Cassazione Penale, Sentenza n. 36815/2023 del 05/09/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Il ricorrente deduceva vizio di motivazione per la mancata risposta della Corte d'appello alla richiesta, formulata nelle conclusioni scritte, di sostituzione della pena detentiva (1 anno e 6 mesi) con una delle pene sostitutive previste dall'art. 53 legge 24 novembre 1981, n. 689 (in particolare semidetenzione o lavoro di pubblica utilità) alla luce delle modifiche introdotte dal d.lgs. 150/2022 e connesse disposizioni successive.
La decisione
La Cassazione ha ritenuto il ricorso ammissibile e fondato: ha censurato la mancata risposta della Corte d'appello alla richiesta di sostituzione della pena e ha esaminato il regime normativo sopravvenuto. Tuttavia ha annullato la sentenza impugnata senza rinvio perché, nel frattempo, il reato è divenuto procedibile a querela e la condizione di procedibilità mancava (era stata depositata solo una "denuncia orale" priva della richiesta di punizione). Pertanto l'azione penale non può essere proseguita e la sentenza è annullata senza rinvio.
Norme richiamate
d.lgs. 10 ottobre 2022, n. 150
art. 2, comma 1, lett. i)
Ha modificato il regime di procedibilità per talune fattispecie di furto, stabilendo che alcune aggravanti rendono ora il reato procedibile a querela; ha altresì inciso sulle condizioni di accesso alle pene sostitutive previste dall'art. 53 l. 689/1981
decreto‑legge 31 ottobre 2022, n. 162
art. 6 (introduzione dell'art. 99‑bis nel d.lgs. n.150/2022)
Ha inserito l'art. 99‑bis nel d.lgs. n.150/2022 e differito l'entrata in vigore del nuovo testo normativo (effettiva dal 30/12/2022), rilevante per determinare il regime applicabile durante il processo d'appello
legge 24 novembre 1981, n. 689
Disciplina le sanzioni sostitutive della detenzione (es. semidetenzione, lavoro di pubblica utilità); l'accesso a tali misure va valutato secondo le condizioni previste dalla legge e dalle modifiche successive (d.lgs. 150/2022)
legge 23 settembre 2020, n. 176
Consente il trattamento del ricorso senza intervento delle parti in determinate ipotesi; qui il ricorso è stato trattato nelle forme previste da tale norma
art. 99‑bis (introdotto nel d.lgs. n.150/2022)
Norma introdotta dal d.l. n.162/2022 che ha inciso sui termini di entrata in vigore del d.lgs. n.150/2022 e sulla disciplina transitoria applicabile ai procedimenti in corso
Massime di principio
- Se, durante un grado di giudizio, intervengono norme che ampliano l'accesso alle pene sostitutive, il giudice d'appello deve esaminare e motivare la richiesta dell'imputato di sostituzione della pena alla luce della nuova disciplina.
- La mancata pronuncia su una richiesta specifica formulata nelle conclusioni può costituire vizio di motivazione e legittimare il ricorso per cassazione.
- È essenziale verificare il regime di procedibilità applicabile al momento della celebrazione di ciascun grado di giudizio: il mutamento da procedibilità d'ufficio a procedibilità a querela può determinare l'improcedibilità dell'azione penale se manca una querela valida contenente la richiesta di punizione.
- La data di entrata in vigore delle novità legislative (anche se modificata da successivi decreti) è determinante per stabilire quale disciplina sia applicabile ai procedimenti in corso; occorre considerare la vacatio legis e i decreti che la modificano.
- Quando la procedura processuale è impedita per mancanza della condizione di procedibilità, la Cassazione può annullare la sentenza senza rinvio perché l'azione non è proseguibile.
- In presenza di contestazioni sulle aggravanti, è necessario accertare esattamente quale aggravante sia stata contestata nell'imputazione, poiché la qualificazione dell'aggravante può incidere sul regime di procedibilità e sulle possibili misure sostitutive
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