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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 15424/2024 del 15/04/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Regina impugnava la sentenza della Corte d'appello di Palermo del 16/02/2023 che, accogliendo l'appello del Procuratore generale, aveva riformato la sentenza del Tribunale di Trapani (16/03/2021) riconoscendolo colpevole del reato di truffa aggravata. Il ricorrente deduceva: 1) violazione di legge con riferimento all'art. 131-bis c.p. (esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto), sostenendo che tale causa fosse applicabile anche alla truffa aggravata per la lieve entità del danno e la non abitualità dell'autore; 2) violazione di legge e vizio di motivazione ai sensi dell'art. 20-bis c.p., per omessa pronuncia sulla richiesta di sostituzione della pena detentiva breve con lavoro di pubblica utilità, richiesta presentata mediante procura speciale in udienza.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per la parte relativa all'art. 131-bis ritenendo il motivo manifestamente infondato e aspecifico: la Corte d'appello aveva motivatamente escluso la causa di non punibilità richiamando la ricorrenza di recidiva reiterata specifica e la continuazione, elementi sintomatici di abitualità e pericolosità che escludono l'applicabilità dell'art. 131-bis. Invece il ricorso è stato accolto limitatamente all'omessa pronuncia sulla richiesta di sostituzione della pena ai sensi dell'art. 20-bis c.p.: la Corte d'appello non aveva risposto alla specifica istanza formulata con procura speciale e prodotta in udienza; perciò la Cassazione ha annullato la sentenza solo quanto a tale omissione e ha rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Palermo per decidere sulla sostituzione della pena. Il resto del ricorso è stato dichiarato inammissibile. Con riferimento all'affermazione della responsabilità penale la sentenza è stata resa irrevocabile.

Norme richiamate

  • art. 131-bis cod. pen.

    La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto non è applicabile quando sia stata accertata la recidiva reiterata specifica o la continuazione, poiché tali elementi indicano abitualità e elevata pericolosità sociale che escludono la tenuità.

  • art. 640, comma secondo, n. 1, cod. pen.

    Norma che disciplina la truffa aggravata; la condotta contestata è stata qualificata alla luce di questa disposizione e valutata insieme alle circostanze personali (recidiva, continuazione) ai fini dell'esclusione di cause di non punibilità.

  • art. 20-bis cod. pen.

    Prevede la possibilità, in rapporto alla riforma, di pene sostitutive per le pene detentive brevi; la Corte d'appello doveva pronunciarsi sulla specifica istanza dell'imputato, e l'omessa pronuncia comporta annullamento limitato e rinvio.

  • art. 95 d.lgs. 10/10/2022, n. 150 (discipline transitoria riforma)

    Disciplinando la transizione alle nuove pene sostitutive, richiede che, in terna di pene sostitutive, il giudice di appello sia chiamato a pronunciarsi se l'imputato abbia formulato richiesta, la quale deve essere proposta al più tardi in udienza di discussione d'appello.

  • art. 585, comma 4, cod. proc. pen.

    Richiamato come riferimento procedurale sull'opportunità o meno di presentare motivi nuovi in appello; la Corte precisa che la richiesta per le pene sostitutive non deve necessariamente costituire motivo nuovo ma va formulata almeno entro l'udienza di discussione.

  • art. 591, comma 1, lett. c), cod. proc. pen.

    Norma collegata al vizio di aspecificità: motivi generici e non confrontati con la motivazione impugnata possono rendere il ricorso inammissibile.

  • art. 524 cod. proc. pen.

    Norma invocata per dichiarare l'irrevocabilità della sentenza in ordine alla affermazione della responsabilità penale là dove non è intervenuto annullamento.

Massime di principio

  • La causa di esclusione della punibilità per particolare tenuità (art. 131-bis c.p.) è incompatibile con la sussistenza di recidiva reiterata specifica o di una continuazione di reati che evidenzi abitualità: tali elementi implicano una pericolosità sociale che esclude la tenuità.
  • Le censure generiche o non specificamente confrontate con la motivazione della decisione impugnata possono essere dichiarate inammissibili per aspecificità: il ricorso deve affrontare in concreto l'argomentazione del giudice di merito.
  • La richiesta di applicazione delle nuove pene sostitutive (art. 20-bis c.p., con riferimento alla disciplina transitoria) deve essere presentata dall'imputato e, quanto meno, formulata entro l'udienza di discussione d'appello; il giudice d'appello è tenuto a pronunciarsi sulla richiesta.
  • L'omessa pronuncia su una specifica istanza in appello (ad es. sostituzione della pena) determina l'annullamento limitato della sentenza e il rinvio per nuovo giudizio su quel punto, senza automaticamente travolgere l'affermazione di responsabilità già conforme.
  • Quando la Corte di Cassazione annulla solo per omessa pronuncia su un punto procedurale, la parte della sentenza relativa alla condanna può rimanere irrevocabile se non toccata dall'annullamento.

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