa): in tal caso manca la necessità della difesa.
  • La distinzione tra eccesso colposo di legittima difesa e volontà omicida si basa sul profilo psicologico: l'eccesso colposo presuppone precipitazione o errore inescusabile; se il superamento dei limiti è frutto di scelta deliberata, la reazione assume natura aggressiva e può integrare il dolo.
  • Per accertare l'animus necandi la giurisprudenza valuta modalità esecutive: tipo di arma, direzione, intensità e reiterazione dei colpi, distanza dal bersaglio e le parti del corpo atte a causare la morte; tali elementi possono far ritenere il dolo anche se la reazione è scaturita da una provocazione.
  • La derubricazione in omicidio preterintenzionale richiede prova che l'agente escludesse assolutamente ogni previsione dell'evento morte; se l'evento morte era prevedibile e accettato, si configura il dolo (intenzionale o eventuale).
  • La quantificazione della pena resta nell'alveo della discrezionalità del giudice di merito; il ricorso alla Cassazione per contestare la misura è difficilmente efficace se la motivazione del giudice di merito è congrua e applica correttamente i criteri dell'art. 133 c.p.
  • In casi simili è determinante acquisire e valorizzare elementi medico-legali e testimonianze che possano dimostrare la dinamica dei colpi, la distanza, la direzione e la reiterazione: questi fattori possono decidere tra riconoscimento della legittima difesa, eccesso colposo, preterintenzionalità o dolo.

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